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Alitalia, comincia la cassa integrazione

Autore: . Data: martedì, 14 ottobre 2008Commenti (0)

A casa in più di settemila

La cassa integrazione (cigs) è partita per i lavoratori di Alitalia. Saranno 7.614 i dipendenti della Compagnia a rimanere a casa. Con l’avvio del provvedimento non saranno più utilizzati ventuno Md 80, due Md11 della società Alitalia Fly, quattordici E145 e dieci Atr di Alitalia Express.

Il commissario Augusto Fantozzi aveva richiesto la cigs in due occasioni, il 18 ed il 29 settembre, considerando improrogabile “la necessità di un ulteriore intervento di contenimento di attività e risorse”.

Con ‘l’atterramento’ degli aeromobili il personale in ‘esubero’ è composto da 831 piloti, 1.383 assistenti di volo e 2.072 lavoratori di terra per la prima richiesta e da 970 piloti, 1.383 assistenti di volo e 975 lavoratori di terra per la seconda.

I rappresentanti sindacali hanno ottenuto che la cassa integrazione riguardi tutti i dipendenti delle quattro società che compongono la Compagnia: Alitalia, Alitalia Express, Alitalia Airport e Alitalia Servizi.

Il provvedimento avrà corso da ottobre a dicembre, poi si vedrà.

Nel vero senso della parola. Il presidente di Cai, Roberto Colaninno, dopo l’imbarazzante presenza al programma di Raitre, ‘Report’,  è stato ricevuto a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

Naturalmente per discutere “della situazione di Alitalia”.

Tuttavia sono sempre più insistenti le voci che parlano di un malumore interno alla ‘cordata patriottica’ voluta dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. E’ arrivato, infatti, il momento di tirare fuori i soldi.

Per quanto considerato un sito di gossip, nella giornata di ieri ‘Dagospia’ ha rilanciato una notizia, che riportiamo con beneficio di inventario.

Al film “La banda degli onesti” bisogna aggiungere le notizie che Dagospia ha raccolto sui marciapiedi di Banca Intesa dove il portone è rimasto chiuso alle telecamere della Gabanelli. Secondo gli uscieri della banca di Corradino Passera ci sono almeno due soci che starebbero per abbandonare la cordata. Il primo è Claudio Sposito, il fedelissimo di Berlusconi che contribuì al salvataggio di Fininvest agli inizi degli anni ’90 quando operava come plenipotenziario italiano per conto di quella Morgan & Stanley che oggi stesso potrebbe fallire. Dal 2003 Sposito gestisce il fondo Clessidra che è entrato in Aeroporti di Roma, ma sembra intenzionato a tirarsi fuori dal salvataggio Alitalia.

Il secondo nome che circola è davvero clamoroso, poiché si tratta di Emma Marcegaglia, la presidentessa di Confindustria che è entrata con cuore e soldi leggeri dentro Cai, e che secondo le ultime notizie avrebbe rinunciato. Corradino Passera è già stato messo al corrente da Sposito ed Emma dell’addio. A dir poco dolente, avrebbe pregato i due fuggiaschi di non propalare la notizia “altrimenti – avrebbe detto Passera – crolla tutto!”.

Insomma, la vicenda Alitalia non appare affatto conclusa. Le prossime settimane sapranno sciogliere il nodo principale, legato alle decisioni che prenderà l’Europa a riguardo. A patto che i ‘capitani coraggiosi’ vogliano mettere mano al portafoglio, pur trovandosi a comprare ai saldi di fine stagione.

I dipendenti, intanto, cominciano a perdere il lavoro nel silenzio generale.

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