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Prostituzione e disumanità

Autore: . Data: lunedì, 15 settembre 2008Commenti (0)

Un lettore scrive per ‘Tu inviato’.Mentre Roma e Milano si apprestano ad approvare ordinanze che raccolgono il disegno di Legge Carfagna. Al coro di critiche si aggiunge la voce di Adelina, la ragazza albanese che ha denunciato i suoi sfruttatori in televisione.

“Per le ragazze, molte delle quali purtroppo mie connazionali, è la fine di ogni speranza. Non potranno mai più sperare di affrancarsi dalla schiavitù in cui sono oggi costrette. Il Disegno di legge presentato in Consiglio dei Ministri dal ministro Mara Carfagna è orribile e disumano. Costringerà le ragazze, manipolate come oggetti dai loro protettori, a proseguire nella loro attività di vendere sesso ai clienti italiani nel chiuso degli appartamenti, dove saranno invisibili e dove non potranno quotidianamente essere contattate dalle forze dell’ordine e dai volontari delle varie Associazioni che si propongono di spezzare le catene di questa crudele schiavitù del terzo millennio. E’ un colossale regalo fatto alla mafia albanese, alleata della Sacra Corona Unita e della ‘ndrangheta calabrese. Polizia, Carabinieri e Magistratura avranno maggiori difficoltà a compiere indagini in questo campo e le ragazze avranno sempre più interessi a tacere per paura”:

Così si è espressa Adelina, la ragazza albanese portata anni addietro con la forza dal suo paese in Italia per prostituirsi la sera sui marciapiedi di anonimi rettilinei di strade extra- urbane del Nord- Italia, terra “ sazia e disperata”, come ebbe un giorno a definirla Papa Giovanni Paolo II° , con sempre più persone che la sera avvertono la necessità di sfogare il proprio malessere quotidiano comprando un giovane corpo di qualche essere umano proveniente dall’Europa dell’Est o dall’ Africa, come se fosse merce acquistabile sugli scaffali di un supermercato.

Per quasi un decennio furono le albanesi a rappresentare l’oggetto dei desideri inconfessabili degli italiani, ora si sono aggiunte romene, moldave ed ucraine. Al grido disperato d’allarme di Adelina si è aggiunta la voce  di Don Gallo, il noto sacerdote genovese anima della Comunità di San Benedetto al Porto, considerato, a torto o a ragione, nella città ligure “ un prete comunista”  ma mai sospeso “ a divinis” dall’Arcidiocesi genovese e da sempre in prima fila al fianco degli ultimi e degli sfruttati.

Ha detto Don Gallo, concedendo un’intervista ad una nota agenzia di stampa italiana:”Come cristiano e come prete mi indigno di fronte a tanta ipocrisia. Con questo provvedimento siamo alla regressione culturale. Non si può pensare di affrontare un problema come la prostituzione soltanto attraverso la repressione. Invece mi sembra che siano convinti di poter affrontare un problema come questo, senza per giunta creare nessuna alternativa. Un delirio di onnipotenza”.

Poi il sacerdote ligure si è chiesto:” Ma questa legge punisce davvero lo sfruttamento? A me sembra piuttosto parte di una crociata che prevede che tutto ciò che è diverso deve essere reso invisibile”. Sulla stessa lunghezza d’onda il torinese Don Ciotti, altro “ prete di strada” ed il suo notissimo Gruppo Abele.

Pure altre associazioni, non schierate apoditticamente contro il centro- destra, come si potrebbe invece pensare parlando di Don Gallo e di Don Ciotti, hanno immediatamente manifestato le loro critiche al disegno di legge confezionato dall’ex velina di Canale 5. Ci riferiamo all’Asgi ed alla Caritas Italiana, organizzazione incardinata nella struttura ufficiale della Chiesa Cattolica.

Pure il Comune di Venezia, governato da una maggioranza di centro- sinistra e guidato dal filosofo Massimo Cacciari, ha condiviso l’appello contro il disegno di legge sulla prostituzione che invece è stato in parte condiviso dall’Associazione Giovanni XXIII° di Rimini, la più famosa associazione italiana impegnata nel recupero delle cosiddette “ schiave del terzo millennio”.

Gli eredi di Don Benzi, infatti, pongono più che altro l’accento sul concetto di punibilità penale del cliente, dimenticandosi però del fatto che insieme a questi anche la prostituta finisce agli arresti. Lo considerano un male necessario per sconfiggere il fenomeno.

L’impressione è comunque che il cammino parlamentare del Disegno di Legge Carfagna, nonostante l’appoggio del Popolo delle Libertà, della Lega, ma già il Sindaco leghista di Verona Tosi ha affermato che il problema non si risolve chiudendo le prostitute negli appartamenti, e forse dell’Italia dei Valori, sarà molto accidentato in quanto l’opposizione del Partito Democratico, che ancora deve dimostrare agli italiani la volontà di essere sul serio opposizione, non potrà che essere dura e netta.

Sergio Bagnoli


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