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L’instancabile Brunetta

Autore: . Data: venerdì, 5 settembre 2008Commenti (0)

Adesso tocca ai disabili

La querelle sui “fannulloni” continua a mietere potenziali vittime. Oggi pomeriggio il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha annunciato l’imminente “giro di vite sui permessi per assistere i parenti disabili”.

Sono dunque allo studio modifiche alla legge 104, “di per sé meritoria, ma che si è prestata ad abusi incredibili”.

Si tratta di una legge-quadro del 1992, i cui principi guida sono contenuti nel primo articolo del testo: la Repubblica è chiamata a garantire “il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona handicappata e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società”. Ed è possibile farlo rimuovendo “le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona umana”, al fine del “raggiungimento della massima autonomia possibile e della partecipazione della persona handicappata alla vita della collettività, nonché della realizzazione dei diritti civili, politici e patrimoniali”. Da qui derivano gli interventi, tra cui quelli di assistenza, “volti a superare stati di emarginazione e di esclusione sociale della persona handicappata”.

Il ministro si è impegnato ad emanare una circolare restrittiva: entro 15 giorni, ha spiegato oggi, “ci sarà un cambio della normativa”, “verranno inseriti dei controlli e saranno limitate le linee di parentela” grazie alle quali è possibile usufruire dei permessi per l’assistenza. “Puntiamo a migliorare la qualità dei servizi – ha concluso Brunetta – eliminando gli abusi: finora i soliti furbi hanno infatti utilizzato la legge 104 per farsi una settimana di vacanza”.

Dunque il clima con i sindacati rischia di arroventarsi ulteriormente, dopo che il leader Cisl aveva già bollato le iniziative contro i “fannulloni” come “pagliacciate” e soprattutto dopo le durissime polemiche della Cgil, che ha espresso giudizi inappellabili sul recentissimo decreto legge presentato dal ministro del Lavoro Sacconi. Che “con la scusa di ‘evitare abusi nell’utilizzo del lavoro flessibile’ – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del Dipartimento Settori pubblici – produce come danno irreversibile il licenziamento ‘con effetto retroattivo’ di tanti lavoratori e lavoratrici che hanno lavorato come precari con vari contratti per più di tre anni nelle pubbliche amministrazioni”.

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