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La particella di Dio e il Big Bang

Autore: . Data: mercoledì, 10 settembre 2008Commenti (0)

Acceso l’accelleratore del Cern, adesso comincia un lungo esperimento. Un lungo lavoro che occuperà scienziati di tutto il mondo. Enorme l’attenzione di media e pubblico.

Prima di tutto un’informazione di servizio ai lettori, sarà possibile seguire in diretta l’importante esperimento in streaming video.

Lui si chiama LHC ed è una macchina immensa, che farà muovere lungo i ventisette chilometri dell’anello del Large Hadron Collider, al confine tra Francia e Svizzera, sottoterra a 100 metri di profondità un fascio di protoni.

E’ costata più di sei miliardi di euro e tenterà di copiare e riprodurre la situazione in cui era l’universo pochi attimi dopo il Big Bang. Insomma, gli scienziati di una equipe composta da esseri umani provenienti da molti posti del pianeta, facendo entrare in collisione due fasci di protoni con energie superiori sette volte di più di quanto non sia avvenuto mai,  stidiranno le particelle di materia che si formeranno a seguito delle diverse collisioni.

Nel mondo l’attenzione è cresciuta in modo esponenziale e si può immaginare che al momento dell’avvio dell’esperimento milioni di persone staranno aguardare. Tra loro Stephen Hawking, lo scienziato più famoso di tutti, inglese do Oxford.

Lui ha scommesso “cento dolalri perchè spero che la famosa “particella di Dio”, il bosone di Higgs, il nuovo superacceleratore che oggi si accende al Cern di Ginevra
non riesca a scoprirlo”.

Lo studioso britannico ama il rischio del gioco e spesso perde.  “L’acceleratore LHC sprigiona un’energia mai raggiunta e secondo le teorie dovrebbe essere sufficiente per trovare questa fantomatica particella la quale spiega la massa delle cose, e quindi rappresenta una misura fondamentale per decifrare la materia”.

Però, aggiunge Hawking, “credo che sarebbe più eccitante se non lo trovassimo. Dimostrerebbe che c’è qualcosa di sbagliato nelle nostre idee e che dobbiamo pensare di più per trovare altre spiegazioni. Per questo ho scommesso cento dollari che non lo troveremo”.

Il motivo che spinge il genio di Oxford allo scetticismo è da individuarsi nella sua speranza di trovare prove per dimostrare l’esistenza delle ‘supersimmetria’, che individuerebbe le particelle simmetriche a quelle che già conosciamo

Hawking, dalla stessa cattedra di Newton, ha sviluppato la ricerca sull’esistenza dei buchi neri. Ed è proprio lui a spiegare con la teoria chiamata col suo nome, Hawking’s ratiation, che evaporeranno all’istante senza guai. La ‘particella di Dio’ fu scoperta da Peter Higgs negli anni Sessanta e chiamata così da Leon Ledermand, premio Nobel per la fisica . Oggi l’Europa si riprende il primo posto nella ricerca nel campo della fisica, facendo retrocedere gli Stati Uniti al secondo posto.

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