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Immigrati, le stragi della clandestinità

Autore: . Data: mercoledì, 24 settembre 2008Commenti (0)

Il ministro Maroni lancia proclami, il governo inventa provedimenti inefficaci e la gente continua a morire. La Chiesa cattolica richiama i valori della solidarietà.


L’ultima strage di immigrati in ordine di tempo risale ad oggi, ed è accaduta al largo di Malta: recuperati una decina di annegati a circa trenta miglia dalla costa nei pressi dell’ennesimo barcone della speranza carico di esseri umani disperati. Va ricordato che appena un mese fa, sempre al largo della stessa isola, 70 clandestini caddero in mare da un’imbarcazione e i morti furono otto.

La progressiva assuefazione a questi fatti di cronaca (pensiamo alla cadenza quotidiana degli sbarchi a Lampedusa) e alle loro drammatiche conseguenze non ha lasciato indifferente la Chiesa cattolica: nel corso del suo recentissimo intervento-fiume in apertura del Consiglio permanente della Cei, il cardinal Bagnasco, ricordando “l’incessante arrivo di nuovi irregolari, che a prezzo della vita si accostano alle rive”, aveva chiesto di valorizzare “una visione umanistica irrinunciabile”. Perciò, aveva aggiunto, “sarà bene procedere, anche in un contesto europeo, cercando con impegno accordi di cooperazione con i Paesi di provenienza e volendo progressivamente guadagnare alla legalità situazioni irregolari compatibili con il nostro ordinamento, accettando di dare, appena vi siano le condizioni, risposte positive sia alle esigenze di una progressiva ed equilibrata integrazione sociale, sia alle domande di ricongiunzione familiare presentate nella trasparenza e per il benessere superiore delle persone coinvolte, oltre che della società tutta”.

Gerarchie ecclesiastiche a parte, gli avamposti territoriali della Chiesa alzano apertamente la voce, raccogliendo il disagio che si esprime in molte realtà del nostro Paese, dove ci troviamo ben oltre la cosiddetta “prima accoglienza”.

Dopo i noti fatti di Castelvolturno – con la spedizione punitiva della camorra e il barbaro omicidio di sei ragazzi africani – il vescovo di Caserta, monsignor Raffaele Nogaro, si è scagliato platealmente contro le amministrazioni locali. “Qui è la camorra che costituisce la politica – ha spiegato Nogaro – mi dispiace dirlo ma i nostri dirigenti sono tutti compromessi”. Dopo che il governo ha promesso l’invio di carabinieri, poliziotti e, forse, soldati, il vescovo di Caserta non ha nascosto la sua opinione: “Si esce da questo dramma – ha sottolineato – solo con una rivolta morale. Vincendo il male con il bene. Queste parole, me ne rendo conto, cadranno nel vuoto, è successo già altre volte, ma noi continueremo ad affermarle, senza indietreggiare”.

Tale principio, sostiene Nogaro, deriva dalla semplice osservazione della realtà: “L’immigrazione ormai è come un’onda anomala che viene dall’oceano, neanche mille leggi potranno fermare questo processo che coinvolge tutti i Paesi sviluppati e più degli altri il nostro, che ha ottomila chilometri di costa. Oggi offriamo la canna di un mitra puntata sul clandestino, ma per vincere la battaglia sarà necessario mettere in campo soluzioni nuove”. Come ad esempio “leggi sulla clandestinità non esasperate. Agli immigrati – ha concluso il vescovo di Caserta – potrebbe essere garantito un aiuto amministrativo ed anche la Chiesa, che finora ha fatto poco ma è l’unico Ente che in qualche modo si è esposto, potrebbe essere chiamata a dare una mano. Di queste cose, però, non c’è traccia”.

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