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Il petrolio del Mar Nero

Autore: . Data: mercoledì, 10 settembre 2008Commenti (0)

La disputa sull’Isola dei Serpenti fra Ucraina e Romania: in discussione non è la sovranità ucraina dell’isola del Mar Nero, ma il diritto a sfruttarne i fondali. L’articolo di un lettore a “Tu Inviato”


Approda all’Alta Corte delle Nazioni Unite la disputa sull’isola del petrolio e del gas naturale.
Se al termine del processo l’Alta Corte delle Nazioni Unite che ha sede all’Aja dovesse riconoscere alla Romania il diritto a sfruttare i ricchi giacimenti di petrolio e gas naturale che si trovano venticinque miglia al largo del Delta del Danubio, non solo Bucarest avrebbe risolto per i prossimi due decenni ogni problema di indipendenza energetica, ma tutta l’Unione Europea tirerebbe un sospiro di sollievo, potendo contare su riserve energetiche in mano a mani amiche.

La Romania è infatti uno dei ventisette stati membri dell’Unione Europea. Questa grande ricchezza si trova nei fondali del Mar Nero a poca distanza da un isolotto roccioso e disabitato chiamato Isola dei Serpenti, di fronte al magnifico Delta del Danubio. L’isola è sempre appartenuta alla Romania ma nel 1948 le truppe staliniste dell’Unione Sovietica lo occuparono e lo annessero ai territori della super – potenza comunista. Stalin infatti ben sapeva quale fosse l’importanza strategica del sito ove venne impiantata un’importante base spionistica in grado di “ leggere” i movimenti delle truppe Nato nella vicina Turchia ed anche nell’Europa occidentale.

Quando nel 1991 l’Ucraina, regione sovietica cui era stata aggregata l’isola, si eresse in stato indipendente ereditò da Mosca anche l’Isola dei Serpenti. La Romania non si oppose e tuttora non pare voler mettere in discussione la sovranità di Kiev sullo scoglio anche perché, secondo il diritto internazionale, i suoi fondali, trattandosi di terra inospitale e disabitata, possono essere sfruttati dai romeni, non ricadendo nella Zona economica esclusiva ucraina, bensì in quella appartenente a Bucarest.

Kiev accortasi della ricchezza dei fondali dell’isola vi ha mandato una spedizione militare con lo scopo di creare uno stanziamento permanente e dunque per far entrare i fondali dello scoglio nella sua zona economica esclusiva . La Romania si è ribellata immediatamente alla decisione. Ne è nata una decennale controversia che, principalmente per causa di Kiev, non è stato possibile risolvere pacificamente per mezzo di incontri bilaterali. L’Ucraina sostiene che i romeni non hanno alcun diritto a sfruttare i ricchi giacimenti petroliferi e di gas naturale ivi esistenti ed in ciò è supportata dal premier russo Putin che mai ha rinunciato al sogno di vedere un giorno le regioni meridionali ucraine chiedere, come l’Ossezia del Sud, di nuovo l’annessione a Mosca.

Il presidente ucraino Yushenko per giunta accusa direttamente il suo primo ministro Tymoshemko di accordi sottobanco con Mosca e di tradimento dello spirito nazionale ucraino. La confusa e poco chiara situazione politica di Kiev certamente ha giocato in favore del fallimento dei negoziati romeno- ucraini. La Romania, e con essa tutta l’Unione europea, temendo che un giorno pure a Kiev possa riprodursi una crisi politico- militare simile a quella georgiana e ritenendo di essere nel giusto è ricorsa all’alta corte internazionale dell’Aja ben conscia del fatto che, qualora le fossero riconosciuti diritti circa lo sfruttamento degli idrocarburi del Mar Nero verrebbe meno la sua dipendenza energetica da Mosca e Kiev.

Grande fiducia nelle capacità dei giudici della capitale olandese la ripone il rappresentante romeno Bogdan Aurescu, attore della causa. Nei fondali dell’Isola dei Serpenti la mitologia greca dice sia sepolto l’eroe della Guerra di Troia Achille, il semidio ucciso da Paride alle Porte Scee, che una volta agli inferi venne inumato presso l’Isola dei Beati, come allora si chiamava l’Isola dei Serpenti, per volere di Zeus. Certamente ai nostri tempi interessa molto di più la sorte dei 100 milioni di tonnellate di petrolio e dei 100 miliardi di metri cubi di gas naturale ivi esistenti.

Sergio Bagnoli

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