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Il calcio e gli ultras

Autore: . Data: martedì, 2 settembre 2008Commenti (1)

Nei giorni scorsi, come avviene con tragica regolarità, il calcio ha avuto la sua scia di violenza, scontri e danneggiamenti. E’ triste dover constatare che i dibattiti italiani non hanno mai fine, che per anni si discute delle stesse cose e non si riesce mai a trovare una soluzione.

Dopo le botte, puntuali come un orologio svizzero, arrivano le dichiarazioni del mondo politico, quelle dell’universo pallonaro, le accuse, le contro accuse, le speculazioni.

Con efficienza, il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, si è subito occupato degli incidenti di domenica scorsa. Il leader del Pd ha detto: “La scarcerazione dei teppisti responsabili dei gravi incidenti prima e dopo la partita Roma-Napoli è un fatto gravissimo. Il segnale che si lancia è pesantemente negativo. Evidentemente dagli atti del governo si evince una morale: duri con quelli che non votano come gli immigrati e deboli con quelli che votano”. Poi ha insistito: “Così i teppisti che usano il calcio come pretesto per le loro bravate, per aggredire e seminare paura tra i cittadini, anche quando sono identificati e presi restano dentro per poche ore. Questa certezza di impunità non fa altro che perpetuare e coprire il loro agire”.

L’abutudine al commento a qualunque costo è una delle principali attività delle italiche genti, ma in questo caso non si capisce la relazione tra la scarcerazione dei teppisti, responsabili di danni per quasi mezzo milione di euro (secondo le Ferrovie) e il governo. All’on Veltroni deve essere sfuggito che il provvedimento è stato preso in attesa del processo per direttissima e da un Tribunale, applicando leggi non ‘inventate’ dai magistrati, ma varate dal Parlamento.

Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, anche lui un recordman del comunicato stampa, ha subito risposto: “Veltroni fa patetica demagogia. Per le scarcerazioni facili degli ultrà violenti perchè non se la prende con la magistratura? La colpa è loro. Il precedente governo Berlusconi ha varato con coraggio norme severe. Fu la sinistra, allora, a schierarsi dalla parte dei violenti. Ora si farà tutto il necessario per stroncare una violenza intollerabile. Dalla criminalità ai clandestini, dalla droga agli stadi, la nostra regola è una sola: tolleranza zero contro l’illegalita”’.

Evitando di ricordare le innumerevoli leggi votate dal centro-destra sulle questioni di giustizia e tutte riconducibili a singolari logiche di ‘garanzia’ per gli imputati (peccato fossero relative, spesso, a tipologie di reato ‘utili’ per risolvere alcuni problemi giudiziari del premier), la frase dell’eponente del Pdl, con qualche accorgimento, può essere utilizzata per qualsiasi cosa: “Fu la sinistra…la nostra regola è una sola: tolleranza zero…”.

Non poteva mancare il punto di vista del presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete: “E’ giusto tenere conto di quanto è successo e prendere provvedimenti adeguati nei confronti di chi si è reso protagonista di episodi di vandalismo, con comportamenti inaccettabili. Ma è anche giusto non generalizzare, perchè ci sono anche tifosi non delinquenti che rispettano le leggi”. Anche questa considerazione è assolutamente condivisibile, per quanto tragicamente ovvia.

Per concludere la sua esternazione pubblica, Abete ha aggiunto che bisogna “isolare queste frange di delinquenti e ci devono essere norme in grado di punire queste persone, che non devono più mettere piede allo stadio. Non è possibile che certa gente colga l’occasione della prima giornata del campionato di calcio per devastare una stazione e spargere il panico tra le famiglie”. Alla domanda: “Ma non sarebbe giusto far pagare alle societa’ i danni?” il presidente ha risposto: ” ”Non credo che risolverebbe il problema”.

Per un giornalista questo articolo può essere considerato inutile. Infatti alle frasi scontate si sommano valutazioni buone per ogni stagione.

Il fatto che da anni gli stadi italiani siano diventati dei luoghi nei quali la violenza è di casa, che non uno dei provvedimenti presi dai più diversi governi sia stato in grado di far tornare la pace tra gli spalti, ai maratoneti del comunicato stampa non interessa.

Le agenzie di stampa batteranno dichiarazioni per tutto il giorno e le troupe dei telegionali saranno già alla ricerca di interviste lampo. Gli show del bar sport non avranno motivo di cercare notizie per riempire i progammi.

Insomma, tutto come ieri, speriamo non come domani.

Roberto Barbera

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Commenti (1) »

  • p.dematteis ha detto:

    Chissà se il provvedimento per i tifosi del Napoli sarà veramente rispettato o sarà uno sporadico episodio?
    Da anni ormai il nostro calcio è malato,tutto è lasciato correre. Il vero senso di quel gioco non esiste più, molti l’hanno dimenticato o ne hanno un vago ricordo: il contendersi un pallone tra due squadre, cercando di farlo entrare nella porta avversaria, colpendo solo questo con il piede o la testa e non il vicino degli spalti o il tifosi dell’altra squadra.
    Il patito del calcio non penserà mica di essere affetto da tifo, il quale dovrebbere manifestare sensi di altra natura per lo più di malessere fisico…contagioso.
    I tifosi hanno perso il vero senso della loro passione, per alcuni ormai è alieno.
    Si dice che siamo un popolo di pacifisti, ma se gli scontri avvengono tra di noi (e vengono tollerati!), come possiamo aspirare alla pace tra i popoli?
    Quanta rabbia hanno questi uomini e mi chiedo..perchè!!
    E poi, bisogna aspettare ogni qual volta che la “bomba” scoppi, prima di intervenire, il governo non vede quello che da anni ormai ci dilania? Perchè indugiare?
    L’Italia deve cambiare, una società civile lo esige!

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
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