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Il Big Bang dell’informazione

Autore: . Data: mercoledì, 10 settembre 2008Commenti (0)

Un fiume in piena di navigatori della Rete cerca di sapere tutto quello che può sull’accelleratore del Cern di Ginevra. E, com’è giusto che sia riceve da giornali e informazione risposte di ogni genere. Com’è giusto che sia?

In questi ultimi giorni è successo un fatto strano. Il primo settembre ‘InviatoSpeciale’ ha pubblicato una notizia sull’esperimento del Cern di Ginevra. L’abbiamo fatto perchè ci interessava, ma pensavamo fosse una news come tante altre.

Quando si pubblica un giornale on line si osservano gli accessi dei lettori, quello che cercano, per quanto tempo stanno su una pagina e tante altre cose. In tempo reale.

Abbiamo subito notato che l’interesse per l’argomento era forte, centinaia di persone si connettevano col sito e volevano sapere del big bang. Allora abbiamo deciso di scrivere un aggiornamento. Puntualmente alcune migliaia di internauti hanno diretto la loro attenzione sul pezzo.

Oggi tutto il web guarda a Ginevra e i giornali on line più importanti aprono le loro edizioni con la ‘particella di Dio’.

Questo ci ha fatto riflettere. Un esperimento scientifico, dai contenuti complessi, non ancora cominciato del tutto (oggi è l’accensione della macchina e l’avvio dei test sull’apparato), ha catalizzato l’attenzione di milioni di persone.

Molti hanno provato a ragionar sul fatto, sulla fine del mondo supposta da alcuni, sui buchi neri che si mangeranno la Svizzera per antipasto e poi il mondo intero, in qualche blog addirittura discusso sull’esistenza di Dio.

Noi siamo più modesti e vogliamo solo fare una piccola riflessione e suggerirla a voi.

L’informazione ha compreso l’interesse del ‘pubblico’ ed ha immediatamente dirottato la propria sul Big Bang.

In questo momento la notizia inquietante è che il Pil italiano è fermo, a + 0.1 per cento, mentre la Commissione Ue ha riconsiderato al rialzo le stime sull’inflazione italiana, che a fine anno dovrebbe attestarsi al 3,7 per cento contro il 3 previsto nello scorso aprile. Eppure viene dopo l’esperimento in corso in Svizzera.

Sempre oggi apprendiamo dall’Istat che le famiglie italiane sono nei guai seri, perchè hanno sempre meno denaro da spendere e i consumi, di conseguenza diminuiscono. Nel secondo trimestre di quest’anno gli acquisti sono diminuiti dello 0,3 per cento ed in un anno dello 0,5. ( 0,6 se si considera la sola spesa sul territorio nazionale).

Nelle notizie di agenzia e nelle stime dell’Istituto di statistica, in modo asettico, si nota tra le tante cose che i ‘beni durevoli’ sono in crollo, meno sette per cento. Ma in parole povere vuol dire che si acquistano poche lavatrici, scaldabagni, frigoriferi, televisori, computer. E se si compra meno si produce meno e la gente perde il lavoro o, perlomeno, rischia.

Eppure i giornali danno più rilievo all’esperimento. Un cittadino medio, anche chi scrive, comprende meglio il problema della crisi economica del Paese piuttosto che le complesse questioni legate alla materia, alla fisica, ai buchi neri. In termini pratici, grossolani, banali, l’inflazione in crescita la troveremo pronta ad inseguirci tra un’ora o due giorni sullo scaffale del supermercato, dove le caramelle saranno aumentate, mentre il ‘bosone di Higgs’, a patto che esista, lo scopriranno tra alcuni mesi e la nostra vita non cambierà per nulla dopo. Certo, il sapere della razza umana avrà raggiunto un livello superiore, sapremo di più sull’universo, ma le ricadute concrete sull’esistenza dei poveri d’Africa, di quelli asiatici o sud americani e di noi italiani inguaiati saranno pressochè nulle.

I media digitali nazionali ‘accontentano’ il pubblico e gli raccontano del Cern, il presente arriva dopo. I lettori arrivano sui siti, vedono la ‘notiziona’  dell’acceleratore e pensano sia la cosa più importante della giornata. Il meccanismo si è messo in moto, come le particelle in giro per la galleria di Ginevra, arrivata ad essere il tema del giorno anche per Google.

Ma, la realtà dov’è finita?  E’ passata in secondo piano, minimizzata, relegata in un angolo di fastidiosa concretezza. Così accade che si perda il senso delle cose, si cominci a veder doppio, triplo, quadrupo, fino a diventare ciechi.

Abbiamo il timore che stia accadendo. Anche perchè in Italia abbiamo persone occupate a diffondere notizie senza fondamento, lasciando in dispensa quelle più difficili da ‘digerire’. E’ vero, domani si riparlerà di crisi italiana, ci si può distrarre ogni tanto, fa anche bene. Tuttavia è meglio farlo per scelta propria che per decisione altrui.

Il buco nero già c’è, non è necessario spaventarsi per l’esperimento del Cern.

Roberto Barbera

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