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I lavoratori: Alitalia la compriamo noi

Autore: . Data: lunedì, 22 settembre 2008Commenti (0)

Piloti, assistenti di volo e personale di terra alla ricerca di partners per rendere concreta l’idea di ‘comperare’ la Compagnia. Nel frattempo si materializzano un centinaio di dipendenti favorevoli alla Cai e Gasparri l’aveva ‘previsto’.

Sono comparsi improvvisamente i lavoratori Alitalia. I telegiornali li hanno scoperti dopo che un centinaio di loro ha manifestato a Fiumicino in favore dell’accordo con la Cai. I manifestanti si sono materializzati in perfetto sincronismo con un auspicio del capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

Attaccando il presidente del sindacato piloti Anpac, Fabio Berti, il parlamentare del centro destra aveva detto: ”Berti, invece di meditare sulle sconfessioni che sta registrando nella categoria definisce violente le mie dichiarazioni sul suo comportamento, scegliendo per questo attacco, guarda caso, l’Unità. A Berti vorrei ricordare che non ha avuto il coraggio di dire in televisione, sollecitato da Vittorio Feltri, il suo reale stipendio. Mi rendo conto che dall’alto di diverse centinaia di migliaia di euro all’anno è difficile condannare alla disoccupazione persone che guadagnano 1.500 euro al mese. E ce ne sono, nell’ambito del gruppo Alitalia”.

Gasparri, quindi aveva aggiunto: “Ben vengano quindi gli interventi di comandanti responsabili e illuminati come quelli che stanno sconfessando la linea di Berti. A chi posse possa essere vicino politicamente Berti mi interessa assai poco. In realtà è vicino a una linea che crea soltanto danni, al Paese e all’Alitalia. C’è da augurarsi quindi che il personale di volo e quello di terra spingano nella direzione dell’accordo nella speranza che la cordata Cai sia ancora disponibile a salvare l’Alitalia. Non ci sono altre strade. Lo hanno detto tutti con chiarezza”.

Stamattina, puntualissimi, i sostenutori della cordata voluta da Berlusconi hanno fatto il loro ingresso sulla scena. Molti di loro sono ‘a contratto’, come si dice in Alitalia ‘stagionali’. Già ieri sera il Tg1 aveva ospitato in studio una pilota, sostenitrice dell’accordo con Cai, nell’edizione delle 20. L’intera attività del governo sembra orientata non a risolvere la crisi della compagnia, ma a sponsorizzare la cordata.

Intanto alcuni punti sembrano essersi chiariti. Entro le ore 12 del 30 settembre prossimo, dovranno arrivare al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, le manifestazioni di interesse di potenziali acquirenti al fine di ”avviare l’eventuale trattativa”.

Nel testo del bando si legge: ”Il commissario straordinario, considerate le ragioni di necessità e urgenza di cui al dpcm del 29 agosto 2008, invita chiunque sia in grado di garantire la continuità nel medio periodo del servizio di trasporto, la rapidità dell’intervento nonchè il rispetto dei requisiti previsti dalla legislazione nazionale, ivi compresi i Trattati di cui è parte l’Italia, a presentare manifestazioni di interesse per l’acquisto di uno o più rami di azienda di Alitalia Linee Aeree Italiane spa in amministrazione straordinaria, di Alitalia Airport spa in a.s., di Alitalia Express Spa in a.s., di Alitalia Servizi Spa in a.s. e di Volare spain a.s., anche non preesistenti”.

Nella premessa del bando si specifica che la procedura ”contempla la possibilità di cedere a trattativa privata tutti o parte dei complessi aziendali o delle attività produttive, definendo i contenuti di uno o più dei rami di azienda, anche non preesistenti, con individuazione dei lavoratori che passino alle dipendenze del cessionario, e ciò anche previa collocazione in cassa integrazione guadagni straordinaria o cessazione del rapporto di lavoro in essere e assunzione da parte del cessionario”.

La cessione ”potra escludere, in tutto o in parte, la responsabilità dell’acquirente per i debiti relativi all’esercizio delle aziende cedute sorti prima del trasferimento ed, in ogni caso, non potrà prevedere un prezzo inferiore a quello stabilito dall’esperto indipendente nominato dal Ministro dello Sviluppo Economico”.

Tuttavia, una proposta comincia a farsi strada ed è stata avanzata dai piloti e dagli assistenti di volo. L’offerta verrà resa concreta nei tempi stabiliti ed è stata presentata dalle organizzazioni sindacali dei piloti, Anpac e Up, dagli assistenti di volo di Avia e dagli autonomi della Sdl.

Andrea Cavola del coordinamento Sdll progetto ha detto che l’idea è quella di “una cordata alternativa insieme ad altri imprenditori italiani o stranieri. Vi sono contatti in corso, stiamo già avendo incontri in queste ore”.

Secondo Berti (Anpac) i piloti, gli assistenti di volo e il personale di terra sono pronti a mettere sul piatto “la quota parte della retribuzione e l’intero Tfr (circa 340 milioni) per supportare qualunque progetto di rilancio di Alitalia”.

Intanto i vertici di Anpac e Unione piloti hanno concordato di riunirsi in una sola associazione “di fronte agli attacchi di questi giorni”.

In un clima generale di scontro politico, che invece di favorire la soluzione della crisi sembra utilizzare l’affaire Alitalia per altri scopi, tra i quali il cambiamento delle metodologie di contrattazione in Italia, l’atteggiamento dei lavoratori della compagnia sembra essere tra i più ragionevoli.

I prossimi giorni ci diranno se questa opzione troverà gambe solide sulle quali camminare.

Una nube si addensa comunque minacciosa. Se il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi non presenterà entro tre-quattro giorni un piano finanziario di emergenza, la licenza di Alitalia potrebbe essere revocata.

Lo ha detto il presidente di Enac, Vito Riggio, in un’intervista a Radio 24.

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