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Extracomunitario, grazie

Autore: . Data: giovedì, 4 settembre 2008Commenti (0)

Nelgli ultimi mesi la campagna anti immigrati ha raggiunto livelli altissimi. Eppure, a  chi è riuscito a superare le infinite barriere burocratiche e materiali ed a trovare un posto di lavoro regolare, dobbiamo un ringraziamento. Senza di loro non sapremmo come pagare le pensioni.

Giuseppe Maddaluna e Francesco Papa sono due diregenti dell’Inps. In una ricerca hanno scoperto alcuni dati interessanti. Riguardano la presenza dei lavoratori stranieri, quelli chiamati extracomunitari, nel mondo del lavoro italiano.

Il primo è molto importante, perchè smonta uno dei principali argomenti sui quali alcune forze politiche, prima tra tutte la Lega, basano le tesi anti-immigrati. Non è vero che chi viene in Italia per trovare occupazione porta via il posto ad un cittadino del nostro Paese.

L’età dei migranti che hanno un’occupazione regolare oscilla tra i 25-29 anni e i 30-35. Scrivono i due studiosi: “Le corrispondenti generazioni italiane sono quelle meno numerose in seguito al calo delle nascite ed al conseguente calo demografico. Se ne deduce che il lavoro straniero non è andato ad invadere aree in cui erano presenti lavoratori italiani disoccupati, ma ha quasi naturalmente colmato un vuoto provocato da fattori demografici”.

Ma le novità non si fermano qui, i due dirigenti dell’Inps aggiungono. “I dati non confermano l’opinione che il lavoro regolare straniero sia fatto solo di basse qualifiche. I lavoratori regolari si ripartiscono in un arco di qualifiche e professioni che troviamo nei principali contratti di lavoro. Prevale la manualità, ma non manca la professionalità. Esistono imprenditori e datori di lavoro tra gli immigrati”.

Maddaluna e Papa, quindi, affrontano il punto più delicato della loro ricerca e quasi del tutto ignoto ai cittadini del nostro Paese. Scrivono: “Più del dieci per cento delle entrate contibutive del sistema di riscossione dei contributi dei lavoratori dipendenti sono dovute ai lavoratori stranieri. Aggiungiamo il valore della contribuzione dei lavoratori autonomi e parasubordinati e verifichiamo che il sistema previdenziale non può fare a meno, per l’equilibrio attuale, del lavoro regolare straniero”.

In parole semplici, se non ci fossero gli immigrati il sistema Italia avrebbe serissime difficoltà a pagare le pensioni. In un recente provvedimento, l’attuale governo ha invece ha cancellato l’assegno sociale per chi non risiede in Italia da almeno dieci anni. Se si perde il posto si è abbandonati, pur contribuendo in modo sostanziale alla vita dei ‘nativi’.

Secondo lo studio dei due ricercatori dell’Inps, ancora, la presenza di immigrati in Italia non è importante solo nel presente, ma lo sarà ancor di più in futuro, perchè secondo le previsoni, proprio a causa dell’andamento demografico, il rapporto tra contibuti versati e pensioni da erogare avrà necessità di mantenersi su un trend di equilibrio, garantito proprio dai lavoratori stranieri.

Sempre per semplificare, senza lavoratori immigrati niente pensioni agli italiani neppure nel futuro.

Questi dati sono di straordinaria importanza per comprendere quanto sia necessario superare le tendenze razziste e xenofobe.  Però sono passati sotto un quasi totale silenzio da parte della stampa italiana, se si fa eccezione, appunto, per il Sole 24 ore.

Ancora più preoccupante l’atteggiamento della politica a questo riguardo. Se si può comprendere (non giustificare) l’atteggiamento di chi è ostile, per identità culturale ai fenomeni della interculturalità e dell’integrazione, non è in nessun modo accettabile la posizione di altri, che invece di avviare una grande campagna di informazione per sconfiggere il razzismo si lascia sedurre dalla demagogia ‘dell’emergenza’.

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