cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Calcio, Napoli e camorra

Autore: . Data: mercoledì, 3 settembre 2008Commenti (0)

L’Osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive ha preso decisioni dure nei confronti di Milan, Fiorentina, Sampdoria. Nell’ordine: fermata la vendita dei biglietti per la partita Napoli – Fiorentina e niente trasferta per i tifosi del Milan.

Dopo gli incidenti di domenica scorsa e le abituali polemiche a tutto campo, l’organismo di valutazione del Ministero degli Interni ha deciso di proibire le trasferte dei tifosi del Napoli per l’intera durata del campionato. Il ministro Maroni ha anche previsto per i violenti l’accusa di associazione a delinquere, oltre all’interdizione per due anni dagli stadi. Per il reato proposto dal capo del Viminale, tuttavia, bisognerà vedere, caso per caso, di che opinione saranno i magistrati quando si troveranno di fronte persone responsabili di incidenti.

Il capo della polizia, Antonio Manganelli, parlando degli scontri ha detto: “Abbiamo modo di ritenere che dietro la conduzione degli incidenti provocati dai tifosi napoletani ci sia l’influenza della criminalità organizzata. Ho inviato a Napoli il prefetto Cavaliere, capo della Criminalpol e polizia e carabinieri sono in stretto contatto con la procura di Napoli, che non a caso ha affidato alla Dda questa indagine”.

Con Nicola Cavaliere, responsabile della direzione centrale di polizia criminale, è partito per il capoluogo campano anche il responsabile della direzione centrale anticrimine Francesco Gratteri. Incontreranno il questore Antonino Puglisi e i responsabili della Digos, della squadra mobile e dell’ufficio di gabinetto per cercare di capire le dinamiche esatte relative ai fatti di domenica scorsa.

Manganelli, però, ha anche aggiunto: “Nel sabato e nella domenica calcistica  non c’è stato alcun incidente, un record dal momento dell’omicidio Raciti. C’è stato questo episodio di intemperanza di un folto, molto folto, gruppo di facinorosi napoletani. Sono assolutamente contrario ai treni speciali per i tifosi, allo stesso modo del governo passato e di quello attuale. Questi facinorosi, che hanno contaminato la giornata di campionato e il percorso virtuoso che si sta compiendo, devono essere identificati e puniti secondo quanto prevede la legge”.

Inutile dire che le due dichiarazioni sono in contrasto tra loro, perchè appare poco chiaro come si possa relegare al ruolo di “episodi di intemperanza” fatti avvenuti sotto “l’influenza della criminalità organizzata”. E’ possibile che dei criminali fossero tra i tifosi, ma nel ruolo di supporter calcistici, per cui il crimine organizzato sembra davvero poco probabile si cimenti nella distruzione di treni ed altro. Comunque, le indagini sapranno, si spera, risolvere il rebus.

Cavaliere è attendista: “Non è che queste persone (i presunti camorristi, ndr) siano partite all’assalto del treno per strategie particolari. Noi diciamo che sicuramente elementi della pseudo tifoseria sono persone contigue ad organizzazioni delinquenziali. Possiamo dire che molti acquirenti di biglietti per lo stadio sono risultati con precedenti penali importanti. Questa e’ una base su cui iniziare le nostre indagini”:

Puglisi, dal canto suo, invece, condividendo l’idea di Manganelli sulla camorra, ha dichiarato: “Sappiamo che tra i gruppi del tifo organizzato ci sono collegamenti con frange della criminalità organizzata. Stiamo vagliando l’accaduto e nelle prossime ore, dopo l’incontro che avremo nel pomeriggio in Procura, potremo esprimere una valutazione più precisa”.

Proseguono, intanto, le ispezioni di rito, le valutazioni sull’operato dei responsabili della sicurezza, seguendo le battute di un copione recitato già migliaia di volte. Il nodo centrale della violenza del tifo è capace di muovere milioni di parole, ma di generare ben poche scelte concrete per risolvere definitivamente la questione, come è avvunuto in Gran Bretagna.

Nella speciale classifica, il ‘dichiaratore’ più attivo è stato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Ha detto: “Si parla sempre di camorra, ma gli incidenti nel calcio avvengono dappertutto. Da Palermo al Nord. Mi sembra un alibi. In passato c’è stata troppa tolleranza, io non voglio criminalizzare le curve dove otto ragazzi su dieci sono agitati ma recuperabili, però non ho dubbi che bisogna usare tolleranza zero per episodi come quelli di domenica”.

Poi, quando è stato informato, La Russa, ha immediatamente dichiarato sulla sua dichiarazione: “Non sapevo che l’ipotesi di infiltrazioni della camorra l’avesse fatta Manganelli”.

La bussola impazzita del calcio professionistico non sembra possa ritrovare un minimo di efficienza. Oltre la consueta propaganda del centro-destra “useremo il pugno di ferro”, i richiami della Fercalcio, gli avvertimenti della Lega, i lamenti dei presidenti delle società sportive e gli attacchi, in automatico, dell’opposizione al governo, il nodo della faccenda non si affronta mai. Perchè la malattia del calcio non è solo la violenza, ma l’incapacità dei vertici di questa disciplina e della politica nel suo complesso a ridisegnare le regole che dovrebbero governare l’industria calcio.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008