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Bangkok, stato d’emergenza

Autore: . Data: martedì, 2 settembre 2008Commenti (0)

Situazione sempre più tesa

Il primo ministro della Thailandia, Samak Sundaravey, ha dichiarato lo stato d’emergenza nella capitale Bangkok per porre fine alle proteste antigovernative che durano da una settimana.
La scorsa notte, negli scontri fra manifestanti del partito d’opposizione, People’s Alliance for Democracy (PAD), e le forze dell’ordine una persona è morta e almeno 43 sono rimaste ferite.

Nel frattempo la Commissione elettorale tailandese ha proposto che il partito del premier, People Power Party (PPP), venga sciolto per le accuse di aver comprato voti nelle elezioni del dicembre scorso che lo hanno portato al potere.

Il PAD accusa il PPP di essere la reincarnazione del partito dell’ex premier Thaksin Shinawatra, rimosso da un colpo di Stato nel settembre 2006. Due anni fa le manifestazioni del PAD contro Thaksin, accusato di corruzione, avevano portato a una situazione incerta come quella di oggi e al successivo golpe. Dopo 15 mesi di regime militare, però, la consultazione elettorale del dicembre 2007 aveva portato di nuovo alla vittoria, anche se con un’altra veste, i sostenitori di Thaksin, il quale è attualmente in esilio con la moglie in Gran Bretagna.

Lo stato d’emergenza dà al comandante dell’esercito, il generale Anupong Paojinda, poteri speciali per detenere e arrestare in qualsiasi luogo, dispiegare i militari in aiuto della polizia, bandire assembramenti di più di cinque persone e imporre restrizioni ai mezzi di comunicazione che possono minare la pubblica sicurezza.

Non è chiaro come evolverà la situazione, soprattutto perché non è chiara la posizione dell’Esercito, all’interno del quale il partito di governo avrebbe dei sostenitori. Di certo il Paese è spaccato in due: i supporter del PPP nelle zone rurali e povere della Thailandia e quelli del PAD, concentrati nella borghesia di Bangkok.

Francesca Lancini

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