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Alitalia, nuovo round

Autore: . Data: domenica, 14 settembre 2008Commenti (0)

Nottata di incontri a Palazzo Chigi tra sindacati nazionali, Cai, governo e Banca Intesa. L’operazione ‘salvataggio’ organizzatata da Berlusconi appare più indirizzata verso l’immagine dell’esecutivo che verso la compagnia aerea.

E’ stata una serata di incontri a palazzo Chigi e si è conclusa a tarda notte. I sindacati Cisl, Uil e Ugl erano rappresentati dai segretari generali Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Renata Polverini. Per la Cgil non c’era Epifani, al suo posto il segretario confederale Fabrizio Solari. Le rappresentanze aziendali non erano state interpellate.

Per la Cai era arrivato nella sede del governo l’amministratore, Rocco Sabelli, accompagnato dal responsabile di Corporate di Intesa SanPaolo, Gaetano Miccichè e dal numero uno di Intesa Corrado Passera.

Per il governo Gianni Letta, i ministri del Lavoro, Maurizio Sacconi e dei Trasporti, Altero Matteoli e infine il commissario Augusto Fantozzi.

Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, nella mattinata aveva deciso di ‘scendere in campo’, organizzando la nuova fase di consultazioni.

Alla fine delle diverse riunioni che si sono succedute per diverse ore le dichiarazioni dei sindacati non erano confortanti. Le organizzazioni dei lavoratori parlano di  “una ricognizione con frammenti di discussione”.

Il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, immagina “una convocazione in giornata e nel frattempo la prosecuzione degli incontri di ricognizione”.

Il segretario del trasporto aereo dell’Ugl, Roberto Panella, aggiunge: “E’ una fase di consultazione che non si completerà solo con i confederali. Si punta ad un tavolo generale con le nove sigle, se c’è un accordo quadro. Ieri sera è stata verificata la volontà di trovare una soluzione. Sarà il tavolo generale che produrrà una soluzione e quindi, per ora, si sta cercando di predisporre questa volonta di arrivarci”’.

Il segretario del trasporto aereo della Uilt, Marco Veneziani, ha aggiunto che gli incontri non hanno prodotto “nulla di nuovo: non è una trattativa, il sindacato ha ribadito la propria posizione”.

All’una e quaranta della notte l’agenzia Agi ha battuto una notizia: “Domani sera, governo, sindacati e Cai si troveranno nuovamente al tavolo della trattativa e sarà per arrivare a una conclusione: un epilogo che dovrebbe essere positivo, secondo quanto riferiscono fonti sindacali di alto livello che preferiscono rimanere in anonimato”.

Alla stessa ora l’Ansa: “Il confronto con i sindacati sul piano di salvataggio per Alitalia proseguirà con incontri informali oggi, dalla mattina, per poi arrivare alla convocazione di un tavolo formale, attesa per questa sera, per una trattativa finale. Lo hanno riferito i sindacati lasciando Palazzo Chigi. Il segretario generale della Filt-Cgil, Franco Nasso, ha confermato che ”si va avanti con confronto informali, mentre è attesa la convocazione per tornare, verso sera, ad una trattativa formale”. Oggi, spiega, ”non c’è stata una trattativa: il governo sta incontrando tutte le parti per sentirle, e noi abbiamo ribadito la nostra posizione”.

Diversi i toni della stampa. Il Corriere della Sera titola un articolo: “Alitalia, accordo vicino. Resta il nodo dei piloti. Nuove proposte dell’esecutivo. L’incontro con gli amministratori delegati di Intesa e Cai, Passera e Sabelli”.

La Repubblica: “Consultazioni nella notte a Palazzo Chigi, arrivano anche Passera e Sabelli. Poi l’annuncio: domenica di incontri definitivi. Fantozzi: lunedì voli a rischio. Alitalia, entro poche ore si decide trattativa finale domenica sera”.

Il Messaggero: “Alitalia, spiragli dal vertice governo-sindacati. Fantozzi: manca il carburante, lunedì voli a rischio. Domenica nuovi incontri a Palazzo Chigi per tentare di chiudere l’intesa. Berlusconi: la trattativa va avanti. Sacconi: accordo possibile”.

Nella vicenda Alitalia le informazioni distribuite all’opinione pubblica sono fin dall’inizio confuse. Sembra di trovarsi di fronte ad un gigantesco ‘misunderstanding’, come direbbe un americano, che tradotto letteralmente vuol dire malinteso, ma nella realtà anche qualcosa di più.

Gli incontri della notte appaiono come l’estremo tentativo del governo di nascondere le enormi responsabilità per la situazione disastrosa nella quale è finita la compagnia di bandiera. Alla luce dei fatti il contratto di lavoro presentato dalla Cai è inaccettabile per il lavoratori. Per alcune categorie si arriverebbe al paradosso che la cassa integrazione produrrebbe uno ‘stipendio’ superiore a quello versato dalla ‘nuova Alitalia’.

Il nodo dei licenziati, la mancanza del piano industriale (al momento mai reso noto dalla Cai), la volontà di applicare un contratto aziendale e non quello nazionale sono tutti aspetti di una vicenda condotta, per esser gentili, con un dilettantismo sconcertante.

Nel pomeriggio di ieri il premier aveva detto: “Il destino di Alitalia è messo in forse dal comportamento irragionevole di alcune categorie di dipendenti e in questo noi vediamo la forte influenza della sinistra che pur di dare smacco al governo non esita a considerare poco importante il disastro che arrecherebbe a tutto il Paese se Alitalia dovesse portare i libri in tribunale. Spero che questo non accada”.

Nelle parole di Berlusconi la volontà di rimescolare le carte, richiamando la abituale polemica di facciata contro ‘la sinistra’, per individuare il ‘colpevole’ del tracollo delle trattative.

Se è comprensibile che l’esecutivo cerchi di non mostrare all’opinione pubblica le proprie responsabilità, avviando una nuova campagna di immagine del tutto priva di contenuti, è meno chiara la posizione dei grandi organi di informazione nazionale.

La fragilità della cordata guidata da Colaninno, l’esiguità dei capitali investiti per la rifondazione di Alitalia, l’assenza di alleanze internazionali indispensabili per garantire alla compagnia le rotte di lungo raggio, una visione dell’organizzazione interna non coincidente con le necessità di un’azienda di trasporto aereo, il nodo irrisolto della fusione con Airone (che potrebbe non essere accettato a Bruxelles) sono solo alcune delle molte gigantesche incognite sospese su tutto ‘l’affaire’.

Vedremo oggi gli sviluppi, ma il sospetto che il destino di Alitalia sia in secondo piano rispetto alla necessità di Berlusconi di mantenere il suo profilo di ‘uomo della provvidenza’ restano forti.

Se ancora una volta la trattativa fallirà saranno stati i sindacati ‘irresponsabili’, soggiogati dalla ‘sinistra’ (per la verità più assente che mai) ad aver la responsabilità del crack.

Nel ‘Paese dei balocchi’ tutto è possibile, anche se rischia di travolgere ventimila lavoratori incolpevoli.

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