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Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

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In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

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Alitalia, cade Fort Alamo

Autore: . Data: sabato, 27 settembre 2008Commenti (1)

Nella notte i piloti hanno firmato. Nella telenovela tutto può cambiare, ma al momento sembrano esser chiari alcuni punti. Oltre i confini della Compagnia di bandiera.

Il Paese affronta ogni giorno di più una deriva autoritaria dai contorni apparentemente soffici e impalpabili. Insomma, il regime dell’era digitale. Nessun particolare accanimento contro ‘la dissidenza’, ma solo una lenta, inesorabile e progressiva operazione di silenziamento mediatico, di annullamento. Contemporaneamente al binario della scomparsa corre quello dell’annuncio. Roboanti “pugni di ferro” compaiono ad intervalli regolari di venti minuti uno dall’altro sulle agenzie di stampa, associati a qualunque tipo di notizia, dall’apicoltura alla protezione del gatto siamese. Ed i giornali e la televisione rilanciano, se possibile amplificando il tutto, per colorare un prodotto di bassa qualità.

Un’opinione pubblica dopata da un nuovo tipo di farmaco letale, ‘la chiacchiera’, si è convinta di vivere in un Paese assediato da zingari rapitori di bambini, stranieri assetati di sangue, prostitute sul piede di guerra, lavoratori fannulloni ed inetti, rapinatori in servizio permanente effettivo, insegnanti bifolchi e balene spiaggiate da salvare (un po’ di bontà è necessaria).

La paura e l’incertezza per un futuro invisibile è stata dirottata verso obiettivi più concreti, simboli negativi fabbricati per edificare un immaginario collettivo più disponibile ad assorbire le ‘puttanate’ quotidiane, i provvedimenti demenziali, lo smatellamento di una buona parte dello stato sociale, della scuola pubblica, dell’assistenza sanitaria, delle modalità democratiche nella contrattazione sindacale.

Un indescrivibile incubo, nel quale si arrivano a dire cose senza senso come fossero verità banali. Una tra le tante, la più estemporanea, del sindaco di Roma Alemanno. Tra i motivi che debbono portare alla ‘eliminazione’ della prostituzione dalle strade  “c’è il pericolo che si crei un proselitismo. Se una ragazza vede tante sue coetanee potrebbe essere indotta a seguire l’esempio. Se un ragazzo gira per strada ed ha dei problemi potrebbe essere indotto ad usare una prostituta”.

L’incredibile scoperta psico-sociologica di Alemanno è caduta come una piuma su un uovo, senza far alcun rumore, senza far alcun danno, come se fosse normale andare in televisione, raccontare d’aver conversato con una simpatica capretta volante e sentirsi chiedere dall’intervistatore se il docile animaletto fosse anglofono o francofono.

Scomparsi d’un botto il crimine organizzato, la tratta, la riduzione in schiavitù, la crisi politica che, devastando l’ex impero sovietico, è stata salutata dal giubilo per la fine del comunismo realizzato (macchinario osceno, autoritario e nella sua applicazione del tutto difforme dal pensiero marxista) per far posto alla democrazia, alla miseria più nera, alle oligarchie mafiose, alla corruzione dilagante, alla disperazione che portano esseri umani ad emigrare ed a sottoporsi a qualunque genere di nefandezza pur di sopravvivere.

E’ un mondo finalmente democratico e senza ideologie. Solo con qualche decina di milioni di affamati in più ed ai quali nessuno pensa, perchè adesso sono liberi e che vadano al diavolo. Meglio non affrontare il problema Africa, finiremmo chissà dove.

Nulla più trova un senso logico. Andate in ferie la semplicità della storia e la chiarezza della cronaca.

Il ‘media mogul’, la forma linguistica che in inglese rappresenta il magnate dell’informazione, in italiano potrebbe esser tradotta in ‘Grande venditore’, superando d’un botto l’etica del comunicare per passare direttamente al ‘commerciale’.

In fondo non è così difficile accorgersi che gli spazi di civiltà, prima ancora che di democrazia, stanno diventanto piccini come il bottone di una camicia. Però è faticoso farlo, è meglio credere all’italianità, al primato del ‘popolo di santi, navigatori e poeti’. E, naturalmente, salire sul tram, protestare per i prezzi, il lavoro che non c’è, l’affitto astronomico, i disservizi cronici e lodare l’Uomo della Provvidenza, che grazie alla Ruota della Fortuna, Amici, Uomini e donne, Emilio Fede e Matrix, Costanzo e le veline,  ville ai Caraibi e corna nei summit internazionali sta restituendo al Bel Paese benessere, identità e ricchezza.

Il leader dell’opposizione ombra, il fantasma Veltroni, non si capisce cosa faccia, i leader della ‘sinistra radicale’ sono indaffarati a gestire la liquidazione dei loro giornali, la sistemazione della pletora di funzionari, addetti stampa e segretarie espulsi dal mondo del lavoro partitico dopo la perdita dei cospiqui finanziamenti pubblici elargiti ai rappresentati in Parlamento. E’ vero, discutono accanitamente anche su chi è più rosso del rosso o rosso in modo giusto, per costruire un mondo, naturalmente, rosso. Non a caso i Verdi sono spariti.

Lunga premessa per un finale improvviso e apparentemente su altro argomento. Su altro argomento?

Nella girandola di notizie senza ormai più controllo, questa notte all’una e 26, l’Agi ha battuto: “Anpac e Up hanno firmato l’accordo con la Cai sulla vertenza Alitalia. Lo rende noto a Palazzo Chigi l’ufficio stampa dell’Anpac”.

Il fortino della dignità ha perso il penultimo milite. Dopodomani, con ogni probabilità, Fort Alamo sarà conquistato e gli assistenti di volo trasferiti nella riserva, tra le belle montagne intorno a Flagstaff, dal Texas dei duri agli scenari fatali dell’Arizona, dove però poco lontano c’è anche il carcere di Yuma. Non si sa mai.

A poco vale che tutta questa storia i quasi sessanta milioni di italiani la conoscano al contrario, che queste donne e questi uomini di Alitalia oggi siano davvero i più soli del Paese, ‘comperati’ da sedici impenditori senza idee, ma riverenti al Grande venditore. O giudicati per le ‘costose’ trasferte da giornalisti impegnati in trasferte costose, trasformati in ‘gente’ alla quale si deve ridurre lo stipendio per ‘insegnare’ la produttività, ‘protetti’ da alcuni sindacati che sacrificandoli hanno devastato la stroria del movimento operaio italiano, aprendo le porte ai cavalleggeri dell’efficientismo flessibile. Quello dei contratti a tempo, del precariato, dello sfruttamento, del capitalismo post keynesiano, della fine di un antico detto: “Senza un padrone la fabbrica non funziona, senza gli operai i prodotti non si realizzano”.

Il Grande venditore, il leader dell’opposizione ombra, l’ex sindacato dei lavoratori Cgil e qualche altro inutile da ricordare hanno ‘salvato l’azienda dal fallimento’. Più bravi ancora Cisl, Uil ed Ugl, che hanno preceduto anche le ipotesi, firmando al buio ‘per fiducia’, com’è giusto si faccia in questo Paese sempre più ‘felice’, ‘moderno’ e ‘sicuro’.

L’esperimento, nato dal caso e dall’improvvisazione, dal malgoverno e dall’ingordigia di manager governativi che hanno distrutto Alitalia, sta per concludersi. I giornali tra poco parleranno d’altro, i viaggiatori continueranno a volare scegliendo la tariffa più conveniente e non il tricolore, i ‘capitani coraggiosi’ otterranno qualche vantaggioso contratto pubblico.

L’ufficio del personale di Cai chiamerà uno per uno questi lavoratori e darà loro l’agognato lavoro. Poco importa alla destra e alla sinistra italiana se tra pochi mesi il giocattolo fragile si sgretolerà, perchè qualunque esperto di trasporto aereo sa bene che le fondamenta sono d’argilla. Poco importa se i cittadini pagheranno i debiti lasciati dai fedeli dirigenti pubblici, se la cassa integrazione per le centinaia di licenziati sarà finanziata, forse, con un sovraprezzo sui biglietti, pagato dai soliti italiani generosi.

Poco importa ancora che la vita, qualche scampolo di certezza, la dignita del lavoro siano state calpestate senza alcuna pietà, per utili elettorali, pasticci politici, manovre di palazzo, affari e prebende d’ogni tipo.

Il gioco delle parti è stato rispettato, quello dei diritti civili ignorato.

Perchè alla base di questa storia c’è la violazione più grave che un governante possa commettere nei confronti del popolo: il tradimento della verità.

Per questi motivi il laboratorio Alitalia è importante, oltre le specifiche contrattuali definite per i dipendenti. Mai come prima, in tutta la storia repubblicana, la palude ha visto i sindacati confederali così mescolati ai partiti di rferimento o ai poteri di rifermento. Mai si è visto un governo così impegnato a fare un affare, fino al punto di giocare su qualunque tavolo pur di favorire i propri beniamini. Per i più anziani, una volta, i comunisti stavano coi lavoratori, i liberali con gli imprenditori ed i democristiani saltavano tra le due parti. Alla fine si trovava un ‘compromesso’.

Il nuovo paradiso del Grande venditore non pevede distinzioni, ma solo una meravigliosa piramide e egiziana, nella quale è stata seppellita l’antica anima di un Paese che non c’è più.

D’altra parte è Italia che hanno voluto i cittadini. Quella che spingeva tanti a dire: “Perchè non licenziarli tutti questi di Alitalia?”, in uno slancio di empatica condivisione del dolore che dovrebbe suggerire ai più saggi di emigrare. Ed a chi resta di dedicarsi al giardinaggio. Diciamolo pure questa melassa appare insuperabile.

Domani a Mirafiori, a Melfi, nelle scuole, nei call center e negli ospedali. Signori venghino nel paradiso delle opportunità!

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Commenti (1) »

  • danilazz ha detto:

    Analisi spietata e super realistica. In questa vicenda che ci ha riguardato da vicino, l’unica consolazione è stata quella di capire che si può raccontare un’altra verità e non tutti sono asserviti al potere. Grazie Roberto per ciò che hai fatto e che sicuramente farai, nel tuo piccolo giornale ma nella tua grande esperienza che hai prestato a questa causa. Contento di averti conosciuto di persona e con la promessa di scriverti ancora su altri argomenti ti ringrazio nuovamente. Daniele Lazzaretti Assistente di Volo Alitalia dal 1984

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008