cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Alitalia, avanti in disordine

Autore: . Data: giovedì, 4 settembre 2008Commenti (0)

Oggi secondo round della trattativa Alitalia-sindacati. La sitiuazione è complicata, perchè tra obiezioni di principio, fragilità del ‘Piano Fenice’ e conti oltre il rosso il tempo per evitare una catastrofe è pochissimo.

Dopo aver fatto saltare la trattativa con Air France – Klm, le organizzazioni dei lavoratori hanno il problema di non alienarsi del tutto il sostegno dei propri iscritti e di mantenere un’immagne credibile.

Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, ha detto: “Quello che si sta costruendo è un evento positivo, non capisco perchè deve essere visto negativamente”.

Ai tempi della rottura con Spinetta, a capo del vettore franco-olandese, il sindacalista, tra le tante cose, aveva dichiarato al ‘Corriere della Sera’ di essere “sicurissimo” del ritorno al tavolo delle trattative del manager d’oltralpe.

Sostenendo che il fallimento del piano, sostenuto dal governo Prodi,  fosse dovuto ad una “campagna elettorale assurda, incasinatissima, dove tutti hanno fatto si tutto per strumentalizzare quest’affare dell’Alitalia”.

Senza dubbio alcuno Bonanni aggiunse: “Ha preso la palla al balzo (Spinetta, ndr) e se n’è andato. Ma tornerà: ha lavorato due anni e mezzo sottobanco e poi sopra per prendersi Alitalia”. Insomma, concluse Bonanni, “tra dieci giorni sarà tutto diverso. Air France vorra’ chiudere a tutti i costi e verranno fuori gli altri. Ci sara’ la fila”.

Le capacità analitiche del segretario del Cisl non sembrano particolarmente efficaci, almeno a leggere le sue dichiarazioni di quel periodo.

Parlando ai microfoni di Radio 24, il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha sostenuto che la ‘sospensione’ delle misure antitrust è giustificata dalla gravità della situazione”.

Parole poco rassicuranti, se dette da un rapresentante dell’esecutivo, perchè immaginare normative ‘elastiche’, ovvero adattabili alla situazione, non forniscono alcuna garanzia sugli atti del governo. In pratica: tutto è possibile se necessario. Per fortuna, per quanto riguarda le ricadute sui consumatori a causa della possibile creazione di un nuovo monopolio per le linee interne, il ministro ha aggiunto: “Di fronte a una minore concorrenza interna ci vorrà una maggiore vigilanza per tutelare i consumatori”.  Un dato è certo, se il ‘Piano Fenice’ andasse in porto ci troveremmo di fronte ad un peggioramento della situazione, determinato, appunto, da “una minore concorrenza”. Parola di ministro.

«Siamo di fronte al fallimento – ha proseguito Scajola – di una delle più importanti compagnie d’Europa, con il rischio di perdita di 20mila posti di lavoro. Siamo proprio di fronte all’eccezionalità prevista dalle norme europee per chiedere la sospensione per un periodo dei controlli antitrust”. Secondo il ministro “non ci sono aiuti di Stato, c’è una mancanza di concorrenza interna. Avviene in Francia, avviene in Germania”. Sarebbe utile sapere quando e dove.

A complicare lasituazione ai limiti dell’irrisolvibile ci si è messo anche l’instancabile ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta. Con il piglio manageriale col quale ha affrontato i ‘fannulloni’ della pubblica amministrazione, ha sentenziato: “Non entrerà nessun lavoratore in esubero di Alitalia, perchè la Pubblica amministrazione non è l’ammortizzatore sociale del sistema industriale italiano. Se uno solo entrasse allora me ne andrò io”. Già ieri aveva contribuito a far crescere la tensione sostenendo: “Se non c’è l’accordo del sindacato, si va avanti lo stesso, come fece Reagan coi controllori di volo e la Tatcher coi minatori. Sacconi mi ha detto che ho ragione e che la mia posizione è chiara e non ricattatoria”. Lo sciopero al quale fa cenno il ministro comportò una crisi epica del sistema di assistenza al volo negli Sati Uniti, i cui effetti negativi si trascinarono per anni, mettendo a rischio persino la sicurezza della navigazione aerea.

Il sindaco di Milano ha sentito il bisogno di intervenire. Naturalmente sulla questione degli scali milanesi. Ridimensionare Linate “sarebbe accettabile solo se Malpensa fossse un hub – ha detto Moratti – mentre nel piano Alitalia non è previsto nessun aeroporto come hub”. Ai dubbi del Primo cittadino di Milano si aggiunge la proposta del governatore del Lazio, che non solo ha chiesto di far entrare la Regione nella nuova compagnia, ma ha invitato anche il suo collega lombardo, Roberto Formigoni, a fare altrettanto.

La Cgil appare molto perplessa. Il segretario, Guglielmo Epifani, ha dchiarato che “le premesse non sono buone perché Alitalia è tecnicamente fallita”. Sulle ipotesi di conclusione positiva della vicenda, Epifani aggiunge: “Bisognerà cercare in una via molto stretta per trovare un equilibrio tra un piano di rilancio credibile e la risposta al maggior numero possibile di lavoratori. Se il piano alla fine non fosse quello necessario per il rilancio della compagnia, ma un modo per tirare a campare ovviamente diremo di no”.

Per l’Economist il piano di salvataggio di Alitalia costerà 125 euro a ogni contribuente italiano. Tornando ad occuparsi della compagnia area italiana, il settimanale inglese non è diplomatico: il ‘Fenice’ è considerato “sbagliato e costoso”.

Sarà interessante vedere nei prossimi giorni se gli ormai evidenti limiti del ‘Piano Fenice’ saranno in grado di superare gli ostacoli e raggiungere l’obiettivo. I protagonisti sembrano, comunque, andare avanti in ordine sparso, condizionati da opportunità politiche, ricerca del consenso, personalismi o interessi di parte.

Il personale Alitalia sta a guardare, non certo tranquillo.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008