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Afroitaliano ucciso a Milano

Autore: . Data: lunedì, 15 settembre 2008Commenti (0)

“Sporchi negri vi ammazziamo”. Sono le ultime parole che ha sentito Abdul William Guibre, ucciso a sprangate ieri a Milano.

Erano le sei del mattino quando Abdul insieme con altri due amici con cui aveva trascorso la notte in un locale in corso Lodi, scendeva dall’autobus in via Zuretti con l’intenzione di andare al centro sociale Leoncavallo.

La ricostruzione dei fatti è difficile. Forse i ragazzi potrebbero aver rubato un pacco di biscotti da un furgone bar parcheggiato vicino alla fermata,  forse gli assassini erano in attesa di un pretesto per litigare.

Comunque sia andata dal furgone partono i primi insulti, “sporchi negri avete rubato!” e poco dopo la situazione degenera. Fausto e Daniele Cristofoli scendono dal furgone. Nelle mani stringono una mazza di legno e una spranga di ferro e colpiscono con violenza la testa di Abdul.

I ragazzo cade, non riesce a rialzarsi. Viene portato all’ospedale Fatebenefratelli, ma non c’è nulla da fare, morirà dopo qualche ora.

I suoi amici però sono riusciti a memorizzare qualche numero della targa del furgone e la polizia in serata riesce a catturare i presunti responsabili dell’omicidio.

“Un fatto sconvolgente, un altro dramma che interroga le coscienze della mia città, le responsabilità della politica e che, soprattutto, interroga quanti, nel tentativo di trovare risposte a una giusta domanda di sicurezza, evocano un clima di odio per l’altro e di violenza”. Questa la reazione della deputata del Partito Democratico, Barbara Pollastrini, che ha voluto commentare l’omicidio.

Alcuni politici italiani non perdono occasione per dichiarare qualcosa, perdendo la misura, il reale senso degli avvenimenti e sfruttando l’attimo per lanciarsi accuse, mancando di rispetto alla vita di un ragazzo, spezzata a 19 anni, da una brutalità che affonda le radici in una banale quanto diffusa ignoranza.

Così un dirigente della Lega afferma: “Ferrero e la sinistra la smettano con questo opportunismo rivoltante: stanno lì, con il fucile puntato, che appena accade qualcosa la colpa è della Lega. Questo non lo consentiremo più”. E’ il vicepresidente dei senatori della Lega, Lorenzo Bodega, a parlare. Invece di denunciare omicidi e razzismo si preoccupa di attaccare il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero. Quest’ultimo, commentando l’uccisione di Abdul, aveva detto: “E’ proprio la Lega a fomentare l’odio”.

Bologna aggiunge: “Purtroppo è morto un ragazzo di cittadinanza italiana per colpa di due pazzi esagitati; purtroppo questo ragazzo si è trovato in un momento drammatico e ci è scappato il morto”.

Cosa avrebbe detto se un ragazzo bianco fosse stato ucciso da due baristi neri?

Molte altre le dichiarazioni sul terribile episodio di cronaca. Resta il fatto che ‘l’emergenza razzismo’ non sembra trovare lo spazio che meriterebbe.

Vincenzo Chiumarulo

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