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Afghanistan: guerra ai civili

Autore: . Data: mercoledì, 17 settembre 2008Commenti (0)

Aumentano le vittime innocenti

Sono stati 1445 i civili uccisi in Afghanistan dall’inizio dell’anno: un dato che segnala un’impennata nelle vittime civili di quasi il 40% rispetto ai primi otto mesi del 2007.

Le cifre sono state diffuse dall’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Navanethem Pillay, e sono state raccolte dagli esperti in diritti umani che accompagnano la missione d’assistenza dell’Onu in Afghanistan.

Oltre la metà delle vittime (55%) pari a 800 persone sono morte in attacchi e attentati commessi dai talebani e da altre forze antigovernative, il doppio rispetto lo scorso anno; ma è aumentato in modo allarmante anche il numero dei civili uccisi dall’esercito afgano e dalle truppe internazionali sotto il comando degli Stati Uniti e della Nato: 557, di cui  395 sotto bombardamenti aerei.

Agosto è stato il mese con maggior numero di vittime, 330, e il peggiore dal 2001; ad agosto è avvenuto anche uno dei più gravi episodi del conflitto con 90 civili uccisi da un bombardamento delle forze Usa contro il villaggio di Azizabad, secondo un’inchiesta afgana, accreditata anche dall’Onu.

L’Alto Commissario ha detto che ci sono prove che i talebani stanno conducendo “una campagna sistematica di intimidazione e violenza contro i civili che ritengono appoggino il governo, la comunità intrenazionale e le forze militari” ed ha anche espresso grave preoccupazione per i troppi morti provocati dalle truppe Usa e Nato.

“È imperativo che ci sia maggiore trasparenza delle procedure per stabilire la responsabilità delle forze internazionali negli incidenti che provocano decessi civili” ha detto Pillay.

L’Alto Commissario ha inoltre chiesto l’avvio di un meccanismo per l’indennizzo dei sopravvissuti e delle famiglie delle vittime.

L’aumento dei civili uccisi in raid aerei americani e della Nato era stato denunciato nei giorni scorsi anche dall’organizzazione non governativa americana Human Rights Watch, che in un rapporto segnalava come dal 2006 al 2007 il numero di tali vittime fosse già quasi triplicato.

Alla fine agosto, dopo l’uccisione di 90 civili (in maggioranza donne e bambini) in un raid americano il governo afgano aveva chiesto di “stabilire i limiti e le responsabilità delle forze internazionali sulla base di un accordo reciproco” e “porre fine agli attacchi aerei contro obiettivi civili, alle perquisizioni e agli arresti illegali dei cittadini afgani”.

In una risoluzione approvata dal governo di Kabul si fa proprio l’invito dei ministeri della Difesa e degli Esteri a “rinegoziare i termini della presenza della comunità internazionale in Afghanistan, sulla base di un accordo reciproco”.


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