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Piccoli schiavi

Autore: . Data: venerdì, 22 agosto 2008Commenti (0)

Dossier di Save the Children

Save the Children ha diffuso un dossier alla vigilia della Giornata internazionale in ricordo della schiavitù e della sua abolizione.

Nel documento si analizzano le condizioni di migliaia di bambini e adolescenti stranieri emigranti. Carlotta Bellini, esponente dell’organizzazione umanitaria, dice: “Lo sfruttamento fino alla riduzione in schiavitù ancora esiste e coinvolge molti minori. I bambini sono funzionali al business della tratta perchè più facilmente ricattabili e assoggettabili di un adulto, o perchè un bambino, magari con un handicap fisico, desta più pietà. Inoltre sotto i 14 anni i minori non sono imputabili, di qui il loro impiego in attività illegali come furti o scippi o come corrieri della droga, per non parlare della richiesta di minori utilizzati nel mercato della prostituzione”.

Nel dossier sono accennate alcune stime sull’estensione del fenomeno, ma per difetto, perchè molti ragazzi e ragazze rimangono invisibili, com’è facilmente comprensibile.

Le vittime della tratta nel mondo sono stimate in 2,7 milioni, di cui l’80 per cento costituito da donne e bambini. Il volume di affari di questo orrendo commercio sarebbe di 32 miliardi di dollari l’anno.

In Italia, secondo Save the Children, le vittime emerse sono 54.559 ed hanno ricevuto un primo aiuto tra il 2000 e il 2007. Alcuni di loro hanno aderito a progetti di protezione, per la precisione 13.517, di cui 938 hanno meno di 18 anni.

La ricerca osserva diverse tipologie di reato. Per lo sfruttamento sessuale sono coinvolte soprattutto adolescenti nigeriane e dell’Europa dell’est. Le ragazze africane vengono private della libertà e costrette a pagare tra i 30 e i 50 mila euro per poter riottenere i documenti e sganciarsi dal racket, così vengono fatte prostituire. Le ragazzine dell’est Europa – soprattutto Romania e Moldova – rapite o reclutate da conoscenti o parenti passano il confine in auto, pullman o a piedi. Molti anche i minori romeni di origine Rom.

Per l’accattonaggio sappiamo che è praticato soprattutto da minori zingari romeni o provenienti dall’ex Jugoslavia, talvolta con problemi fisici. Trascorrono intere giornate sulla strada, in posizioni scomodissime e sotto qualsiasi tempo. Molti subiscono violenze.

Nel reclutamento destinato all’attività criminale sono coinvolti minori di ambo i sessi per lo più romeni, ma anche di origine nordafricana. Reclutati nei paesi di origine, vengono condotti in Italia per compiere furti e scippi. I minori provenienti da Senegal e Gabon sono invece impiegati nel trasporto e spaccio di droga – cocaina, eroina, crack – e tenuti sotto ferreo controllo al punto che a molti di essi vengono abrasi i polpastrelli per non permetterne l’identificazione da parte dalle forze dell’ordine. Moltissimi di questi ragazzi diventa consumatore e dipendente dalla droga.

Nel settore del lavoro nero sono impiegati giovanissimi provenienti da India, Bangladesh e Africa.  Finiscono nell’allevamento di bestiame o in agricoltura, costretti a lavorare per oltre dieci ore al giorno e con paghe irrisorie.

Per fortuna sembrano molto limitati i casi di adozioni illegali o di furto di organi. Alcuni episodi sono emersi da inchieste giudiziarie. La Procura di Roma ha avviato indagini su un presunto traffico di minori dall’Albania verso Grecia e Italia per espianti illegali.

Save the Children sostiene che in Italia gli sfortunati adolescenti possono contare su buone leggi, ma è necessario migliorare ed estendere gli interventi per avvicinare le vittime, anche attraverso l’impiego di equipe di strada o di operatori specializzati.

Si deve, sempre secondo l’organizzazione, evitare di considerare i piccoli schiavi come dei piccoli criminali ed pensare di risolvere la questione come se fosse un fatto di ordine pubblico.

Carlotta Bellini ha, infine, sostenuto: “Auspichiamo che il governo sviluppi un piano nazionale anti-tratta e che l’Italia proceda alla ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta”.

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