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Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

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Lo spot del giorno

Autore: . Data: venerdì, 8 agosto 2008Commenti (0)

La campagna pubblicitaria del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, continua senza tregua, seguita da giornalisti italiani distratti, senza che i temi reali siano mai affrontati con serietà, ma piuttosto frullati tra loro, fino a non poterne più individuare l’aspetto.

Ieri è stata la volta “del bagno di folla a Napoli”.

Berlusconi ha dichiarato sull’Alitalia: “Abbiamo già un piano industriale, i soci, i capitali necessari e stiamo trattando con con una grande compagnia straniera. Faremo una alleanza che si porrà sul piano internazionale. Esattamente l’ipotesi opposta della svendita ad Air France-KLM che voleva fare il precedente Governo e che comportava tra l’altro 7mila esuberi. Esuberi ce ne sono di sicuro, cercheremo di ridurli al minimo. Ma la scelta è tra 20mila persone che vanno a casa od un numero molto inferiore”.

Al momento non sono noti elementi che facciano pensare ad alcuna ‘cordata’ in grado di ‘comperare’ Alitalia. Piuttosto si pensa a chiudere la vecchia compagnia, carica di debiti, e di cedere le attività ad una ‘new company’. Le passività rimarrebbero allo Stato, così da esser pagate dai cittadini. Il piano Air France-KLM, invece, prevedeva l’acquisizione dell’intera Alitalia. Nessuno ha mai trovato sui documenti ufficiali della vecchia trattativa con i franco-olandesi il numero di 7mila esuberi, mentre nella proposta dell’advisor Banca Intesa si parla esplicitamente di oltre 5mila licenziamenti.

Il piano di Spinetta, presidente di Air France-KLM, avrebbe sostituito interamente la flotta aerea italiana, composta da MD 80 a breve e medio raggio e dei Boeing 767 a lungo raggio. La ‘new company’ interverrebbe in questo campo affittando aerei, anzi prendendoli in leasing.

Insomma, la svendita presunta era una fusione con una delle più grandi compagnie aeree del mondo, mentre ad ora il piano Berlusconi, oltre lo slogan “volo Alitalia, amo l’Italia”, rimane fumoso e certamente sarà oneroso per le casse dello Stato. Inoltre, l’italianità autarchica sbandierata dal premier durante la campagna elettorale per mettere in crisi la trattativa sviluppata dall’esecutivo Prodi si dissolve nella ricerca di un partner straniero.

“Sono venuto qui per dare il  buon esempio raccogliendo dei rifiuti per la strada”, Berlusconi, nel tour napoletano, ha scelto l’iconografia mussoliniana, trasformandosi in Presidente-spazzino, continuando a nutrire demagogiche immagini di iperattività, mentre altri dati sono diffusi da diversi organismi pubblici e privati.

Antonio Lirosi, Mister Prezzi, ha dichiarato: “L’attuale livello dei prezzi al consumo di pane e pasta non trova più giustificazione nell’andamento del mercato delle materie prime, che da tre settimane ha iniziato una fase di discesa”.

Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio prezzi e tariffe, a giugno la variazione tendenziale del prezzo del pane ha segnato un +30 per cento a Napoli, seguita da Bari (+28) Palermo (+21), Reggio Calabria (+17), Roma (+10,6). Gli andamenti piu’ moderati si sono registrati invece a Torino (+5,1) e Firenze (+1,6). Per la pasta, sempre a giugno, si segnala il +51,1% di Palermo, seguita da Bari (+37,4), Bologna (+35,1), Roma (+35).

Per i carburanti la situazione rimane critica. l ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, mostra i risultati rassicuranti dopo le pressioni fatte alle compagnie petrolifere: “Allo stato attuale – ha detto il ministro – esistono i margini per una ulteriore riduzione, compresa tra 0,8 e 1,8 centesimi al litro. Entro venerdì, con i dati europei alla mano, verificheremo se la situazione sarà migliorata”.

Le cose, però, sono molto diverse.

Il greggio è a 118,58 dollari, anche grazie all’inaspettato aumento delle scorte  Usa, salite a 296,9 milioni di barili, con un rialzo di 1,61 milioni. Il petrolio è diminuito del 18,2 per cento dall’11 luglio, mentre il prezzo dei carburanti “appena del 4,2 per cento”, rileva il Codacons, che continua: “Si tratta di una palese ingiustizia a danno dei consumatori”.

Per chi non vive nel Lazio la vicenda è quasi sconosciuta, ma il governo da mesi non versa alla regione Lazio, di centro-sinistra, cinque miliardi dii euro.

La Corte dei conti ha affermato che l’erogazione da parte dello Stato alla Regione Lazio dei cinque miliardi nell’ambito del piano di rientro del deficit sanitario “non appare più procrastinabile”. La Corte ha aggiunto che nel bilancio dell’ente locale “particolare attenzione è stata dedicata alla situazione finanziaria della gestione sanitaria, relativamente alla quale è stato contestualmente approvato uno specifico referto concernente il grado di attuazione del piano di rientro e alla manovra complessiva per il rientro del disavanzo”.

La Corte dei conti ha aggiunto che “dell’importo totale, 3 miliardi sono relativi alla compartecipazione al gettito tributario e poco più di due a titolo di contributo straordinario per il debito pregresso nella gestione sanitaria”. L’erogazione, continua la Corte, è necessaria e improcrastinabile “anche e soprattutto per le gravi conseguenze sui pagamenti ai fornitori di servizi ed enti pubblici, tra cui particolarmente quelli da versare al Campidoglio, per fronteggiare i quali la Giunta regionale è stata costretta a ricorrere ad onerose anticipazioni di cassa costate nel solo primo trimestre 2008 oltre 45 milioni di euro”.

Berlusconi ha ignorato questi temi, ma ha parlato come sempre di ordine pubblico: “Avevamo promesso più sicurezza e abbiamo fatto dei provvedimenti che danno più sicurezza e tengono sotto controllo l’immigrazione clandestina e che portano l’esercito del bene, i nostri militari, a contrapporsi tra i cittadini e l’esercito del male”.

Non è ben chiaro quale sia l’esercito del male. Il controllo territoriale esercitato dalle organizzazioni criminali in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia non sembra neppure sfiorato dai recenti provvedimenti. I militari impiegati in funzione di ordine pubblico, non addestrati per questo compito, non autorizzati ad effettuare arresti o indagini, sono tremila per tutto il territorio nazionale.

Nel frattempo si colpiscono venditori di borsette immigrati, persone fuggite dalla propria terra, spesso devastata dalla miseria, dalla guerra, da siccità e carestia. Insomma, si ‘ramazza’ la polvere sotto il divano prima dell’arrivo degli ospiti.

Come ogni giorno l’Italia ha avuto il suo spot quotidiano.

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