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Afghanistan, si muore

Autore: . Data: venerdì, 1 agosto 2008Commenti (0)

Mentre in Italia il governo discute in termini confusi sulla nuova “flessibilità” da attribuire ai 2700 soldati italiani in Afghanistan, nel Paese asiatico la situazione è peggiorata in modo drammatico. La denuncia di 100 organizzazioni umanitarie che operano in loco.

Oggi, 1 agosto 2008, un gruppo di 100 organizzazioni umanitarie, l’Agency Co-ordinating Body for Afgan Relief (ACBAR), ha espresso preoccupazione “per il deterioramento della sicurezza in Afghanistan e il serio impatto sui civili”.

Già mille hanno perso la vita dall’inizio del 2008 su un totale di 2500 persone uccise. E luglio è stato il mese più sanguinoso degli ultimi sei anni con 260 vittime innocenti.

L’aumento di decessi fra i civili è da attribuirsi per due terzi alle azioni dei talebani, raddoppiate rispetto al 2007: attentati suicidi, attacchi indiscriminati contro la popolazione, utilizzo di abitazioni o altri luoghi frequentati da civili per lanciare le offensive.

Non mancano, però, le responsabilità delle forze militari internazionali, che hanno aumentato quest’anno i bombardamenti del 40%. Gli oltre 70mila soldati stranieri in Afghanistan, dunque, non solo hanno causato vittime fra la popolazione afgana, ma non sono riusciti a frenare l’insurrezione talebana. Secondo ACBAR, nel sud e nell’est del Paese, i combattenti fondamentalisti stanno conducendo una campagna terroristica sempre più vigorosa e sistematica di minacce, rapimenti ed esecuzioni.

Resta l’interrogativo anche sull’utilità dei propositi del candidato democratico alla presidenza statunitense, Barack Obama, che ha annunciato di voler ritirare le truppe americane dall’Iraq entro l’estate del 2010 , per dispiegare appena possibile altri 10 mila militari in Afghanistan, il vero fronte secondo lui della guerra contro il terrore.

A causa dell’intensificazione del conflitto, le organizzazioni umanitarie hanno dichiarato che potrebbero non essere più in grado di operare in zone prima considerate sicure. Diciannove volontari sono stati uccisi quest’anno, più di quelli che hanno perso la vita in tutto il 2007. A fronte di questo dato, però, le Ong e le agenzie dicono che il loro lavoro resta essenziale per evitare una crisi umanitaria: “L’Afghanistan sta facendo fronte alla siccità”, ha detto Matt Waldman di Oxfam International, una delle più importanti Ong di ACBAR. “C’è anche una crisi alimentare per i prezzi del cibo che sono saliti alle stelle”.

Francesca Lancini

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