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Tutti schedati…

Autore: . Data: mercoledì, 16 luglio 2008Commenti (0)

Omologazione verso il basso. Per non discriminare gli zingari non si cancella il progetto di schedare i nomadi, ma si prendono le impronte digitali a tutto il paese. E tutto sembra normale. Impronte per tuttiSalutato dall’opposizione del Partito Democratico come una vittoria contro le discriminazioni dei Rom, le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno approvato questa notte, col sostegno dell’opposizione, un emendamento alla manovra di bilancio che fissa dal 2010 la scadenza in cui tutti i cittadini italiani dovranno registrare le proprie impronte digitali sulla carta d’identità.

Mentre le Nazioni Unite definiscono “discriminatoria” la decisione di prendere le impronte ai Rom, sui mezzi di informazione italiani si moltiplicano i commenti positivi di questo o quel politico per non aver lasciato soli i nomadi nel patire una discriminazione. Per inciso il ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha precisato che la misura nei confronti dei nomadi non verrà ritirata, come chiesto dall’opposizione. Neanche una voce, invece, sul rischio potenziale della schedatura di ogni singolo cittadino. A riguardo anche le parole del Garante della Privacy non sembrano particolarmente preoccupate.

Nella sua relazione annuale al Parlamento – scrive oggi l’agenzia Asca – il Garante osserva che l’utilizzo deiStop alle impronte dati biometrici, anche nella forma del prelievo delle impronte digitali, ”si va diffondendo a macchia d’olio, sia nel mondo del lavoro sia in altri ambiti. Il Garante non puo’ che ripetere un fermo e chiaro invito alla moderazione nell’uso di questi strumenti, in quanto potenzialmente lesivi della dignità delle persone. E’ assolutamente necessario che si eviti di fare ricorso a queste tecniche secondo criteri discriminatori, specialmente di natura etnica o religiosa, che contrastino con la nostra Costituzione e con le Carte dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino che il nostro Paese ha siglato”.

Il Garante e’ apparso critico sulla acquisizione delle impronte dei minori:”Quando poi si tratta di minori – aggiunge – le cautele devono essere moltiplicate. Soprattutto deve sempre essere chiarito, al di la’ di ogni dubbio, che a questo si fa ricorso solo quando non e’ possibile usare altri strumenti e comunque sempre e soltanto al fine, dimostrato, di proteggere i minori e la loro integrita’, anche fisica. Questo e’ cio’ che vuole la tradizione italiana del rispetto del diritto e della persona. Questo ci impongono l’Europa e i vincoli internazionali”.

improntePer trovare una traccia di qualche “preoccupazione” è necessario fare riferimento alla nota diffusa oggi dalle Nazioni Unite: “Il Relatore Speciale sul razzismo, Doudou Diene, l’Esperta Indipendente sulle minoranze, Gay J. McDougall e il Relatore Speciale per i diritti umani dei migranti, Jorge Bustamante, hanno dichiarato di essere estrememante preoccupati per la proposta fatta dal Ministro degli Interni di procedere alla raccolta delle impronte digitali dei Rom, bambini inclusi, per identificare le persone che vivono in Italia senza documenti”.

“Indirizzando il provvedimento unicamente verso la comunità rom, tale proposta può essere classificata inequivocabilmente come discriminatoria” hanno detto gli esperti in una nota, senza sapere che il ‘privilegio’ nel frattempo era stato esteso a tutti i cittadini italiani, nella quale dicono anche di “essere rimasti colpiti dalla retorica aggressiva e discriminatoria” utilizzata dai leader politici, tra cui alcuni membri del governo, in riferimento alla comunità rom.

Per fortuna però ci hanno pensato le Commissioni Bilancio e Finanze a correggere questa discriminazione.

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