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Riscatto per la Betancourt

Autore: . Data: giovedì, 10 luglio 2008Commenti (0)

Le ricostruzioni fatte dalla stampa italiana sulla liberazione di Ingrid sarebbero inattendibili. Radio Suisse Romande sostiene che sarebbe stato pagato un riscatto di venti milioni di dollari, che il presidente Uribe avrebbe usato l’operazione per fini politici personali e che i tre americani rapiti fossero agenti dell’ FBI. Nel nostro primo articolo, quando Ingrid Betancourt è stata liberata, al contrario di tutti gli altri giornali italiani, abbiamo scelto di non affrontare la questione del come fossero andate le cose. Sappiamo che in questo tipo di faccende le versioni ufficiali sono sempre poco attendibili. La notizia era nella fine di una lunga prigionia, per lei e per gli altri ostaggi. Questo e solo questo. Le altre erano solo illazioni, materia che mai dovrebbe trovar spazio in un serio sistema dell’informazione.

Non abbiamo sbagliato. Già oggi, a poche ore di distanza, l’autorevole ‘Radio Suisse Romande’ (RSR) ha diffuso una versione diversa da quella circolata sin dal primo momento.

L’esperienza ci porta a credere che questa ricostruzione possa avere degli elementi di attendibilità ed allora la rilanciamo.

Scrive RSR: “Una fonte affidabile, verificata ripetutamente nel corso degli ultimi venti anni, ha fornito dettagli al nostro collega Frédéric Blassel. Ha detto che l’importo della transazione è stato di circa venti milioni di dollari”.

Nel nostro articolo avevamo suggerito l’ipotesi della trattativa. Era la più logica, perché né l’esercito colombiano, né militari o mercenari statunitensi avrebbero potuto raggiungere inosservati il luogo nel quale erano segregati gli ostaggi. Le Farc sono una organizzazione paramilitare che controlla da decenni i territori in cui opera. Nessun bliz potrebbe coglierli impreparati.

A rettifica di altre notizie diffuse con troppa leggerezza dalla stampa italiana, la radio svizzera sostiene:”All’origine della trattativa c’è il fatto che gli Stati Uniti d’America avevano tre agenti dell’FBI tra i quindici ostaggi. In linea di principio l’FBI non può operare all’estero, ma i tre agenti erano stati prestati dall’agenzia alla Dea, Drug Enforcement Administration (l’agenza federale per la lotta al narcotraffico, ndr). Insieme con l’Afghanistan, la Colombia è uno delle due principali basi per l’azione della Dea all’estero”.

Nel suo resoconto RSR aggiunge che tutta l’operazione sarebbe stata “una farsa” e questo sarebbe avvalorato dalla quasi totale assenza di filmati “di solito realizzati sempre in questo tipo di missioni, documentate, passo per passo, da un membro del commando”. Infine, gli svizzeri si chiedono: “Poiché l’operazione è stata un successo, perché questo video non è stato mai diffuso?”.

Si tenga conto che gli standard di verifica delle informazioni in Svizzera è molto alto e, su questioni così delicate, raramente gli organi di stampa di quel Paese si avventurano per strade impervie.

Nel riprendere la notizia, l’agenzia “Swiss.info” scrive: “Ingrid Betancourt e i suoi 14 compagni di prigionia non sono stati liberati nel corso di un’ardita operazione militare – com’è stato detto finora -ma perché un numero imprecisato di elementi e dirigenti delle Farc sono stati “comprati” a suon di dollari”.

Pur attribuendo l’affermazione alla Radio svizzera, il fatto che Swiss.info la inserisca nel suo notiziario indica la consistenza delle scoperte fatte dai colleghi.

Secondo RSR, il presidente colombiano, Alvaro Uribe, grazie a questa messa in scena potrà “ufficialmente mantenere la sua linea dura, che esclude trattative con le Farc, fino a quando non saranno liberati tutti i prigionieri. Non si deve dimenticare che sono centinaia le persone trattenute con la forza e tutte meno note della Betancourt”.

Il motivo ‘politico’ in base al quale si sarebbe deciso di intervenire in questo momento avrebbe origine non dalla volontà di liberare la Betancourt, ma dalla necessità per Uribe di presentarsi all’opinione pubblica colombiana come uomo forte e capace, dopo aver ottenuto elezioni presidenziali anticipate. E, naturalmente, farsi rieleggere. Inoltre, la ‘vicinanza’ del presidente al governo Bush avrebbe spinto l’esecutivo colombiano ad adoperarsi per la liberazione degli agenti di Washington, senza tener conto della presenza della Betancourt tra gli ostaggi da restituire alla libertà.

Per una ‘strana’ coincidenza, infatti, come si legge testualmente in un lancio dell’Ansa dello scorso 27 giugno, il presidente colombiano “ha chiesto al Congresso, durante un discorso televisivo, di convocare immediatamente delle elezioni presidenziali anticipate. “Io convocherò il Congresso della Repubblica perché esamini con la più grande celerità un progetto di legge” che chiami i colombiani a nuove elezioni presidenziali, ha dichiarato il capo dello stato. Alvaro Uribe è stato implicitamente accusato dalla Corte suprema di giustizia colombiana di abuso di potere”.

L’agenzia di stampa italiana aggiunge: “Uribe ha fatto il suo discorso televisivo alla nazione qualche ora dopo che la Corte suprema ha ordinato di rivedere la riforma costituzionale che ha permesso la sua rielezione nel 2006, cosa che dovrebbe impedirgli di presentarsi candidato alla presidenza per la terza volta. In Colombia, prima della presidenza Uribe, la Costituzione non permetteva a un capo di stato di effettuare due mandati consecutivi. La decisione della Corte suprema e venuta dopo la condanna di un ex deputato che ha confessato di essere stato corrotto dal governo conservatore di Uribe per votare a favore dell’attuale capo di stato nelle ultime elezioni del 2006”.

La radio svizzera sostiene infine che il tramite per la liberazione della Betancourt e dei suoi compagni di sventura possa essere stata la moglie del guerrigliero incaricato di sorvegliare i prigionieri, Geraldo Aguilar. La donna avrebbe trattato dopo il suo arresto, avvenuto alcuni mesi fa.

La vicenda, per quanto dubitiamo potrà mai essere del tutto chiarita, pone alcune domande. La prima era già contenuta nel nostro primo articolo. Chi sono Marc Gonsalves, Thomas Howes e Keith Stansell, i tre americani detenuti dalle Farc?

Perché, nonostante l’indubbia utilità, le operazioni di lotta al narcotraffico in Sudamerica vengono organizzate dal governo degli Stati Uniti in modo illegale, forse utilizzando anche mercenari? La lotta al crimine può prevedere il non rispetto delle leggi?

Se si osservano le foto della Betancourt prigioniera si nota come il suo aspetto fosse sofferente, i capelli molto lunghi. Nelle immagini diffuse poche ore dopo la liberazione i capelli erano più corti, lo stato generale molto migliore. Nessuno ci ha fatto caso. Quasi fosse stata ‘preparata’ dai suoi sequestratori al ritorno a casa.

Infine ci chiediamo perché, come accade ormai sempre più spesso, i giornali italiani si lancino in cronache assolutamente prive di verifica pur di stampare qualcosa. Costruendo tesi, racconti romanzati, storie inconsistenti su fatti improbabili.

Aggiornamento, sabato 5 luglio 2008, 5,45 am

Il sito internet della CNN, ha diffuso un video sulla liberazione degli ostaggi. Il fatto smentirebbe parte delle notizie diffuse da RSR e da noi di InviatoSpeciale considrate attendibili. Il filmato mostra i prigionieri mentre salgono sull’elicottero e poi quando apprendono di essere stati liberati. Nella prima parte si vedono guerriglieri delle Farc.

Da “La regione Ticino”, altro quotidiano svizzero: “Particolari sulle circostanze dell’operazione sono inoltre stati forniti da un generale israeliano, Israel Ziv, che in alcune interviste ha descritto con dovizia di particolari la collaborazione militare fra Colombia e Stato ebraico. Altre analisi fanno invece notare come l’aspetto tutto sommato buono di Ingrid Betancourt contrasta del tutto con le ultime im­magini della sua prigionia.Tanto da far ritenere che la liberazione sia avvenuta in precedenza e comunicata con una messinscena e una tempistica concordata fra il presidente Uribe (in cerca del terzo mandato) e Washington, per reciproche con­venienze”.

Sin dall’inizio abbiamo sostenuto quanto sia arduo arrivare ad una ricostruzione oggettiva in casi di questo tipo. Adesso entrano in scena gli israeliani.

Mentre Parigi smentisce di aver pagato alcun riscatto rimangono alcuni dubbi, espressi in alcuni lanci dell’agenzia Reuters: “La 46enne Betancourt ha detto che la lunga prigionia in campi segreti, dove a volte è stata tenuta con una catena al collo, senza alcuna medicina per curare le malattie tipiche della giungla, l’ha portata a considerare anche la via del suicidio”.

Dalle immagini difuse dalla CNN si notano con evidenza le migliori condizioni fisiche della Betancourt. Perchè dalle catene le Farc siano passate ad un regime di segregazione più umano rimane difficile da capire.

La Reuters aggiunge: “La liberazione dei 15, in un’operazione in cui non è stata versata una goccia di sangue ed avvenuta ingannando i ribelli, ha rafforzato la posizione di Uribe, permettendogli di fronteggiare meglio le accuse di corruzione, mentre si indebolisce quella delle Farc, in cerca di una rotta dopo la morte dei suoi tre maggiori leader”.

In questa confusione non possiamo far altro che aspettare ulteriori sviluppi.

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