cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Il razzismo mascherato

Autore: . Data: martedì, 1 luglio 2008Commenti (0)

Tra furiose polemiche s’avanza un dibattito assurdo: prendere o no le impronte digitali ai bambini zingari. Mentre la ‘Ragione’ sembra sempre più lontana dal palazzo della politica, c’è da domandarsi perchè il governo non dica la verità.

In una recente dichiarazione il ministro Maroni ha sostenuto: “Esiste il regolamento numero 380 del 18 aprile 2008 approvato in sede Gai, dunque dai ministri dell’Interno e della Giustizia europei, che prevede l’obbligo di prendere le impronte digitali (identificatori biometrici, ndr) a tutti gli extracomunitari, a partire dai sei anni di età, prima del rilascio del permesso di soggiorno”.

Peccato che Maroni e i suoi colleghi di governo abbiano deformato il senso del documento.

Il deliberato ha un titolo preciso: Regolamento (CE) N. 380/2008 del Consiglio del 18 aprile 2008 che modifica il regolamento (CE) n. 1030/2002 che istituisce un modello uniforme per i permessi di soggiorno rilasciati a cittadini di paesi terzi”.

Tra i vari capitoli del documento si legge al punto 2: È indispensabile che il modello uniforme per i permessi di soggiorno contenga tutte le informazioni necessarie e risponda a elevati requisiti tecnici, in particolare per quanto attiene alle garanzie contro la contraffazione e la falsificazione. Ciò contribuirà alla prevenzione e alla lotta contro l’immigrazione clandestina e il soggiorno irregolare. Il modello uniforme deve essere tale da poter essere utilizzato da tutti gli Stati membri”.

Al punto 8: “Il presente regolamento fissa esclusivamente le specifiche non segrete. Tali specifiche devono essere completate da ulteriori specifiche che possono rimanere segrete al fine di prevenire la contraffazione e la falsificazione e che non possono contenere dati personali o riferimenti a dati personali”.

Per concludere le citazioni dal deliberato: “Ai fini del presente regolamento, gli elementi biometrici contenuti nei permessi di soggiorno possono essere usati solo al fine di verificare: a) l’autenticità del documento; b) l’identità del titolare attraverso elementi comparativi direttamente disponibili quando la legislazione nazionale richiede la presentazione del permesso di soggiorno”.

Ci scusiamo col lettore per avergli sottoposto una così fredda lettura tecnica, ma era necessario. Il “Regolamento” è stato concepito per rendere omogenei i documenti di soggiorno in Europa ed al fine di scoraggiarne la falsificazione. E’ vero, si prevede che la fotografia e le impronte debbano essere fornite dal richiedente dai sei anni di età in poi.

Qual è la traduzione ‘all’italiana’ di Maroni? “La nostra è una misura per proteggere i bambini Rom da possibili forme di sfruttamento”.

Ci perdonino i lettori, ma abbiamo una piccola divagazione da fare. Il popolo di cui si parla non è Rom, perlomeno non solo Rom. Gli zingari o “romanó” o “romaní” o “popolazione romaní“, sono la somma di diverse etnie: Rom, Sinti, Kale, Manouches, Romanichals, Camminanti, Jenisch. L’imprecisione o il considerare la parola ‘zingaro’ offensiva è un errore, forse la prima e più grave forma di discriminazione di un popolo antichissimo.

In Italia, secondo alcune stime, vivono 45mila zingari, tra loro l’85 per cento è cittadino italiano e gli altri, se provenienti dalla Romania non ‘debbono’ essere censiti, il ‘Regolamento’ non lo prevede affatto. Inoltre solo una picola parte di loro è nomade, la maggior parte è stanziale.

Maroni, nella migliore delle ipotesi, non ha letto il documento.

Il ‘Regolamento’ che il ministro utilizza come scudo per nascondere una pericolosissima deriva razzista, in realtà serve per i soli permessi di soggiorno, non è indirizzato ad alcuna specifica etnia, non parte dall’idea di ‘regolare’ questioni di ordine pubblico interno ai Paesi membri dell’Unione. La maggior parte degli ‘zingari’ che abitano sul territorio italiano sono nostri concittadini, per cui chiedere loro di fornire le impronte digitali dei bambini è una misura discriminatoria.

Il ‘Regolamento’ parla di immigrazione extracomunitaria, per cui, se davvero si vuol essere fiscali, gli ‘identificatori biometrici’ andrebbero richiesti a cinesi, africani, sudamericani, statunitensi, australiani, mai a ‘zingari’ italiani o rumeni.

Ancora una cosa. Molti giornali, ossessionati dalla necessità di compensare il calo delle vendite, rimestano senza tregua nel pozzo della cronaca nera. I telegiornali, pubblici e privati, colonizzati dai partiti di riferimento, si combattono per l’audience a colpi di servizi sul crimine. Gli uni e gli altri amplificano il tema dell’ordine pubblico, ormai avvitati in una competizione commercial-politica che dimentica la realtà dei fatti e produce il fenomeno della ‘realtà percepita’.

Mentre l’impressione del caldo può prescindere dalla temperatura e dipendere anche dal grado di umidità per i reati il fatto è diverso.

 

Secondo il Ministero dell’Interno (quello di Maroni), nel primo semestre del 2007, i delitti sono stati 1 milione e 485mila, mentre nel secondo sono scesi a 1 milione e 379mila. Gli omicidi volontari sono scesi da 323 a 304, i furti da 838.956 a 783.262, le rapine da 26.681 a 23.861, gli scippi da 11.973 a 10.693, le estorsioni da 3.278 a 2.899.

Guardando a quanto accade nelle grandi città, si rileva come tra il primo e il secondo semestre del 2007, le violenze sessuali sono scese da 247 a 197 a Milano, da 38 a 34 a Venezia, da 85 a 75 a Bologna, da 82 a 56 a Firenze, da 166 a 154 a Roma, da 102 a 85 a Napoli e da 29 a 19 a Catania. Unica eccezione Genova, dove le violenze sessuali sono passate da 24 a 40.

Con questi dati non si può smentire il fatto che il ministro Maroni, con la complicità di un sistema dell’Informazione per nulla indipendente, rende note cifre truccate, forse per alimentare un clima di paura ed allontanare l’attenzione da crimini o questioni di altro tipo.

Noi vogliamo citare, sempre per fare un esempio concreto, un passaggio della relazione del dott. Lucio D’Orazi, presidente della Corte d’Appello di Bologna, tenuta il 27 gennaio del 2007: “Per quanto concerne i reati di omicidio e lesioni colpose, sono in continuo aumento quelli derivanti da incidenti stradali ed, in particolare, quelli relativi ai c.d. “incidenti del sabato sera”, soprattutto all’uscita dalle discoteche. Hanno minore incidenza statistica gli omicidi e le lesioni colpose derivanti da incidenti sul lavoro che, però, sono anch’essi in aumento. Per quanto concerne quest’ultima tipologia di reati, indipendentemente dalle statistiche, essa desta particolare preoccupazione, in quanto presuppone una deprecabile, scarsa diligenza nel predisporre le indispensabili misure di sicurezza previste dalla legge”.

L’offensiva del governo sui temi dell’ordine pubblico e della giustizia nulla prevede per i reati di cui parla il magistrato bolognese. La stampa italiana non sembra per nulla impegnata nella diffusione di dati reali per consentire all’opinione pubblica di costruirsi un’idea della realtà che sia fondata su fatti concreti e non su impressioni.

Si può o no sentire disagio verso il popolo zingaro, ma chi ha questo tipo di atteggiamento abbia il coraggio di definirsi razzista e non fornisca ai cittadini cifre inventate o giustificazioni demagogiche a provvedimenti discriminatori.

Roberto Bàrbera

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008