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Venti di Guerra

Autore: . Data: sabato, 12 luglio 2008Commenti (0)

Che succede in Iran

Il punto sull’Iran in tre domande. A rispondere Farian Sabahi, docente del corso “Islam e democrazia” presso la Facoltà di Scienze politiche all’Università di Torino e autrice del saggio “Storia dell’Iran” (Bruno Mondadori 2006) e del libro-reportage “Un’estate a Teheran” (Laterza 2007).

Cosa significano i recenti lanci di missili sperimentali
da parte dell’Iran?

I test iraniani di mercoledì e giovedì sono la reazione alle esercitazioni militari israeliane di inizio giugno, quelle rese note il 20 giugno dagli americani ai giornalisti del New York Times. Se i test iraniani hanno la funzione di deterrente verso Israele, che minaccia di bombardare i siti nucleari iraniani, le esercitazioni israeliane sono state invece un messaggio all’Europa affinché continui a fare del suo meglio per contenere l’Iran. Sono reduce da un viaggio in Israele per raccogliere materiale video per un documentario che andrà in onda su Rainews24 e sono stata sorpresa del fatto che moltissimi israeliani (professori universitari, giornalisti, politici, gente comune) siano disposti a bombardare l’Iran anche in assenza di prove. In particolare senza conoscenza concreta di due fatti specifici: a) l’arricchimento da parte iraniana di una certa quantità di uranio (finora negato dell’AIEA, anche nel report pubblicato il 5 giugno), b) la fornitura da parte della Russia del sistema antiaereo S-300 (Teheran ha manifestato l’intenzione di acquistarlo lo scorso dicembre, ma ci vorrà tempo prima di riceverlo).

Israele potrebbe sentirsi legittimata ad attaccare?
A ragione?

Un attacco dell’esercito di Tel Aviv sarebbe una violazione del diritto internazionale, non sarebbe legittimato in alcun modo. Soprattutto in questi giorni in cui il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad dichiara di non voler assolutamente attaccare Israele. Purtroppo le sue dichiarazioni, che ho letto sul sito dell’emittente britannica BBC, non hanno grande eco sulla stampa e nessuno ha inserito questa frase, tanto importante, nei titoli.

E’ sempre più probabile e vicino un nuovo conflitto?

Si, il conflitto rischia di diventare realtà, perché gli israeliani aspettano solo il pretesto per bombardare l’Iran. Personalmente, dopo il viaggio di cui parlavo, sono arrivata alla conclusione che il modo migliore per evitare il conflitto sarebbe se l’Iran uscisse dal Trattato di non proliferazione e si dotasse veramente della bomba atomica (e non soltanto del programma nucleare a scopi civili), perché così si creerebbe uno scenario da guerra fredda. E’ vero che Egitto, Arabia Saudita e Turchia seguirebbero le orme di Teheran, ma solo a quel punto si potrebbe obbligare tutto il Medio Oriente, Israele compreso, a denuclearizzare la regione. Può sembrare un sentiero impervio, ma mi sembra l’unica soluzione.

a cura di:
Francesca Lancini

Chi è Farian Sabahi:
docente del corso “Islam e democrazia” presso la Facoltà di Scienze politiche all’Università di Torino e autrice del saggio “Storia dell’Iran” (Bruno Mondadori 2006) e del libro-reportage “Un’estate a Teheran” (Laterza 2007).
Ph.D., School of Oriental and African Studies, London
University
Professor of “Islam and Democracy”, Faculty of Political
Sciences, Turin University
BLOG: www.lastampa.it/sabahi

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