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Autore: . Data: venerdì, 27 giugno 2008Commenti (1)

Negli ultimi giorni, sul Corriere della Sera, la giornalista Maria Luisa Rodotà si è cimentata in due vicende, una riguardante Emma Bonino, i giornali e l’amore, l’altra Scarlett Johansson ed il candidato alla presidenza degli Stati Uniti, Barak Obama.

Siccome al lettore non è dato sapere chi siano queste persone e di cosa si stia scrivendo, sarà bene andare per ordine, prima di tutto presentando i protagonisti.

Cominciamo con la giornalista Rodotà.

Da un’intervista di Claudio Sabelli Fioretti, del 16 gennaio 2003: “Sia chiaro. Quello che segue è un clamoroso conflitto di interessi. Maria Laura Rodotà, direttrice di Amica, ha cominciato a fare la giornalista, come stagista, nel giornale che allora dirigevo, Panorama Mese. Suo padre Stefano è un mio amico, e fu lui a mandarmela. Sua madre Carla ebbe da me l’incarico di curare una rubrica sulla giustizia per l’Europeo”.

Si sarà dedotto che il ‘raccomandante’ di turno era il severo ex Garante per la privacy, Stefano Rodotà. I colleghi Rodotà e Sabelli sono molto accorti ed allora il piccolo handicap della ‘spintarella’ trova subito spazio nello stesso articolo. Per dovere di completezza dell’informazione, sempre da Sabelli Fioretti.

“E’ un orrendo incrocio di collaborazioni, di amicizie, di assunzioni e non riuscirò mai a togliervi il sospetto che questa intervista non sia un gigantesco inciucio, un complicatissimo e complesso scambio di affettuosità, come direbbe Denise Pardo. E allora comincio con finta aggressività: Maria Laura, tu sei una raccomandata? Risposta: “Non per mettere in difficoltà quel sant’uomo del garante, mio padre, ma è un dato di fatto che mio padre mi raccomandò per fare la stagista da te, e tu hai accettato la sua raccomandazione. Però tu mi hai fatto fare una vita di inferno, mi hai sfruttata per sei mesi”. Hai avuto una carriera facilitata… “Certo, in quei sei mesi ho imparato il mestiere. Ma quello che ho fatto in seguito me lo sono conquistato, sono andata in America, non ho fatto la signorina della buona borghesia intellettuale di sinistra. Ho fatto tutte le porcherie che si fanno nei settimanali, le inchieste sulle mutande, boxer o slip? E le inchieste alternate, una settimana il ritorno dell’eros e quella dopo la caduta del desiderio. I famosi articoli di Panorama tra politica, cultura e costume. Smutandate pazzesche. Un culo bestiale. La sezione cazzeggio”.

Sorvolando sul linguaggio decisamente inelegante dei due veniamo ai fatti. Un cittadino italiano, con il barile di petrolio a 141 dollari ed un pacco di pasta a mille e cinquecento delle vecchie lire, certo si stupirà del nostro stupore. Ha sentito ben altro, per esempio nelle intercettazioni telefoniche che non si vogliono più far pubblicare. Però, sarà bene insistere lo stesso.

Ma come, la Rodotà è stata sfruttata per sei mesi? In quel ‘lunghissimo’ tempo ha ‘imparato’ il mestiere? Poi si è fatta sa sola, non da signorina “intellettuale di sinistra”, ma facendo “porcherie” in America e su mutande, slip e boxer. Nella sezione “cazzeggio”. Perdindirindina!

Incredibilmente nella vicenda della giornalista del Corriere si riassume lo stato del Paese. Se hai un padre che conta trovi un lavoro, diventi direttore di giornale con servizi “porcheria”, impari una professione in sei mesi, non vai a fare il cronista di nera in un free press, ma oltreoceano.

Torniamo ai due articoli in questione.

Quello su Emma Bonino. Dalle parole della protagonista: “Questo giornale (Diva e Donna, ndr) mi aveva chiesto una intervista alla vigilia del vertice Fao sui temi della nutrizione, dell’energia, della povertà. Ho accettato, anche se non lo faccio mai, e puntuale è arrivata la giornalista, e con lei le due domande inesorabili: come concilia la vita personale con la politica? A cosa ha dovuto rinunciare? Qual è il suo rapporto con Pannella? Arrivata a questa inesorabile domanda mi sono detta: o mi invento una lite con Pannella o mi invento un fidanzato”.

Perché la parlamentare radicale ha giocato alla bugia? Lo dice lei stessa. “Si tratta di una bufala, dovuta ad un dato di irritazione, oltre che da una riflessione che faccio da tempo sugli stereotipi al femminile”.

Ora tocca a Scarlett Johansson e Barak Obama. Il Washington Post ha affrontato l’argomento in 157 parole, la Rodotà in in 266. Il WP, senza commenti, ha riportato una dichiarazione del candidato presidente nella quale Obama diceva di aver risposto, su suggerimento del suo assistente, Reggie Love, ad una mail di incoraggiamento dell’attrice, senza però avere con lei una corrispondenza assidua. La Johansson, al contrario, in una brevissima intervista al sito web ‘Politico’, aveva sostenuto di avere un confronto costante con lui per posta elettronica. Nell’articolo del web site americano era contenuta una interessante valutazione sulla campagna di Obama della ventiquattrenne star newyorkese: “Lei non è la sola (Johansonn, ndr). Jessica Alba è per Obama. Lo sono anche Ryan Phillippe, John Legend, Anthony Kiedis, Taye Diggs, Kate Walsh e innumerevoli altri. Johansson, sottolinea che per Obama non ci sono solo giovani provenienti Hollywood. “Il suo sostegno attraversa tutta l’America, non siamo solo noi celebrità a supportarlo”, ha detto, ridendo. “Cercare un sostegno importante da parte dei giovani per McCain sarà difficile. Uno dei motori della campagna di Obama è che tutti questi ragazzi, che non hanno mai avuto prima un motivo per votare, adesso si sono infiammati”.

Sulla vicenda Bonino, la Rodotà scrive: “No, Emma, no. Va bene, fa caldo. Ed è sempre ridicolo ossessionare le donne per sapere se sono fidanzate. Ma perché maltrattare tutti? I rotocalchi devono fare i rotocalchi – e ancora- Troppo proterva. Ha bistrattato la cronista, il rotocalco, il pubblico. Soprattutto quello femminile, a cui era piaciuto questo autoritratto di donna indomabile e giustamente ambiziosa, con tocco romantico. Una vispa tizia che si innamora ricambiata di un signore estero fa allegria, rende ottimiste”.

Sulla Johansson, la giornalista scrive: “La bionda finta tonta è un pilastro della cultura americana…L’ultimo caso è quello di Scarlett Johansson. Bionda, piccola, procace, musa degli ultimi e peggiori film di Woody Allen, ha sostenuto Barack Obama da quasi subito…Poi, giorni fa, ha vezzosamente detto che il suo attivismo era ricambiato. Raccontando scambi di e-mail, esprimendo stupore per la molta attenzione (online) che Obama le mostrava. Teoricamente niente di male (chi vive in Italia fruisce di storie più succose, anche se tra politici più flaccidi e artiste meno note). In pratica, già troppo. Era troppo sexy questo e-carteggio platonico tra la biondina curvacea da film d’autore e il bel nero candidato alla Casa Bianca…E ora Johansson, tra i sostenitori di Obama, non è popolarissima”.

Memore del passato nei settimanali la Rodotà ha deciso di trasformare la pur singolare protesta della Bonino contro un giornalismo superficiale e pettegolo, in un ‘maltrattamento” nei confronti delle donne, alle quali “era piaciuta” la trasformazione di un’intervista, accettata per parlare di fame, malnutrizione e povertà, in un servizio sugli amori e i litigi. Nella vicenda Obama, il primo candidato afroamericano alla presidenza della più grande potenza mondiale diventa “il bel nero” e la straordinaria protagonista di ‘Lost in translation’ o ‘Una canzone per Bobby Long’ ha motivo d’esser definita la “biondina curvacea”.

Non paga, la Rodotà ci ricorda che in Italia abbiamo storie ben più succose.

In questi giorni la crisi italiana sta pericolosamente accelerando. Gli indicatori economici mandano segnali drammatici, mentre rimane complicato capire come le famiglie potranno affrontare anche solo qualche giorno di vacanza con i prezzi di alberghi, carburanti ed alimentari alle stelle. Non è necessario scrivere sempre e solo di questioni complesse, in modo serioso, imponendo scenari cupi.

Tuttavia, solamente raccogliendo qualche idea, si può scrivere del gesto di una stimata parlamentare della Repubblica, riflettendo sui motivi per i quali un giornale suppone di vendere di più banalizzando la fame e il sottosviluppo o evitare di dare spazio in home page (corriere.it) ad una notizia senza senso sullo scambio di mail tra Obama e Johansonn. Ci si potrebbe, semmai, occupare di come le mamme zingare attendano i funzionari incaricati di prendere le impronte digitali ai loro figli.

Non per essere tutti impiegati a tempo pieno della serietà, ma per dare ai lettori qualità e non scampoli, per di più ben pagati, di avvenimenti privi di qualsiasi interesse.

Roberto Bàrbera

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Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    Decadenza….siamo in piena decadenza….italia…siamo “itagliati” fuori fra poco…

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