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	<title>InviatoSpeciale</title>
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	<description>InviatoSpeciale è un giornale scritto insieme. Tutti possono inviare articoli, reportage, filmati, servizi fotografici, materiali di informazione. Noi li pubblicheremo.</description>
	<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 09:49:40 +0000</pubDate>
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		<title>Ai ricercatori resta la Befana</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 09:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbera</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[I ricercatori dell&#8217;Università di Milano hanno scritto alla Befana. Forse non rimane che sperare in lei e nella sua generosità per raggiungere l&#8217;obiettivo di diventare un Paese normale, nel quale a tutti sia offerta in libertà l&#8217;occasione per lavorare e vivere dignitosamente. Un articolo per &#8216;Tu Inviato&#8217;.
 


Cara Befana,
come sai sono un Ricercatore universitario e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I ricercatori dell&#8217;Università di Milano hanno scritto alla Befana. Forse non rimane che sperare in lei e nella sua generosità per raggiungere l&#8217;obiettivo di diventare un Paese normale, nel quale a tutti sia offerta in libertà l&#8217;occasione per lavorare e vivere dignitosamente. Un articolo per &#8216;Tu Inviato&#8217;.<br />
 <span id="more-8052"></span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/befana.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8053" title="befana" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/befana-300x155.jpg" alt="befana" width="300" height="155" /></a></p>
<p>Cara Befana,</p>
<p>come sai sono un Ricercatore universitario e quest’anno avrei tanto bisogno di qualche bel dono.</p>
<p>Il regalo più grande che ti chiedo è la possibilità di fare Ricerca, cioè di fare il mio lavoro. In realtà, questo non sarebbe un regalo solo per me, ma anche per tutti i Ricercatori italiani, anzi per tutto il Paese, perché il suo sviluppo è sempre più connesso alla capacità di innovare. Per questo vorrei che la quantità di finanziamenti per la Ricerca fosse adeguata agli standard degli altri Paesi europei; non solo, vorrei anche che i finanziamenti venissero erogati con continuità, con tempi e con modalità certe: davvero non vorrei più vedere i vari governi utilizzare i fondi per la Ricerca e l’Università per coprire ogni tipo di buco di bilancio.</p>
<p>Un altro grande regalo che ti chiedo è di portare nuove regole per l’Università, che però non siano orientate solo alla riduzione dei costi, ma soprattutto alla valorizzazione di ciò che c’è di buono, perché così si fa crescere il Paese. Vorrei regole volte a innescare un processo di rinnovamento positivo e capaci di indurre chi in Università ha potere decisionale a compiere scelte responsabili.<br />
 Vorrei che regole chiare, basate su criteri internazionali governassero anche la mia carriera: vorrei che questa dipendesse dal mio lavoro e non dagli scambi di favori tra “baroni” e nemmeno dagli stanziamenti a singhiozzo del Ministero, perché in questi casi la frustrazione che si prova non aiuta certo a fare della buona Ricerca.</p>
<p>Cara Befana, vorrei chiederti anche un regalo per i giovani di talento che si stanno chiedendo se valga la pena intraprendere la carriera della Ricerca o meno. Mi piacerebbe che almeno loro potessero essere certi che un buon curriculum apre molte porte, anche in una sede diversa da quella in cui sono “cresciuti”, perché non è la “fedeltà” al proprio Professore la caratteristica più importante per fare Ricerca. Vorrei anche poter dire loro che, se riusciranno a intraprendere questa carriera, potranno percepire uno stipendio dignitoso e realizzare così il loro progetto di vita pur non essendo ricchi di famiglia.<br />
 Vorrei che le nuove assunzioni di Ricercatori venissero effettuate in base ad una programmazione responsabile della Ricerca e della Didattica e vorrei che i nuovi Ricercatori avessero a disposizione uno spazio di laboratorio e i fondi per allestirlo. Vorrei che i loro successi portassero lustro alla sede universitaria che li ha scelti, anche in termini di maggiori finanziamenti pubblici e privati.</p>
<p>Per concludere, mia cara Befana, vorrei proprio che per il 2009 ci portassi una buona Riforma dell’Università.</p>
<p>Un Gruppo di Ricercatori dell’Università degli Studi di Milano</p>
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		<title>L&#8217;orrore di Gaza</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 22:27:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbera</dc:creator>
		
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Pubblichiamo un filmato dall&#8217;inferno palestinese. Nessun possibile addebito ad Hamas è in grado di giustificare le immmagini che mostriamo. Ci scusiamo coi lettori per la durezza del video e ne sconsigliamo la visione ai più giovani.
Dopo giorni di bombardamenti dal cielo ora le truppe di terra stanno combattendo casa per casa contro i militari di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
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</p>
<p><span id="more-8018"></span></p>
<p>Pubblichiamo un filmato dall&#8217;inferno palestinese. Nessun possibile addebito ad Hamas è in grado di giustificare le immmagini che mostriamo. Ci scusiamo coi lettori per la durezza del video e ne sconsigliamo la visione ai più giovani.</p>
<p>Dopo giorni di bombardamenti dal cielo ora le truppe di terra stanno combattendo casa per casa contro i militari di Hamas e delle altre organizzazioni palestinesi.</p>
<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/gaza.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8021" title="gaza" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/gaza-300x148.jpg" alt="gaza" width="300" height="148" /></a>L&#8217;assurda invasione di Tel Aviv, giustificata dalla necessità di &#8216;difendere la sicurezza nazionale&#8217; sta producendo una strage di civili.</p>
<p>Le operazioni militari dell&#8217;esercito israeliano si sono intensificate e mentre ormai la crisi umanitaria è fuori controllo, come era facilmente prevedibile i colloqui in corso oggi in Egitto non hanno portato a nessun risultato.</p>
<p>Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, ha respinto la proposta dell&#8217;Ue di dispiegare osservatori internazionali nella Striscia dopo la fine dell&#8217;offensiva, mentre il ministro della Difesa dello Stato ebraico, Ehud Barak, ha avvertito che la campagna militare a Gaza andrà avanti perchè &#8220;non è ancora stato raggiunto l&#8217;obiettivo fondamentale&#8221;, cioè porre al sicuro gli abitanti del sud del Paese dagli attacchi con i razzi e provenienti dalla Striscia.</p>
<p>La Livni ha aggiunto che il suo Paese non sta semplicemente ricorrendo alla legittima difesa, bensi&#8217; combattendo contro il terrorismo e sostentuto: &#8220;Prima quando Hamas colpiva Israele questo esercitava la moderazione: oggi l&#8217;equazione è cambiata, se attaccato Israele risponderà&#8221;.</p>
<p>Le parole di Livni sorprendono, perchè il goveno di Tel Aviv ricorre abitualmente alla forza e l&#8217;invasione di questi giorni segue numerose altre rappresaglie avvenute negli anni passati, fino all&#8217;ultima invasione del Libano del 2006. Inotre il minuscolo territorio della Striscia era sottoposto ad un durissimo embargo e la popolazione &#8217;sigillata&#8217; in un perimetro invalicabile.</p>
<p>Il video che mostriamo è agghiacciante e rompe il silenzio dei Media sulle stragi compiute dalle forze militari con la Stella di David. Nonostante la crudeltà delle immagini ci è sembrato necessario far comprendere ad una opinione pubblica disinformata che i fatti di questi giorni hanno raggiunto livelli di violenza inimmaginabili.</p>
<p>Il lancio di razzi Qassam, definiti dai militari israeliani ironicamente un &#8220;incrocio tra un proiettile di artiglieria e un fuoco artificiale&#8221;, produce danni limitati e la loro imprecisione (a volte perdono la traiettoria finendo col colpire anche case palestinesi) non giustifica in nessun modo una reazione di queste proporzioni.</p>
<p>Per &#8216;oscurare&#8217; la violenza dell&#8217;attacco le autorità di tel Aviv non hanno concesso ai giornalisti di entrare a Gaza, mentre le forze armate gestiscono uno spazio su You Tube nel vengono scaricati filmati di bombardamenti e propaganda.</p>
<p>Numerosi organi di stampa internazionali ed in prima fila il Times denunciano l&#8217;uso di armamenti particolarmente crudeli, come il fosforo bianco. Secondo il Trattato di Ginevra del 1980 questo sistema d&#8217;arma non può essere utilizzato nelle zone abitate da civili. Il fosforo bianco dovrebbe servire per illuminare i campi di battaglia di notte, ma coi nuovi visori notturni risulta del tutto superato e produce ustioni mortali.</p>
<p>In queste ore si sta compiendo un crimine contro centinaia di migliaia di cittadini inermi e la comunità internazionale non è in grado di fermare l&#8217;invasione, anche per la protezione che gli Stati Uniti ed altri governi danno all&#8217;esecutivo israeliano.</p>
<p>L&#8217;organizzazione umanitaria israeliana Gisha ha reso noto che al momento 7 su 12 elettrodotti a Gaza sono fuori uso e il 75 per cento dell&#8217;area è senza energia. Nelle zone prive di elettricità c&#8217;è lo Shifa Hospital. Oltre mezzo milione di persone sono senza acqua, mentre le strade sono invase da residui di fogna e il pericolo di epidemie è altissimo. Inoltre non si trova più carburante perchè Israele ne impedisce la distribuzione verso la Stiscia dall&#8217;inizio delle operazioni militari.</p>
<p>Ghisha aggiunge che le autorità di Tel Aviv avevano già dall&#8217;ottobre del 2007 limitato i rifornimenti di carburante e ignorato le proteste delle organizzazioni umanitarie. &#8220;I gruppi hanno sostenuto - scrivono i militanti per i diritti civili israeliani- che ai sensi del diritto internazionale e sulla base dei precenti, Israele deve assumersi la responsabilità per la qualità della vita della popolazione civile che soffre a causa delle conseguenze degli attacchi militari&#8221;.</p>
<p>Physicians for Human Rights-Israel (PHR-israel), Medici per i Diritti Umani, ha ricevuto sei rapporti su attacchi dell&#8217;aviazione militare con la Stella di David su infrastutture mediche e personale sanitario e segnalato i fatti al ministro della Difesa, Ehud Barak.</p>
<p><strong><a href="http://dailymotion.alice.it/swf/x7xpes">Gaza.mp4</a></strong><br />
 <em>by <a href="http://www.dailymotion.com/inviatospeciale">inviatospeciale</a></em></p>
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		<title>Fuori la mafia da Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 19:52:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbera</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il social network al centro di una polemica contro i sostenitori di Riina e Provenzano. Lo specchio di un&#8217;Italia  in una crisi di valori senza precedenti, dove c&#8217;è chi inneggia agli assassini.
Una stana follia sembra essersi impadronita dell&#8217;Italia. Adesso siamo anche ai fan dei mafiosi che si iscrivono a Facebook e mietono consensi. Cè ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il social network al centro di una polemica contro i sostenitori di Riina e Provenzano. Lo specchio di un&#8217;Italia  in una crisi di valori senza precedenti, dove c&#8217;è chi inneggia agli assassini.<span id="more-8024"></span></p>
<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/antimafia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8025" title="antimafia" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/antimafia-300x151.jpg" alt="antimafia" width="300" height="151" /></a>Una stana follia sembra essersi impadronita dell&#8217;Italia. Adesso siamo anche ai fan dei mafiosi che si iscrivono a Facebook e mietono consensi. Cè ci tifa per Bernardo Provenzano, oggi erano 725, chi ha fondato il &#8220;Gruppo creato per la santificazione di Bernardo Provenzano subito&#8221;, 218 iscritti, e chi si aggrega al &#8220;Totò Riina&#8230;il vero Capo dei Capi&#8221;, sono in 5235.</p>
<p>La mafia è diventata un simbolo ed al pari di  una squadra di calcio o di una velina si presenta in rete e cattura l&#8217;interesse di individui probabilmente confusi, inconsapevoli o colpevolmente contigui alla follia criminale di personaggi che hanno ucciso, rapinato, ricattato ed anche impedito lo sviluppo civile di vaste aree del Mezzogiorno.</p>
<p>Così in questo scenario surreale si è costituito sul social network anche un settore &#8216;antimafia&#8217;, che in qualche modo cerca di imporre ai gestori la cancellazione dei gruppi contigui al crimine organizzato.  Aldo Pecora, leader del movimento antimafia “Ammazzateci tutti”, creato a Locri dopo l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, Francesco Fortugno, ha lanciato un appello su Facebook.</p>
<p>L&#8217;esponente atimafia ha indirizzato all’ideatore del social network, Mark Zuckerberg alcune richieste, tra le quali anche quella di formalizzare un regolamento interno, che contenga il divieto esplicito di propaganda mafiosa.</p>
<p>Il fenomeno dei fan della mafia in Internet deve essere preso in  tutta la sua pericolosità, perchè svela ancora di più quanto il disorientamento prodotto dalle continue campagne di demonizzazione della Magistratura si sia fatto largo, specialmente tra i giovani.</p>
<p>In una mail che gira per Internet si legge: &#8220;In due giorni 60mila persone invitate al nostro evento&#8230;Tutti noi 1, mafia 0! Continuamo ad invitare! Abbiamo raccolto ventimila adesioni in 3 giorni. Abbiamo segnalato i gruppi che sostengono i mafiosi come Riina e Provenzano agli amministratori di Facebook. Abbiamo scritto ai giornali. Abbiamo protestato. Ma quei gruppi sono ancora lì ad offendere la memoria di eroi che hanno dato la vita per questo Paese: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Pio La Torre, Peppino Impastato. Noi non dimentichiamo. La loro memoria cammina anche sulle nostre e-mail. Scriviamo tutti a Beppe Pisanu: Gent.le Presidente, per decenni il nostro Paese è stato colpito nei suoi uomini migliori dalla ferocia delle mafie. Uomini come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Pio La Torre, Peppino Impastato e centinaia di altri, hanno pagato con la vita il loro impegno contro la mafia, nelle istituzioni e nella società. Il nostro Paese è in debito nei confronti di questi uomini e la loro memoria deve continuare ad orientare il nostro lavoro di contrasto a questo fenomeno devastante. Non possiamo accettare che vi sia chi lo alimenti, chi inneggi alle gesta dei loro carnefici. Sul social network Facebook, decine di pagine sono dedicate a Bernardo Provenzano e Toto Riina. A fronte di ciò, in migliaia hanno aderito ad un appello per rimuovere quelle pagine. Le chiediamo di intervenire risolutamente per cancellare queste oscenità e per fare in modo che non possano ripetersi. Distinti saluti&#8221;.</p>
<p>Uno dei soci di Facebook, Roberto Iannotta, in un messaggio ha scritto: &#8220;Ragazzi credo che si sta perdendo il lume della ragione&#8230;io abito in una zona costellata da questi personaggi che non fanno altro che ammazzare,rubare, e creare tantissimi disagi&#8230;Molte persone anche dalle mie parti enfatizzano queste&#8221; persone&#8221; se cosi si possono definire&#8230;Purtroppo queste realtà devono essere combattute giorno dopo giorno ed in maniera continua e non solo per farci politica sopra&#8230;Nelle mie zone la cosa che mi da più fastidio è che si sente proprio la rassegnazione delle persone nei confronti di questi mafiosi,questa è la cosa che mi brucia di più!!!! La colpa la do alle generazioni precedenti che non sono riuscite a sconfiggere questa piaga quando stava nascendo&#8230;Spero che i fondatori di facebook non si limitino ad oscurareI solo le donne che allattano&#8230;ma DEVONO OSCURARE ANCHE QUESTI FANS CLUB CONTROPRODUCENTI ED DISEDUCATIVI!!!!!!!!!!!!!&#8221;.</p>
<p>Iannotta si riferisce alla decisione dei dirigenti del social network californiano di voler rimuovere dalle proprie pagine foto postate dagli utenti e che ritraggono donne mentre allattano e di aver definito quelle immagini &#8220;pornografiche&#8221;.</p>
<p>L&#8217;autorevole quotidiano inglese Times ha reagito duramente per la &#8220;strana morale&#8221; di Facebook, impegnato nel descriversi come &#8220;un ambiente sicuro per i ragazzini che frequentano Internet&#8221;, ma che quando si tratta di Riina &#8220;nulla eccepisce su chi inneggia a un assassino che sta scontando numerosi ergastoli&#8221;.</p>
<p>Decisamente il nostro Paese sta attraversando una crisi di identità senza precedenti, mentre non sembra il governo mostri particolare attenzione a questa realtà, troppo impegnato nel preparare la riforma della Giustizia, attaccando un giorno si e l&#8217;altro pure i magistrati che sono in prima linea nella difesa della legalità.</p>
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		<title>Sulla nuova Alitalia il buio è fitto</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 10:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbera</dc:creator>
		
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I primi giorni del 2009 dovevano essere quelli dell&#8217;assestamento, in attesa della partenza prevista per il 13 gennaio (ma in questa vicenda bisogna sempre ricordare che nulla è mai certo) ed invece sotto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il partner straniero sembrava esserci ed invece non c&#8217;è ancora, delle assunzioni non si capisce molto e per l&#8217;operatività sarà meglio aspettare.<span id="more-8009"></span></p>
<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/alitalia-solo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8010" title="alitalia-solo" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/alitalia-solo-300x168.jpg" alt="alitalia-solo" width="300" height="168" /></a>I primi giorni del 2009 dovevano essere quelli dell&#8217;assestamento, in attesa della partenza prevista per il 13 gennaio (ma in questa vicenda bisogna sempre ricordare che nulla è mai certo) ed invece sotto la cenere non si sa bene cosa ci sia.</p>
<p>I punti aperti rimangono tre. Il processo di assunzione dei dipendenti Alitalia nella nuova Compagnia, la scelta del partner straniero, l&#8217;operatività.</p>
<p>Per le assunzioni, a guardar bene, sembra di trovarsi in un girone dantesco. In situazioni del genere, quando si stratta di gestire la posizione di migliaia di persone, è comprensibile che possano essserci &#8216;disguidi&#8217; o &#8216;errori&#8217;. Ma qui la strategia stessa con la quale si è pianificato il &#8216;trasferimento&#8217; del personale è stata incomprensibile. La &#8216;cordata patriottica&#8217; non ha pensato per un solo momento a costruire con il personale della ex Compagnia di bandiera un rapporto diretto. Nessuna informativa per tranquillizzare le persone, nessun comunicato per definire i criteri generali, nessun feedback con i nuovi assunti. Così ognuno ha dovuto cavarsela da solo, tutti abbandonati  a sè stessi, anche se i sindacati trattavano in riunioni infinite, che si concludevano puntualmente con la convocazione della successiva e dopo aver deciso di &#8216;monitorare&#8217; il susseguirsi degli eventi. Probabilmente qualcosa si è fatto, alcune scelte estreme di Cai sono state ridimensionate, ma il quadro generale lascia perplessi.</p>
<p>Sia Cai che sindacati firmatari sembrano aver dimenticato i fondamenti della democrazia, da applicarsi anche e naturalmente alle relazioni sindacali. I vertici, &#8216;quelli che sanno i fatti veri&#8217;, a questionare in segrete stanze e gli altri, i lavoratori, come mandria lasciati al pascolo. Tutti si sono sgolati nel dire di aver profondi rapporti coi propri associati, ma nei fatti il popolo di Alitalia era in fibrillazione, incerto e spaventato, in angoscia e demotivato. Personale di terra, assistenti di volo e piloti via via spinti a dividersi, a pensare di dover pensare al proprio destino e non a quello collettivo. A prima vista un&#8217;azienda costruita ad immagine e somiglianza della vecchia Alitalia, dove sindacati e management cogestivano il potere e trovavano consenso nell&#8217;amministrazione delle pratiche individuali dei singoli dipendenti, fornendo &#8216;assistenza&#8217; e qualche volta vantaggi.</p>
<p>Sperare di poter recuperare la demotivazione dei lavoratori assunti nella nuova Alitalia appare illusorio e sarà interessare vedere come la volontà di Cai di far crescere la produttività (senza far troppi complimenti) coinciderà con la qualità del servizio, la sicurezza, la nascita di una coscienza di appartenenza, tutti elementi fondamentali per gestire un&#8217;azenda competititva.</p>
<p>Sul fronte del partner straniero InviatoSpeciale è rimasto sempre sulle stesse posizioni, perchè l&#8217;analisi dei fatti non forniva un qualsiasi elemento concreto per dire &#8220;Accordo fatto con Air France-Klm&#8221;, come hanno affermato tutti gli altri Media in almeno tre fasi diverse della trattativa e senza neppure un condizionale.</p>
<p>Infatti stamattina ci risiamo. Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, dice: &#8220;I giochi non sono ancora fatti&#8221; e aggiunge di aspettarsi &#8220;molto&#8221; dall&#8217;incontro tra i presidente di Cai e Lufthansa, che a suo parere non sarà &#8220;formale&#8221;.</p>
<p>L&#8217;esponenete del centro-destra ha dichiarato: &#8220;So che Lufthansa avanzerà proposte molto serie e concorrenziali&#8221; e &#8220;so che Mayrhuber è pronto a gettare sul tavolo un forte impegno di sviluppo in favore di Malpensa e di Fiumicino. Una proposta molto interessante dal punto di vista economico&#8221;.</p>
<p>Formigoni ha rivelato ad alcuni quotidiani che &#8220;il presidente Berlusconi si è espresso più volte per Lufthansa: non ho dubbi che il governo faccia valere il suo peso, pur sapendo come sia rispettoso della natura privatistica di Cai&#8221; e conclude: &#8220;Dobbiamo aspettarci un passo forte da parte del governo&#8221; che &#8220;farà di tutto per convincere Cai&#8221;.</p>
<p>Altri organi di stampa hanno diffuso una notizia secondo la quale Air France-Klm sarebbe pronta ad alzare da 250 a 300 milioni di euro l’offerta per una partecipazione del 25 per cento nella nuova Alitalia. La genesi della indiscrezione è da ricercasi in un articolo del quitidiano economico francese Les Echos. Una domanda però viene spontanea: ma un paio di giorni fa non si era scritto di un accordo fatto ed anche siglato? L&#8217;abitudine della stampa italiana a &#8216;dimenticare&#8217; sta davvero diventando un problema ed il controllo e la verifica delle fonti un esercizio quasi per tutti superfuo.</p>
<p>Una sola cosa è certa. L&#8217;intervento in Alitalia sarà, per chi dovrà decidere di intervenire, più determinato da un principio di interdizione del concorrente che da una reale volontà di impegno. Per quanto interessante il mercato italiano è troppo condizionato da fattori &#8216;esterni&#8217; (invadenza della politica, relazioni sindacali, fragilità della &#8216;cordata patriottica&#8217;, efficienza delle strutture, ecc) per essere davvero appetibile.</p>
<p>In questo la vicenda Malpensa è indicativa. Un aeroporto da sempre contestato, monumento alla voracità della politica, divoratore di risorse finanziarie pubbliche inquantificabili, è un problema che il Palazzo ha prodotto per logiche clientelari e non di necessità industriale, oggi impiega migliaia di persone e deve esser tenuto in vita, ma non si sa come e forse, oltre la demagogia, perchè.</p>
<p>Sull&#8217;operatività, infine, il mistero è fitto. Si parla di voli cancellati, di trasferimento di personale Alitalia si aerei Air One (con relativi corsi degli assistenti di volo per ottenere nuove abilitazioni), di tariffe difficili da decifrare. Sarà meglio vedere cosa accadrà dopo la partenza della nuova Compagnia.</p>
<p>Domani, alle 11, davanti al Quirinale si terrà una manifestazione dei lavoratori Alitalia. All&#8217;iniziativa parteciperà il senatore Stefano Pedica, dell&#8217;Italia dei valori.</p>
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		<title>L&#8217;eccidio di Gaza</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 18:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbera</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Israele continua a devastare la Striscia di Gaza con bombardamenti aerei e attacchi di terra . Centinaia tra morti e feriti palestinesi, mentre le linee telefonche sono collassate e l&#8217;emergenza umanitaria è diventata drammatica
La Striscia di Gaza è un piccolo territorio, di 360 chilometri quadrati dove vivono oltre un milione e quattocentomila di persone. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Israele continua a devastare la Striscia di Gaza con bombardamenti aerei e attacchi di terra . Centinaia tra morti e feriti palestinesi, mentre le linee telefonche sono collassate e l&#8217;emergenza umanitaria è diventata drammatica<span id="more-7989"></span></p>
<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/pace.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7991" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/pace-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>La Striscia di Gaza è un piccolo territorio, di 360 chilometri quadrati dove vivono oltre un milione e quattocentomila di persone. In queste ore l&#8217;esercito israeliano sta attaccando da terra, dopo giorni di durissimi bombardamenti da cielo. In queste situazioni è sempre molto difficile calcolare il numero delle vittime, ma alla vigilia del decimo giorno dall&#8217;aggressione secondo alcune fonti sanitarie potrebbero essere più di 500 i palestinesi uccisi. </p>
<p>Moawiya Hassanein, uno dei responsabili del pronto soccorso, ha detto: &#8220;Sono morte almeno 500 persone, tra cui 87 bambini mentre i feriti sono più di 2.450&#8243;, spiegando come la violenza dei combattimenti impedisce ai medici di controllare la situazione perchè &#8220;il numero delle vittime potrebbe essere molto più alto. Ci sono morti e feriti ancora nelle strade e che per il momento non possiamo recuperare&#8221;. </p>
<p>I cittadini europei più giovani per fortuna non hanno idea di cosa sia la guerra o, al massimo, riescono ad immaginare quello che hanno visto in qualche film al cinema. Ma i combattimenti nelle zone abitate sono non solo per i militari, ma ancora di più per i civili, un incubo. Barricati in casa i cittadini rischiano da un momento all&#8217;altro di vedere un muro crollare distrutto da un colpo di tank esploso a casaccio o i vetri delle finestre crivellati da una raffica di mitra. E facile morire stando nascosti nella casa propria, senza neppure sapere perchè o vederla invasa dai belligeranti, che utilizzano la finestra del salotto o della cucina per vedere meglio il nemico e colpirlo con più precisione. </p>
<p>Si spara isolato per isolato, incrocio per incrocio, metro per metro, senza curarsi affatto di bambini, donne, anziani. </p>
<p>L&#8217;invasione israeliana è irresponsabile perchè si configura come un inutile tentativo di smatellare un&#8217;organizzazione, Hamas, fortemente radicata a Gaza. Un risultato &#8216;positivo&#8217; è possibile a patto di mettere in conto la distruzione quasi totale della città e l&#8217;organizzazione di rastrellamenti. </p>
<p>Anche un piccolo gruppo di persone, nelle strette viuzze di un centro urbano, è capace di fermare un mezzo corazzato e così i carristi non vanno per il sottile. Insomma una strage annunciata alla quale la politica internazionale non è in grado di porre rimmedio, anche per l&#8217;aiuto indiretto (sicuramente diplomatico) che il presiente americano George W. Bush, negli ultimi giorni del suo mandato sta dando al premier israeliano Ehud Olmert.</p>
<p>I Paesi dell&#8217;area, intanto, sono alle prese con forti tensioni interne. Imponenti manifestazioni contro Israele si sono svolte a Rabat, in Marocco, alle quali hanno partecipato secondo Al Jazira un milione di persone. A Istambul un altro grande raduno popolare ha chiesto la riapertura del valico di Rafah, tra Striscia di Gaza ed Egitto, chiuso dal presidente egiziano Mubarak e unico corridoio attraverso il quale potrebbero passare medicinali e aiuti alimentari per  i palestinesi assediati.</p>
<p>Un po&#8217; in tutto il mondo si protesta, da Londra a New York, Milano, Parigi, Bruxelles, mentre dal Libano il movimento di Hezbollah ha lanciato proclami contro Tel Aviv ed il pericolo di un&#8217;estensione del conflitto che possa coinvolgere i combattenti del Paese dei cedri rischia di scatenare una serie di eventi devastanti. </p>
<p>Nella capitale egiziana sono arrivati l&#8217;Alto Rappresentante Ue, Javier Solana e la commissaria alle relazioni esterne, Benita Ferrero Waldner. Il ministro degli esteri egiziano, Ahmed Abul Gheit, ha riunito gli ambasciatori di Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, Russia e Cina, i cinque paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu, per per condannare l&#8217;ennesimo esempio di immobilismo dell&#8217;organismo internazionale che non ha saputo approvare una risoluzione per il cessate il fuoco e fermasse &#8221;l&#8217;aggressione su Gaza&#8221;. Anche per il veto di Washington.</p>
<p>Ahmed Abul Gheit ha detto ai cinque ambasciatori che i loro Paesi hanno &#8220;il dovere&#8221; di &#8221;assumersi le proprie responsabilità sulla base della Carta dell&#8217;Onu che prevede una reazione immediata agli eventi&#8221;. &#8221;Il Consiglio di Sicurezza sta perdendo credibilità&#8221;, ha attaccato il ministro egiziano, mentre Barak, ministro della difesa di Israele ha detto che il suo Paese è determinato &#8220;al raggiungimento&#8221; della &#8220;calma&#8221; nella zona. Il Sudafrica definisce &#8220;inaccettabili&#8221; le coseguenze delle operazioni militari a Gaza e a Beirut la polizia ha lanciato lacrimogeni contro manifestanti contrari all&#8217;aggressione.</p>
<p>Sempre al Cairo circolano notizie sui combattimenti e si parla di un gran numero di palestinesi uccisi durante l&#8217;invasione israeliana. Si sa che la fornitura di energia elettrica è sospesa. Il quotidiano on line Haaretz, dal canto suo, parla di una vittima militare delle IDF (le forze speciali israeliane), il sergente Dvir Emmanueloff, di 22 anni e di un altro gravemente ferito. Hamas invece sostiene di aver rapito due soldati nemici e di averne uccisi cinque. </p>
<p>Il fronte palestinese, tradizionalmente diviso, sta cercando una unità politica ed Hamas cerca &#8221;immediatamente&#8221; una riunione con tutte le altre forze politiche &#8221;non importa dove e senza condizioni preliminari&#8221;, per organizzare azioni utili per far cessare &#8221;l&#8217;aggressione israeliana&#8221;. </p>
<p>I nodi della questione sono tutti, però, legati all&#8217;atteggiamento di Holmert. Pare improbabile una sospensione dell&#8217;attacco, ma nello stesso tempo l&#8217;idea di &#8217;smantellare&#8217; Hamas non sembra praticabile. Domani a Sharm El Sheikh, il presidente egiziano incontrerà con il presidente francese Nicolas Sarkozy con Solana e Ferrero Waldner. Ma l&#8217;esito della riunione non appare al momento in grado di fermare le Idf di Tel Aviv.</p>
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		<title>A Gaza i bimbi muoiono per la paura</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 17:17:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Drammatica testimonianza di un sacerdote cattolico. Nella città devastata dall&#8217;esercito israeliano i più piccoli non reggono alla pressione dei bombardamenti e sono colpiti da infarto.
Padre Manuel Musallam, parroco di Gaza e direttore della scuola cristiana Holy Family, ha detto questa mattina: &#8220;Qui non si muore solo per i bombardamenti, ma anche per la paura e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Drammatica testimonianza di un sacerdote cattolico. Nella città devastata dall&#8217;esercito israeliano i più piccoli non reggono alla pressione dei bombardamenti e sono colpiti da infarto.<span id="more-7983"></span></p>
<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/manuel-musallam.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7984" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/manuel-musallam-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Padre Manuel Musallam, parroco di Gaza e direttore della scuola cristiana Holy Family, ha detto questa mattina: &#8220;Qui non si muore solo per i bombardamenti, ma anche per la paura e i bambini sono le prime vittime&#8221;.  Il sacerdote ha reso noto che questa mattina una bimba di 12 anni, della famiglia Abu Ras, è morta di infarto nella propria casa ed ha aggiunto: &#8220;Non l&#8217;hanno potuta nemmeno portare in ospedale perchè è troppo lontano&#8221;.</p>
<p>Venerdì scorso un&#8217;altra studentessa della scuola cristiana Holy Family , Christine Ouadiah Turk era morta stroncata da un attacco cardiaco dopo un attacco aereo israeliano.</p>
<p>Padre Musallam ha voluto aggiungere: &#8220;I bambini stanno letteralmente impazzendo a causa dei bombardamenti, piangono e gridano continuamente. Sono in una condizione di stress costante&#8221;. Il preste è il preside dell&#8217;unica scuola cristiana di Gaza.</p>
<p>Ieri notte un ordigno è stato sganciato da un bombardiere di tel Aviv a circa 50 metri dalla chiesa e a 30 metri dal convento delle suore. Il religioso ha voluto ricordare che a Gaza è in corso una crisi umanitaria senza precedenti: &#8220;La gente usa la farina destinata agli animali per cucinare. L&#8217;altro giorno un panettiere si vergognava a darmi il pane perchè diceva che era troppo impuro per un prete&#8221;.</p>
<p>In città l&#8217;erogazione di energia elettrica è saltuaria, ma nella parrocchia di padre Musallam c&#8217;è un generatore elettrico a gasolio: &#8220;Molta gente viene qui per cucinare o per ricaricare il telefonino&#8221;. In nove giorni di assedio oltre a obiettivi militari sono state colpite diverse case, strade, caserme della polizia, uffici governativi e sette moschee.</p>
<p>&#8220;E&#8217; vero, ci sono i miliziani qua ma la maggior parte degli abitanti di Gaza sono povere persone, innocenti. Anche i poliziotti uccisi i primi giorni. Loro lavoravano per Hamas ma non appartenevano a quel movimento. Anch&#8217;io sono sotto il governo di Hamas. Questo significa che sono un terrorista?&#8221;</p>
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		<title>Unioni di fatto: assolutamente no</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 16:56:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Paola Binetti, parlamentare del Partito democratico e numeraria dell&#8217;Opus Dei si scaglia ancora una volta contro il riconoscimento di un diritto elementare per i cittadini.
In una intervista con l&#8217;Adnkronos, Paola Binetti, parlamentare del Partito democratico ha detto: &#8220;Un disegno di legge che avesse come obiettivo il riconoscimento dei diritti individuali e che facesse da misura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paola Binetti, parlamentare del Partito democratico e numeraria dell&#8217;Opus Dei si scaglia ancora una volta contro il riconoscimento di un diritto elementare per i cittadini.<span id="more-7979"></span></p>
<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/pacs.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7980" style="float: left;" title="pacs" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/pacs-300x161.jpg" alt="pacs" width="300" height="161" /></a>In una intervista con l&#8217;Adnkronos, Paola Binetti, parlamentare del Partito democratico ha detto: &#8220;Un disegno di legge che avesse come obiettivo il riconoscimento dei diritti individuali e che facesse da misura di compensazione per qualunque forma di discriminazione a livello personale è nella linea di quanto abbiamo detto anche nella legislatura precedente. Viceversa qualunque tipo di riconoscimento volto a legittimare una relazione e che nei contenuti giuridici e simbolici ponesse una sorta di equiparazione di coppie di fatto e matrimoni, troverebbe la stessa opposizione da parte nostra che ha trovato nella legislatura precedente&#8221;.</p>
<p>L&#8217;esponente democratica ha aggiunto un &#8220;fermo no ad ogni riconoscimento delle coppie di fatto&#8221; ed ha agginto: &#8220;Il governo faccia prima di tutto qualcosa per le famiglie. Proprio questa sarà la prima domanda che in Parlamento rivolgeremo all&#8217;esecutivo: cosa ha fatto il governo finora per le famiglie? Poi chiederemo se questo disegno di legge sui DiDoRe riduce effettivamente le eventuali discriminazioni individuali sulla persona, ma poi comunque quando i nodi verranno al pettine noi diremo un fermo e convinto no ad ogni riconoscimento delle coppie di fatto&#8221;. </p>
<p>La vicenda della regolamentazione delle unioni non formalizzate nel matrimonio era tornata di attualità nei giorni scorsi per una serie di battute tra esponenti poltici del centro-destra, seguite all&#8217;annuncio di Franco De Luca (Dca) e Lucio Barani (Nuovo Psi) che sostenevano di aver raccolto 80 firme nel Pdl sulle proposta di legge del riconoscimento dei Diritti e dei Doveri dei Conviventi. </p>
<p>Il provvedimento, detto DiDoRe, segue i precedenti tentativi PaCs e Dico ed è stato messo a punto dalla strana coppa Brunetta-Rotondi.</p>
<p>
Binetti, in passato aveva accostato omosessualità e pedofilia, dichiarato che &#8220;l&#8217;omosessualità è una devianza della personalità&#8221; e parlando del cilicio detto che l&#8217;antichssimo  strumento di autopunizione  &#8220;ci costringe a riflettere sulla fatica del vivere, è il sacrificio della mamma che si sveglia di notte perché il bimbo piange&#8221;, spesso ignora i principi elementatari della libertà di coscienza, </p>
<p>Insistendo sull&#8217;argomento DiDoRe la parlamentare cattolica ha concluso: &#8220;Riteniamo che anche questo governo, che ha  fatto della difesa della famiglia uno dei punti di forza della propria campagna elettorale, non ha finora dato adeguate risposte positive e concrete ai bisogni delle famiglie&#8221;. L&#8217;esponente del Pd pensa che l&#8217;eseutivo Berlusconi non abbia ben operato &#8220;nè sul piano dei riconoscimenti economici per le famiglie, nè sulla riduzione della pressione fiscale, nè sul piano del riconoscimento effettivo del valore sociale straordinario che ha la famiglia nel fronteggiare la crisi economica a cui siamo esposti e nel rappresentare essa stessa un ammortizzatore sociale&#8221;. </p>
<p>E&#8217; dal 1986 che esponenti laici cercano di far approvare una legge indispensabile per riconoscere ai cittadini che decidono di convivere senza sposarsi alcuni diritti elementari, ma il timore che con un provvedimento di questo tipo si possa stabilire che anche le coppie omosessuali hanno lo stats di quelle etero ha scatenato una parte del mondo cattolico.</p>
<p>Nel settembre 2003 il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione sui diritti umani in Europa (conosciuta come Rapporto Sylla sul rispetto dei diritti umani nell&#8217;Unione Europea) nella quale all&#8217;interno della sezione dedicata alle discriminazioni per orientamento sessuale si &#8220;ribadisce la richiesta agli Stati membri di abolire qualsiasi forma di discriminazione - legislativa o de facto - di cui sono ancora vittime gli omosessuali, in particolare in materia di diritto al matrimonio e all&#8217;adozione&#8221; e si &#8220;raccomanda agli Stati membri di riconoscere, in generale, i rapporti non coniugali fra persone sia di sesso diverso che dello stesso sesso, conferendo gli stessi diritti riconosciuti ai rapporti coniugali, oltretutto adottando le disposizioni necessarie per consentire alle coppie di esercitare il diritto alla libera circolazione nell&#8217;Unione&#8221;. </p>
<p>Risoluzione che da tempo Binetti ignora. Queste ultime dichiarazioni della parlamentare omofoba aprono ulteriori dubbi sul Pd, che mostra di possedere al suo interno, anche sul tema dei diritti civili, una tale varietà di opinioni da rasentare la confusione.</p>
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		<title>INVIATOSPECIALE CAMBIA VESTITO</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 22:24:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stiamo rinnovando il sito ed in questi giorni l&#8217;aggiornamento delle notizie sarà discontinuo. Ci scusiamo per il disservizio. Abbiamo realizzato un cambiamento profondo del giornale.
In questi pochi mesi di lavoro ci siamo resi conto che era necessario offrire sempre più contenuti e per questo era importante potenziare il sistema. Torneremo dopo una breve fase di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stiamo rinnovando il sito ed in questi giorni l&#8217;aggiornamento delle notizie sarà discontinuo. Ci scusiamo per il disservizio. Abbiamo realizzato un cambiamento profondo del giornale.</p>
<p><span id="more-7883"></span>In questi pochi mesi di lavoro ci siamo resi conto che era necessario offrire sempre più contenuti e per questo era importante potenziare il sistema. Torneremo dopo una breve fase di test all&#8217;abituale ritmo di lavoro.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Buon 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 03:48:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; arrivato il nuovo anno. Com&#8217;è possibile pensare a pochi minuti dalla mezzanotte che nulla va bene? Non è il momento per farlo, ma domani un piccolo secondo da dedicare alla realtà sarebbe auspicabile.
L&#8217;arrivo del nuovo anno, del 2009, è per i cittadini un sano momento di festa. Il vecchio 2008 finisce e nell&#8217;immaginario degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; arrivato il nuovo anno. Com&#8217;è possibile pensare a pochi minuti dalla mezzanotte che nulla va bene? Non è il momento per farlo, ma domani un piccolo secondo da dedicare alla realtà sarebbe auspicabile.<span id="more-7837"></span></p>
<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/capodanno-2008-terni5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7923" title="capodanno-2008-terni5" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2009/01/capodanno-2008-terni5-300x139.jpg" alt="capodanno-2008-terni5" width="300" height="139" /></a>L&#8217;arrivo del nuovo anno, del 2009, è per i cittadini un sano momento di festa. Il vecchio 2008 finisce e nell&#8217;immaginario degli umani, da sempre, quello che sta per arrivare porterà con sè doni e fortune, amori e felicità. Abbiamo tutti fatto finta di crederci guardando il cronometro che ha contato i secondi, fino alla fatale mezzanotte. Erano belli i fuochi di artificio, i botti, le gran bevute, i messaggini da mandare, gli abbracci e i baci.</p>
<p>Insomma, è il momento del meraviglioso rituale pagano, il trionfo della speranza e dell&#8217;illlusione. Ha un senso adesso ricordare la strage in corso nella Striscia di Gaza, prodotta da un Paese, Israele, che possedendo armi nucleari continua a raccontare al mondo la favola sul pericolo della sua distruzione? C&#8217;è, poi, un motivo per guardare alle strade di Baghdad, ai check point, ai generatori di elettricità fuori dai palazzi, perchè dall&#8217;arrivo dei &#8216;liberatori&#8217; in alcuni quartieri non c&#8217;è più energia elettrica e il lavoro manca e tutto il resto pure nel bellissimo Iraq? Bisogna per forza ripetere il ritornello del colera in Zimbabwe, un Paese distrutto dalla fame prodotta  da un governo criminale o la devastazione della Somalia, la catastrofe afghana, le stragi in Congo?</p>
<p>Ha un senso, a pochi minuti dalla mezzanotte, farsi tornare in mente i disperati di Korogocho, a Nairobi? E che dire degli Hopi e dei Navajo in Arizona, delle ragazze messicane di Ciudad Juárez, uccise in serie senza un perchè? E ci sono le solitudini della gente lappone, degli islandesi in bancarotta, dei russi alla fame, ma galleggianti su un lago di petrolio e di miliardi di donne, uomini e bambini su questo pianeta senza diritti, libertà, cibo?</p>
<p>In questa Italia del Cavaliere, della Lega, di Veltroni e Bonanni, di Tizio e Caio, inebriata da veline e calciatori, non c&#8217;è tempo per pensare. Almeno adesso. Ed è giusto.</p>
<p>Però, si spera domani sia possibile farlo, nel nuovo 2009. Sia possibile ricordare che alcune centinaia di migliaia di persone stanno perdendo il lavoro e molte altre non hanno modo per sopravvivere. Che non ci sono stranieri pericolosi, ma esseri umani disperati, ancor più poveri di quanto si possa solo immaginare e vanno amati, aiutati, protetti e non scacciati.</p>
<p>Per chi ama l&#8217;uomo di Arcore un sorriso di tenerezza. Lo immaginiamo il &#8217;sostenitore&#8217; dell&#8217;uomo diventato il più ricco d&#8217;Italia in pochi anni (come?) tornare a casa senza speranze e trovarne qualcuna in televisione, guardando un Tg, Costanzo e Riotta, la De Filippi e Fede, un quiz e Striscia la notizia, mentre si inebria per le gesta del Cavaliere coi capelli trapiantati e mentre il suo figlio laureato sceglie in quale call center sarà più facile sbarcare il lunario.</p>
<p>Adesso però è il momento di festeggiare. Speriamo la baldoria non duri tutto l&#8217;anno, altrimenti dovremo riscrivere le stesse cose tra dodici mesi, esatti.  Con qualche disastro in più.</p>
<p><strong>Roberto Barbera</strong></p>
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		<title>Alitalia e i pensieri di Fantozzi</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 00:00:59 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Commissario straordinario ha rilasciato un&#8217;intervista a &#8216;L&#8217;Espresso&#8217;. Racconta la sua sul perchè della crisi, sulle conseguenze e sui problemi. Peccato, come sempre in questa vicenda, nulla sia mai chiaro.<span id="more-7828"></span></p>
<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2008/12/alitalia7.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7965" style="float: left;" title="alitalia7" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2008/12/alitalia7-300x169.jpg" alt="alitalia7" width="300" height="169" /></a>In un&#8217;intervista all&#8217;Espresso il Commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, fa delle interessanti considerazioni. L&#8217;Alitalia &#8221;è morta di grandeur - ha sostenuto Fantozzi - nella mia relazione sulle cause dell&#8217;insolvenza dico chiaramente che l&#8217;azienda ha sperperato: non è un mistero che ci sono cinque procuratori della Repubblica al lavoro nei nostri uffici e la Corte dei Conti che indaga&#8221;.</p>
<p>Fin qui siamo quasi all&#8217;ovvio. Il bello arriva dopo. Sul perchè della grandeur il commissario ha spiegato: &#8220;Semplice. Alitalia pagava tutto il triplo&#8221;. Così mandava &#8221;tre macchine per prendere l&#8217;equipaggio, perchè se la prima buca e la seconda rompe il motore&#8230; era uno spreco&#8221;. In questo contesto anche il carburante &#8221;certamente era pagato troppo&#8221;. Il commissario di Alitalia ha aggiunto di aver avuto difficoltà nel vendere la compagnia a causa dei sindacati che hanno seguito &#8221;una dialettica sindacalese, un balletto tra di loro su chi firmava e chi no&#8221;.</p>
<p>Dimenticando il suo ruolo esclusivamente &#8216;tecnico&#8217; Fantozzi ha deciso da tempo di entrare nel merito &#8216;politico&#8217; della questione. Seguendo il filone della disinformazione, che fino ad oggi ha permesso una cessione con aspetti ancora grigi, il Commissario ha insistito sul ritornello delle auto che portavano i piloti in aeroporto. Pur dando per buone le sue considerazioni, può supporre qualcuno che queste spese abbiano generato oltre tre milardi di passivo? Fantozzi dice anche che il carburante era &#8220;pagato troppo&#8221;. Il carburante? Solo il carburante? Ed erano gli equipaggi a fare il &#8216;pieno&#8217; al distributore?</p>
<p>Però il Commissario non ha mollato sui piloti: &#8221;Hanno fatto un grande errore. La disponibilità a riconoscere la loro professionalità c&#8217;era. Ma loro hanno preferito la guerra per il potere in azienda, lo scontro per comandare piuttosto che convincere della loro indispensabilità. L&#8217;Anpac ha frantumato se stessa&#8221;.</p>
<p>Qui il discorso dell&#8217;uomo che è stato chiamato a liquidare Alitalia diventa ambiguo. Chi aveva la &#8216;disponibilità&#8217; a riconoscere le competenze dei piloti? E perchè andava &#8216;riconosciuta&#8217; loro la professionalità? Perchè mai avrebbero dovuto &#8220;convincere&#8221; qualcuno di possederla? Per Fantozzi il dato politico è prevalente su quello funzionale e questo rende estremamente serio il giudizio sulle modalità che in seguito hanno riguardato la selezione del personale da assumere in Cai. Perchè, se la &#8216;cordata partiottica&#8217; dovesse essere del suo stesso parere, ci sarebbe da supporre che la strategia di mortificazione dei lavoratori e la durezza inqualificabile nella gestione delle immissioni nella nuova Compagnia rispondano non a criteri di qualità e competenza, ma a necessità di controllo e gestione, così da prefigurare anche comportamenti antisindacali.</p>
<p>Fantozzi ha affrontato anche il nodo dei debiti della bad company e che rappresentano un debito enorme per lo Stato e quindi per tutti i cittadini. &#8221;Gli attivi non basteranno a pagare tutti i passivi - ha spiegato - In totale ci sono 3,2 miliardi di passività e gli asset di Alitalia non sono tantissimi. Oltre a quello che incassiamo da Cai, c&#8217;è quello che incasserò da cargo, manutenzione, call center Alicos&#8230;Stimiamo possano valere tra i 500-700 milioni di euro. Poi abbiamo un terreno a Fiumicino e cinque o sei appartamenti in giro per il mondo&#8221;. Ad essere saldati per primo saranno coloro che &#8221;hanno continuato a rendere servizi durante il commissariamento. Dopo il 29 agosto saranno pagati tutti. Prima, saranno pagati secondo riparto&#8221;. Per gli azionisti di Alitalia, invece, &#8221;il Tesoro ha promesso un indennizzo attingendo al fondo dei conti correnti dormienti. Dipenderà da Tremonti in che misura vorrà soddisfarli&#8221;. Gli obbligazionisti, poi, saranno trattati come gli azioni &#8221;anche se in verità dovrebbero essere più tutelati&#8221;. Anche qui laquestione è delicata e c&#8217;è da scommettere che il contenzioso giudiziario sarà infinito.</p>
<p>Poi Fantozzi ha dato una singolare spiegazione sulla differenza di pagamento di Cai verso Alitalia (237 milioni) e AirOne (300 milioni). &#8221;Air One ha più aerei e più buoni dei nostri. La parte di punta della flotta futura è quella di AirOne. Io ho da vendere novanta MD80, che valgono poco: ho appena fatto il bando&#8221;.</p>
<p>Alla fine del 2007 Alitalia possedeva 109 aerei, valutati in bilancio per 1,98 miliardi di euro. Se si stima un ammortamento negli ultimi 11 mesi del 2008 per 180 milioni di euro si ridurrebbe la loro valutazione a 1,8 miliardi di euro al 30 novembre 2008. Sul ‘Il sussudiario.net’ ,Giuseppe Colangelo, si era posto tempo fa alcune domande: “Abbiamo appreso che la Cai rileverà 93 aerei Alitalia, i più nuovi e moderni, di cui 64 in proprietà e 29 in leasing, potrà contare sull’intero parco slot e sul marchio della vecchia compagnia di bandiera&#8221;.</p>
<p>Ancora qualche domanda. Agli aerei ceduti a Cai vanno aggiunti gli slot, ovvero le concessioni di decollo ed atterraggio. Per capire meglio: Alitalia aveva venduto 26 dicembre dello scorso anno tre coppie di slot nell’aeroporto di Heathrow, in Gran Bretagna, ricavando la somma di 54 milioni di euro, corrispondente a un prezzo medio per coppia di ben 18 milioni. Air One ha ceduto a Cai 26 A320, 2 A330, 20 B737 e 10 CRJ900, dei quali tre quarti sarebbero in leasing, mentre il valore degli slot della compagnia di Toto (quasi tutti in aeroporti italiani) è molto inferiore al valore di quelli di Alitalia (in numero rilevante internazionali o intercontinentali). Il patrimonio in slot di Alitalia sarebbe stato quantificato tra i 550 e i 900 milioni di Euro, con una stima media di 700-750 milioni.</p>
<p>A questo riguardo alcune domande sorgono spontenee. Secondo le offerte di vendita di cui ha parlato il Commissario sono stati messi ad oggi in vendita 46 aerei della Compagnia di bandiera e non ceduti a Cai. Il bando è stato pubblicato su &#8216;Il Sole 24 Ore&#8217; e riguarda nel dettaglio due B-767, 17 MD-80, 5 MD-82, 14 Embraer 145, 4 Atr 72-210 e altri 4 Atr 72-500. Le manifestazioni di interesse dovranno pervenire entro le 12 del prossimo 29 gennaio.</p>
<p>Dove sono i 90 MD 80? I problemi sulla cessione degli areomobili ci sono, ma nulla c&#8217;entrano con le teorie di Fantozzi. Almeno secondo alcune valutazioni fatte a Dedalonews da Francesco Guarnieri, presidente di Asset Management Advisor Suisse S.A. (AMA). L&#8217;imprenditore a settembre aveva manifestato interesse a rilevare una trentina di aerei (tra i quali i difficilmente vendibili MD80) e alcuni ATR72, ma non aveva ottenuto risposte positive. Adesso dice: &#8220;Oggi il nostro interesse è solo per gli ATR72 della serie 500. Si tratta degli aerei più moderni in vendita. I due Boeing 767-300ER sono del 1995 ed hanno sulle spalle oltre 60.000 ore di volo. Decisamente problematici gli MD-80 e 82 in vendita. A renderli poco appetibili - ha proseguito Guarnieri - non sarebbero solo l’età e le ore di volo assolute, ma anche alcune scadenze manutentive ravvicinate. Gli aerei, il cui prezzo di mercato è stimabile intorno ai 3-3,5 milioni di dollari a fronte di un canone mensile di noleggio di 70-80.000 dollari, sarebbero prossimi a un &#8220;Check C&#8221; del costo di circa 1,5 mln con un fermo macchina di alcuni mesi. Ciò abbatterebbe il valore di questi MD-80/82 a cifre molto basse. Qualcuno mi deve spiegare perché ci abbiano chiesto di manifestare interesse per rami e compendi d’azienda e ora invece vendono solo gli aerei&#8221;, ha concluso Guarnieri, che in settembre aveva rivelato di puntare ad utilizzare macchine ed equipaggi ex Alitalia per servire destinazioni nell’Europa dell’Est. &#8220;L’unica condizione che avevamo posto era una contrattazione diretta con i singoli piloti ed equipaggi, ai quali avremmo offerto livelli intorno al 70-80 per cento di Alitalia. È evidente che tutto questo piano industriale viene a cadere&#8221;, ha concluso Guarnieri, &#8220;e per me è una delusione personale&#8221;.</p>
<p>Nulla va preso per oro colato, ma le parole di Guarnieri pongono almeno un dubbio sull&#8217;intero affaire e cento sulla strategia di Fantozzi.</p>
<p>Ancora. Senza essere competente nella gestione di una azienda di trasporto aereo il Commissario ha pontificato: &#8220;Si è voluta mantenere in piedi una struttura troppo ampia rispetto alle sue possibilità di produrre reddito. Si è detto che a Colaninno ho dato la polpa, ma anche lui avrà il problema di riempire gli aerei&#8230;&#8221;.</p>
<p>Secondo calcoli pubblici, resi noti anche da InviatoSpeciale, se Alitalia avesse operato controlli di gestione efficaci e prodotto risparmi non sul trasporto degli equipaggi in aeroporto o sul costo del lavoro (tra i meno pesanti se si guarda a Iberia, Air France-Klm, British Airwais e Lufthansa), ma su forniture, contratti, consulenze esterne, carburanti, ricambi, ecc la redditività non sarebbe stata un problema.</p>
<p>Infine Fantozzi ha parlato del suo stipendio, che dovrebbe arrivare alla fine della procedura di liquidazione della bad company, ovvero tra sei-sette anni. &#8221;Spero che una parte arrivi prima - ha affermato - Io il lavoro lo sto facendo. Non sono nè esoso nè avido. Ma non sono fesso e non ho intenzione di lavorare gratis&#8221;. Sarà di 15 milioni di euro gli è stato chiesto? &#8221;Potrebbe essere quella cifra, ma anche meno. E&#8217; un calcolo in percentuale sulla massa dell&#8217;attivo, del passivo e del recuperato. Ma Palazzo Chigi non ha ancora emanato il decreto per stabilire la percentuale che mi spetta&#8221;. Insomma un paio di milioni l&#8217;anno, più o meno (se l liquidazione durerà quanto previsto).</p>
<p>Il commissario ha reso noto che rimarra &#8220;titolare di 4 mila persone in cassa integrazione che restano miei dipendenti&#8221;.</p>
<p>Un fatto rimane incontrovertibile: con Alitalia hanno guadagnato in molti, ma non i &#8216;bamboccioni del cielo&#8217;, i &#8216;lavoratori viziati&#8217;, i &#8216;piloti alla ricerca del potere&#8217; per intenderci. Quelli o sono in cassa integrazione o hanno firmato un contratto che gli riduce lo stipendio. Saranno loro i &#8220;fessi&#8221;?  Ma questa è l&#8217;Italia, bellezza!</p>
<p>&#8220;Oggi, 31 dicembre, - rende noto Sdl- Intercategoriale - si svolgerà una nuova manifestazione dei lavoratori Alitalia, dei cassaintegrati e dei precari. Alla manifestazione parteciperà anche SdL intercategoriale. L&#8217;appuntamento è alle ore 12.00 a Piazza del Quirinale e si andrà poi al Ministero delle Pari Opportunità. I lavoratori di Alitalia non smetteranno di manifestare il loro dissenso sino a quando CAI non comprenderà che è necessario ridiscutere e modificare quanto sino ad oggi concordato con il sindacato confederale&#8221;.</p>
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