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	<title>InviatoSpeciale &#187; primo piano</title>
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	<description>InviatoSpeciale è un giornale scritto insieme. Tutti possono inviare articoli, reportage, filmati, servizi fotografici, materiali di informazione. Noi li pubblicheremo.</description>
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		<title>Arrivederci al 2012. Sarà dura!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 07:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[InviatoSpeciale si ferma per le vacanze. Non possiamo negare però che le energie per continuare sono sempre più flebili. In Italia l&#8217;indipendenza di pensiero è sempre più un miraggio.
Il nostro giornale è nato per dar ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/sforzo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28432" title="sforzo" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/sforzo-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>InviatoSpeciale si ferma per le vacanze. Non possiamo negare però che le energie per continuare sono sempre più flebili. In Italia l&#8217;indipendenza di pensiero è sempre più un miraggio.</p>
<p>Il nostro giornale è nato per dar voce ai cittadini. Quando il berlusconismo era al culmine del proprio delirio, un piccolo gruppo di giornalisti pensò di fondare un giornale nel quale fosse possibile far coincidere cronaca e passione civile e dove i protagonisti fossero i lettori in veste di scrittori. Giornalismo partecipativo, per intenderci.</p>
<p>In alcuni anni di lavoro non abbiamo trovato molti collaboratori. I &#8216;giovani&#8217; e gli &#8216;oppositori&#8217;, abbiamo scoperto, preferiscono i blog &#8216;griffati&#8217;, i quotidiani &#8216;importanti&#8217;, la banalità di Facebook, il fritto misto di Twitter.</p>
<p>In un Paese di dilettanti in pochi amano applicare le regole di base del giornalismo o sono disponibili a rinunciare alle proprie verità per raccontare i fatti senza aggettivi. Meno delle dita di una mano, infine, sono quelli disposti ad investire (anche pochi spiccioli) per ritagliarsi uno spazio sicuro di libertà e nello stesso tempo ragalare l&#8217;opportunità per scrivere a tutti coloro che sentono il bisogno di farlo.</p>
<p>Nell&#8217;Italia dei &#8216;senza contratto&#8217; in tantissimi ci hanno chiesto quanto avremmo pagato gli articoli, ancor prima di presentarsi per nome e cognome. Gli stessi che poi abbiamo visto fare gli schiavi senza compenso (gli stagisti a vita) per altre testate, ma ricche e famose e per questo considerate più &#8216;attraenti&#8217;.</p>
<p>Tuttavia, il nostro archivio è consultabile e le nostre analisi sui fatti della politica italiana ed internazionale sono state non di rado più precise delle bufale raccontate da altri.</p>
<p>Il temporaneo declino di Berlusconi non vuol dire che il berlusconismo sia finito. Il nuovo governo Monti non sarà in grado di tirar fuori il Paese dalla crisi e neppure potrà liberare l&#8217;Italia da quel fenomeno catastrofico che è il Barnum messo in piedi dal Cavaliere ormai più di venti anni fa.</p>
<p>Nulla si sta facendo per rifondare la Repubblica, per riaffermare la centralità degli  ideali, per stabilire cosa fare dell&#8217;economia nazionale, ormai non più competitiva e bisognosa di idee capaci di renderla di nuovo &#8216;vendibile&#8217; sui mercati internazionali.</p>
<p>Tornato a casa il Cavaliere, le &#8216;star&#8217; dell&#8217;indignazione popolare continuano a dilettarsi nel denunciare la casta, nel chiedere il ridimensionamento dei &#8216;partiti&#8217;, nello scoprire la &#8216;indegnità&#8217; della politica. Nel frattempo intascando cifre astronomiche grazie alla professione del &#8216;denunciante in servizio permanente effettivo&#8217;.</p>
<p>InviatoSpeciale da anni critica lo strapotere non dei &#8216;partiti&#8217;, ma dell&#8217;oligarchia, di quella piccola falange trasversale di potere composta da politici, giornalisti, imprenditori, funzionari pubblici, criminali che da anni decide, arricchisce se stessa, devasta il Paese.</p>
<p>Per l&#8217;opposizione davvero non ci sono parole. Il Partito democratico è un ectoplasma senza qualità del quale forse neppure Bersani capisce del tutto il senso, Di Pietro non è pervenuto, Vendola non va oltre la roboante vaghezza di discorsi da demagogo &#8216;de periferia&#8217; ed i nostalgici leader della falce e martello in quello che fu il Pci non sarebbero stati nominati membri neppure nel direttivo di una sezione da dieci iscritti.</p>
<p>Intanto l&#8217;Italia è attraversata da decine di migliaia di disoccupati, da milioni di persone senza prospettive, da giovani senza sogni e con poche idee. E la corruzione che dilaga, si costruicono lazzaretti per poveracci persino sui treni dello Stato ed il governo invece di gridare a Bruxelles, Parigi e Berlino (i luoghi che contano) che non è nel ripianamento del debito la soluzione del problema, insiste con tasse, balzelli, prelievi, tagli. Adesso si è scoperta persino la &#8216;revisione&#8217; del catasto, così che chi si ritroverà proprietario di una casa nel centro di Milano, Torino, Roma o&#8230;finirà con l&#8217;essere sommerso da fantasmagoriche imposte da pagare, anche se in realtà è un pensionato, un impiegato o una maestra delle elementari che ha ereditato la casa da un genitore che abitava in un quartiere di case popolari diventate poi aree residenziali.</p>
<p>Continuando così, in nome di un Euro che ha affamato tre quarti d&#8217;Europa ed arricchito banche e finanzieri, i cittadini di un Paese saccheggiato da decenni di partitocrazia, l&#8217;Italia, arriveranno forse alla fine del 2012 stremati.</p>
<p>Noi di InviatoSpeciale vogliamo continuare a raccontare queste storie e vorremmo farlo con voi. Ma anche abbiamo bisogno di sostengno e soprattutto di intelligenze. Speriamo di non rimanere ancor più soli di adesso.</p>
<p>Ma nel Belpaese sono tutti direttori tecnici della nazionale e non sono molti quelli che vogliono correre sul campo per il piacere di calciare la palla.  Noi cerchiamo questi ultimi. Se ci siete battete un colpo.</p>
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		<title>Super Giorgio in difesa di Super Mario</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 07:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Napolitano difende il governo Monti e si autoinveste sovrano pro tempore di un Paese ben oltre la follia.
Secondo il capo dello Stato &#8220;bisognava evitare uno scontro elettorale devastante. Ma non c&#8217;è stato tradimento della volontà ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/Monti-Napolitano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28428" title="Monti-Napolitano" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/Monti-Napolitano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Napolitano difende il governo Monti e si autoinveste sovrano pro tempore di un Paese ben oltre la follia.</p>
<p>Secondo il capo dello Stato &#8220;bisognava evitare uno scontro elettorale devastante. Ma non c&#8217;è stato tradimento della volontà popolare&#8221;.</p>
<p>Ogni frase, estrapolata dal contesto, induce colpevoli defromazioni, ma nelle parole del presidente una affermazione appare evidente al di là di ogni ragionevole dubbio: &#8220;Bisognava evitare uno scontro elettorale devastante&#8221;.</p>
<p>Il vecchio cuore togliattiano batte ancora nel petto del migliorista di un tempo e così la &#8216;pedagogia rivoluzionaria stalinista&#8217; ha colpito ancora, inducendo un uomo solo ad assumersi il compito di stabilire cosa fosse giusto per un popolo intero.</p>
<p>Napolitano ha insistito nella sua tesi &#8216;monarchica&#8217; difendendo la nomina del governo dei tecnici: &#8220;E&#8217; una leggerezza dire che la democrazia è stata sospesa. Con il governo Monti non c&#8217;è stato alcuno strappo costituzionale&#8221;. Per il presidente &#8220;la lunga, irriducibile contrapposizione, al limite dell&#8217;incomunicabilità&#8221; che divideva il centro destra ed il centro sinistra &#8220;ha reso impraticabile ogni ipotesi di larga coalizione di governo come il presidente incaricato ha potuto ben presto constatare&#8221;.</p>
<p>Per il Capo dello Stato &#8220;la fiducia accordata al governo Monti è avvenuta perchè occorreva scongiurare in una fase così critica una paralisi dell&#8217;attività di governo e parlamentare e uno scontro elettorale devastante&#8221;. Quindi ha aggiunto: &#8220;Non mi risulta che ci sia stato un tradimento della volontà popolare. La data limite per il ritorno alle elezioni, in Italia, è già segnata dal termine naturale della legislatura&#8221;.</p>
<p>Napolitano infine ha per l&#8217;ennesima volta tessuto le lodi delle &#8216;formule magiche&#8217; escogitate dal suo governo dei tecnici: &#8220;L&#8217;ampiezza e la continuità dello sforzo appena avviato, prova di un condiviso senso di responsabilità&#8221; delle forze politiche, &#8220;è ciò che più rafforza e può rafforzare la credibilità dell&#8217;Italia&#8221;.&#8221;L&#8217;ampio sostengo al governo &#8211; ha sottolineato &#8211; rafforza il Paese&#8221;. &#8220;La strada è in salita, ma l&#8217;Italia può farcela&#8221;.</p>
<p>Al presidente, forse sfuggono non poche cose. Sebbene Berlusconi ed il centro destra avessero portato il Paese sull&#8217;orlo (e forse anche oltre) del baratro e che la speculazione internazionale si accanisse contro l&#8217;Italia, il ruolo del Presidente della Repubblica non è quello di scegliere la strada a suo parere più opportuna per il governo del Paese. Come chiarisce la Costituzione, il Capo dello Stato ha il solo compito di nominare dopo opportune consultazioni il presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri ed infine accogliere il giuramento del governo e le eventuali dimissioni.</p>
<p>Insomma, il presidente ha un ruolo di garanzia e non di indirizzo politico. Evitare quello che a suo giudizio potrebbe essere uno &#8220;scontro elettorale devastante&#8221; non rientra nelle prerogative dell&#8217;inquilino del Quirinale, così come non è prevista in nessuna democrazia compiuta la necessità di formare &#8220;larghe coalizioni di governo&#8221;, che tradotto in linguaggio semplice vuol dire &#8216;tutti insieme appassionatamente&#8217;, a prescindere dal fatto che i partiti chiamati all&#8217;unità forzosa abbiano in modo evidente ideali e scopi del tutto inconciliabili tra loro.</p>
<p>L&#8217;operazione Monti voluta da Napolitano sta mostrando la sua debolezza non solo perchè al di fuori della prassi costituzionale, ma anche per un altro motivo.</p>
<p>La crisi finanziaria mondiale che sta distruggendo quel che resta della nostra da tempo disastrata economia non può essere affrontata da una squadra di &#8216;pensionati&#8217; o &#8216;pensionandi&#8217;. Napolitano e Monti, in due, hanno più di un secolo e mezzo ed alcuni esponenti dell&#8217;esecutivo sono indiscutibilmente sospettabili di conflitto di interessi al pari dell&#8217;ex premier Berlusconi.</p>
<p>Il ricorso alla saggezza degli anziani è un valore importante per i popoli civili, ma la capacità di saper comprendere quando si è  in grado di affrontare e risolvere un problema è un dovere per chi governa.</p>
<p>La crisi strutturale del capitalismo e le trasformazioni profonde legate alla ricerca ed alla tecnologia impongono oggi leader in grado di distinguere un transistor da un chip.</p>
<p>La debolezza del nuovo governo Napolitano-Monti non si limita quindi alla forzatura imposta alle regole costituzionali, ma comprende anche il non possesso delle chiavi per interpretare la sfida del nuovo millennio.</p>
<p>Ben pochi hanno la volontà di aprire un dibattito di questo genere e chi lo fa preferisce ricorrere ad argomentazioni ideologiche piuttosto che denunciare l&#8217;assoluta  inadeguatezza dei protagonisti dell&#8217;operazione &#8216;salavare l&#8217;Italia&#8217;.</p>
<p>Si annuncia bufera e non si ha notizia di dove siano le scialuppe di salvataggio.</p>
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		<title>Italia in malora? La soluzione è licenziare</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 07:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[I disoccupati abbondano, non solo giovani come raccontano i media. Le tasche sono vuote, le tasse impazzano e le aziende chiudono. Ma si discute di articolo 18.
Il nostro è sempre più il Paese della follia. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/lavoro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28421" title="lavoro" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/lavoro-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a>I disoccupati abbondano, non solo giovani come raccontano i media. Le tasche sono vuote, le tasse impazzano e le aziende chiudono. Ma si discute di articolo 18.</p>
<p>Il nostro è sempre più il Paese della follia. La incapacità produttiva del sistema Italia è ormai evidente. Tutto sembra andare in malora rapidamente, come accade per quelle vecchie auto che dopo anni di onorato servizio e cure amorevoli si disfano nel giro di una settimana.</p>
<p>Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, vuole &#8216;riformare&#8217; il lavoro e quindi anche &#8216;sistemare&#8217; l&#8217;articolo 18, quello che rende più difficile licenziare.</p>
<p>I sindacati, che per anni hanno fatto finta di non vedere quello che stava accadendo, tra finti cococo, finti cocopro, truffe della formazione per il reinserimento nel mondo del lavoro, pasticci dei lavori &#8216;interinali&#8217;, sfruttamento in nero, totale assenza di un sistema di offerta del lavoro trasparente ed immune da raccomandazioni, adesso sono infuriati.</p>
<p>Confindustria, l&#8217;associazione di rappresentanze delle imprese (impegnate in questi anni non ad inventare nuovi prodotti, ma nuovi contratti capestro) non si oppone alle intenzioni del nuovo ministro.</p>
<p>Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, molto &#8216;cauto&#8217; durante il berlusconismo, con la defenestrazione del Cavaliere ha riscoperto la verve antigovernativa: &#8220;Questa storia di voler mettere mano all&#8217;articolo 18 proprio non la capisco. Sembra si voglia aizzare la gente alla protesta. Sono molto preoccupato per quello che sta accadendo, a 12 ore dall&#8217;approvazione della manovra già si aizza la gente su una materia così complessa. La precarietà è il frutto della flessibilità pagata male. L&#8217;esecutivo si deve rendere disponibile a pagare di più il lavoro flessibile&#8221;.</p>
<p>Susanna Camusso della Cgil non è da meno: &#8220;L&#8217;articolo 18 è una norma di civiltà. Questa norma dice che nessun  datore di lavoro può licenziare qualcuno perché gli sta antipatico, perché non ha opinioni, perché è iscritto a un sindacato o fa politica. E&#8217; importante che rimanga perché è un deterrente&#8221;.</p>
<p>Il ministro, però, non sembra affatto turbata dagli strali dei sindacati: &#8220;Rammarica e preoccupa la reazione dei sindacati. Sull&#8217;articolo 18 c&#8217;è il rischio di implicazioni per il Paese. Siamo pronti al dialogo, anche prima di gennaio, ma senza preclusioni&#8221;.</p>
<p>Ma le cose dette al ministro non sono piaciute: &#8220;Sono rimasta dispiaciuta e sorpresa per un linguaggio che pensavo appartenesse a un passato del quale non possiamo certo andare orgogliosi. La personalizzazione dell&#8217;attacco che non fa merito a chi lo ha condotto&#8221;.</p>
<p>Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha esternato anche lei: &#8220;Nessun tabù sull&#8217;articolo 18. La riforma del mercato del lavoro va affrontata con molta serietà, pragmatismo e senza ideologia&#8221;, ha detto. Poi la rappresentante degli imprenditori si è rivolta ai sindacati ed ha chiesto &#8220;grande spirito di collaborazione e atteggiamento costruttivo&#8221;.</p>
<p>Le parole della Marcegaglia arrivano dopo le parole della Fornero che ha annunciato la riforma del mercato del lavoro a cui il governo sta lavorando<br />
Stupita per la bagarre, Fornero ha replicato ai suoi detrattori: &#8220;Sono rimasta dispiaciuta e sorpresa per un linguaggio che pensavo appartenesse a un passato del quale non possiamo certo andare orgogliosi. La personalizzazione dell&#8217;attacco che non fa merito a chi lo ha condotto&#8221;.</p>
<p>In realtà il nuovo titolare del Lavoro non ha torto a spiacersi. Dopo anni di dichiarazioni sopra le righe dei ministri berlusconiani Sacconi e Brunetta e soprattutto dopo l&#8217;azione devastante del centro destra, Fornero fino ad ora non si è certo distinta per aggressività.</p>
<p>Per altro alcuni sindacati sono stati favorevoli a qualsiasi riforma, a prescindere, per cui oggi appare bislacco vedere chi firmava accordi separati sulle barricate.</p>
<p>E comunque, se così continuano le cose, alla fine ci sarà da chiedersi chi sarà rimasto da licenziare. Argomento sul quale nessuno è in grado di dire qualcosa di sensato.</p>
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		<title>Le operazioni &#8216;salva Italia&#8217; stanno mettendo in ginocchio i cittadini</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 07:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo Adusbef e Federconsumatori, con la suspestangata Monti e con le precedenti manovre Berlusconi ogni famiglia perderà 3.160 euro.
Le associazioni dei consumatori hanno calcolato che con la manovra del nuovo governo  le ricadute al 2014 ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/05/poverta_freccia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26333" title="poverta_freccia" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/05/poverta_freccia-300x275.jpg" alt="" width="300" height="275" /></a>Secondo Adusbef e Federconsumatori, con la suspestangata Monti e con le precedenti manovre Berlusconi ogni famiglia perderà 3.160 euro.</p>
<p>Le associazioni dei consumatori hanno calcolato che con la manovra del nuovo governo  le ricadute al 2014 saranno pari a 1.129 euro l&#8217;anno a famiglia. Se a questa cifra si sommano le misure prese fino a novembre dal governo Berlusconi, gli euro spariti salgono a 3.160.L&#8217;impatto sulla capacità di consumo sarà del 7,6 per cento annuo.</p>
<p>Gli esperti di Adusbef e Federconsumatori ritengono che a regime le conseguenze della manovra in via di approvazione saranno pari a 197 euro di tagli e 932 euro di imposte.</p>
<p>I tagli riguardano il mancato adeguamento dell&#8217;indicizzazione delle pensioni oltre 1.000 euro (34 euro l&#8217;anno) e quelli agli enti locali (163 euro l&#8217;anno).</p>
<p>Per quanto riguarda invece le imposte, dovrebbero esserci 270 euro da aumenti dell&#8217;Iva, 405 euro per l&#8217;Imu prima casa, 120 euro per le accise sulla benzina, 47 euro per il bollo sui depositi, 90 euro per l&#8217;addizionale regionale allo 0,3 per cento.</p>
<p>Il totale ammonta così a 1.129 euro l&#8217;anno, che salgono a 3.160 euro se si sommano le misure varate nel 2011 dal governo Berlusconi, che hanno ricadute per 2.031 euro.</p>
<p>Pesante sarà anche l&#8217;impatto sui consumi: nel 2014, una famiglia di tre persone con una retribuzione netta nel 2011 di circa 32mila euro registrerà a seguito delle varie manovre correttive una caduta nella capacità di consumo di circa il 7,6 per cento annuo.</p>
<p>Secondo le due associazioni, quindi, &#8220;una delle conseguenze di mancati interventi a sostegno del potere di acquisto delle famiglie con redditi medio-bassi (attraverso politiche fiscali e sostegni sociali) sarà quello di accentuare la recessione economica e le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza&#8221;.</p>
<p>In parole più semplici per &#8216;salvare l&#8217;Italia&#8217; si sacrificheranno migliaia di posti di lavoro, si distruggerà la classe media, si impoveriranno ancora di più le fasce sociali disagiate e, soprattutto, si darà un colpo quasi mortale al commercio.</p>
<p>Le conseguenze di trent&#8217;anni di malgoverno sono di certo responsabilità anche dei cittadini, che hanno scelto gruppi dirigenti inadeguati (se non corrotti), ma le conseguenze della insana gestione del patrimonio pubblico non può ricadere sempre sui soliti noti.</p>
<p>In questi anni alcuni personaggi si sono arricchiti in modo inaccettabile. Ci si domanda quando costoro pagheranno per i loro comportamenti.</p>
<p>Per esempio, quando si vedranno confiscate le liquidazioni e drasticamente tagliate le pensioni ai manager di Stato che per altro hanno portato alla rovina le aziende che guidavano?</p>
<p>Domanda da milioni di euro, nel vero senso della parola.</p>
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		<title>Al via la manovra che non risolve nulla</title>
		<link>http://www.inviatospeciale.com/2011/12/al-via-la-manovra-che-non-risolve-nulla/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 07:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Monti ed i suoi collaboratori varano l&#8217;operazione &#8216;Salva Italia&#8217;. Produrrà più danni che vantaggi ed annuncia l&#8217;arrivo di quella che un tempo si chiamava carestia e che colpiva solo i poveri.
Il nuovo governo in perfetto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/rubare-ai-poveri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28408" title="rubare ai poveri" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/rubare-ai-poveri-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Monti ed i suoi collaboratori varano l&#8217;operazione &#8216;Salva Italia&#8217;. Produrrà più danni che vantaggi ed annuncia l&#8217;arrivo di quella che un tempo si chiamava carestia e che colpiva solo i poveri.</p>
<p>Il nuovo governo in perfetto stile berlusconiano espropria il Parlamento e presenta il superdecrteto delle follie senza opzioni di miglioramento: ennesima fiducia, o prendere o lasciare.</p>
<p>E siccome si dovà prendere, perchè il &#8216;lasciare&#8217; significa il fallimento immediato, il nostro Paese di troverà nella situazione di chi si è assicurato il default differito.</p>
<p>Le misure, tra l&#8217;altro, prevedono il ritorno dell&#8217;Ici, che adesso si chiama Imu. Ci sarà una detrazione di 50 euro nel caso il proprietario dell&#8217;appartamento abbia un figlio convivente di non più di 26 anni. Che il ragazzo sia precario, disoccupato o titolare di una gioielleria non importa. Perchè andare troppo per il sottile?</p>
<p>Come non si va di fioretto sulle pensioni. Per il 2012 saranno indicizzate totalmente se di circa 1.400 euro. Per il 2013 invece saranno difese dall&#8217;infrazione solo quelle di circa  935 euro.</p>
<p>Per essere &#8216;equi&#8217; è stato previsto un contributo di solidarietà del 15 per cento per le pensioni oltre i 200 mila euro. Il prelievo è previsto per la parte eccedente i 200mila euro e varrà fino al 31 dicembre 2014. Insomma un cittadino ricco pagherà spiccioli o quasi, mentre chi a mala pena arriva alla fine del mese ci rimetterà quei 50 euro che fanno la differenza.</p>
<p>Poi ci sono le rendite catastali, il cui coefficiente si rivaluta a &#8217;80&#8242;.</p>
<p>Quindi i regali alle banche. Gli estratti conto annuali dei conti correnti bancari, di quelli postali e dei libretti di risparmio costeranno di più. Alle gabelle già applicate si aggiungeranno i 34,20 euro di una nuova tassa. L&#8217;imposta verrà rimossa dai cc inferiori ai 5000 euro, un meccanismo pensato per proteggere da prelievi i conti che verranno aperti per gestire le transazioni in formato elettronico. Negli altri casi l&#8217;imposta è di 100 euro.</p>
<p>Quindi c&#8217;è l&#8217;improbabile abolizione province. Un emendamento pervede che gli organi in carica delle province decadranno il 31 marzo 2013, mentre slitta dal 30 aprile al 31 dicembre 2012 il termine entro il quale le funzioni delle province dovranno essere trasferite ai Comuni o alle Regioni.</p>
<p>Peccato che l&#8217;articolo 114 della Costituzione reciti: &#8220;La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato&#8221;. Come si possa liquidare un organo rappresentativo con un decreto di legge è un mistero assoluto.</p>
<p>Per gli stipendi della pubblica amministrazione ci sarà un tetto massimo: il trattamento economico del primo presidente della Corte di Cassazione.</p>
<p>Inoltre, siccome c&#8217;è la crisi, come è ampiamente noto, e siccome commercianti ed artigiani sono tra quelli che se la vedono peggio per loro aumenteranno i contributi pensionistici: fino ad arrivare nel 2018 al 24 per cento. L&#8217;aumento è dell&#8217;1,3 per cento dal 2012 e dopo di 0,45 punti ogni anno fino appunto a raggiungere il 24 a regime. Il testo iniziale prevedeva un&#8217;aliquota del 22.</p>
<p>Sul piano delle corporazioni c&#8217;è il nulla di fatto. Rimangono tranquilli i soliti costosissimi taxi: &#8220;Il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea&#8221; viene escluso &#8220;dall&#8217;ambito di applicazione&#8221; dalle misure di liberalizzazione delle attività economiche previste dall&#8217;articolo 34 della manovra. Lo prevede un altro emendamento del governo.</p>
<p>Monti e colleghi, sebbene in molti abbiano obiettato che si tratta di una cosa impossibile da farsi, insistono col prelievo del 2 per cento sui soldi rientrati dall&#8217;estero. Finirà tutto nel nulla.</p>
<p>Interessante la &#8216;guerra delle farmacie&#8217;. L&#8217;esecutivo vuole permettere la vendita dei farmaci di fascia C nelle cosiddette parafarmacie. Federfarma è pronta alla serrata.</p>
<p>Prevista per i ricchi una imposte sugli immobili e le attività finanziarie detenute all&#8217;estero da cittadini italiani. Aria in gran parte fritta, perchè chi si diletta in queste cose sa come fare e quindi difficilmente sarà rintracciato. Mentre &#8216;l&#8217;onesto&#8217; si affretterà a vendere la casa ad una società appositamente costituita ed a scegliere la strada dell&#8217;evasione.</p>
<p>E per i Parlamentari? Si è scelta la singolare logica della media europea, nessuno sa perchè, visto che ogni Paese ha le sue logiche ed i suoi costi.</p>
<p>E siccome questa &#8216;media&#8217; sembra complicata da definire se ne dovranno occupare Camera e Senato. Avvieranno uno &#8216;studio&#8217; a gennaio, probabilmente sarà costituita una commissione, dovranno a lungo dibattere. Sarà interessante vedere come andrà a finire.</p>
<p>Di certo, comunque sia, sorridono i consigieri di circoscrizione. Per loro e per quelli delle Comunità montane rimangono i &#8216;gettoni&#8217; di presenza.</p>
<p>La titanica opera per salvare l&#8217;Italia non prevede neppure una parola sullo sviluppo e sulla rifondazione del sistema produttivo nazionale. Sarà per la prossima volta.</p>
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		<title>Torino: sesso, bugie e spedizioni punitive</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 07:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mesi e mesi di propaganda razzista  hanno prodotto nel capoluogo piemontese un episodio di estrema gravità. Una ragazza inventa uno stupro e decine di folli assaltano e devastano un campo romanì.
Nel 2011 una ragazza di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/rom-agressione-campo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28393" title="rom agressione campo" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/rom-agressione-campo-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></a>Mesi e mesi di propaganda razzista  hanno prodotto nel capoluogo piemontese un episodio di estrema gravità. Una ragazza inventa uno stupro e decine di folli assaltano e devastano un campo romanì.</p>
<p>Nel 2011 una ragazza di 16 anni si vergogna di aver fatto l&#8217;amore con un coetaneo ed inventa una frottola insieme al fratello per giustificarsi con la nonna, alla quale la giovane aveva giurato di arrivare illibata al matrimonio.</p>
<p>E nasce la balla: &#8220;Sono stati due zingari, sono loro che mi hanno violentato mentre tornavo a casa&#8221;.</p>
<p>Immediatamente la gente del quartiere, nutrita da anni di propaganza razzista, decide di organizzare una fiaccolata.  Ma per qualcuno appare troppo &#8216;poco&#8217;.</p>
<p>Così mentre i razzisti &#8216;moderati&#8217; sfilavano quelli &#8216;radicali&#8217; hanno deciso di passare a vie di fatto e dopo aver picchiato un romanì di passaggio si sono diretti verso un accampamento e l&#8217;hanno assaltato dando fuoco ad alcune baracche e sfasciando tutto quello che potevano.</p>
<p>I giustizieri del nulla erano circa cinquecento persone e secondo le forze dell&#8217;ordine potrebbero essere aderenti alle organizzazioni  ultras della Juventus.</p>
<p>Il nuovo ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri, dopo l&#8217;era Maroni, ha finalmente pronunciato parole chiare: &#8220;Non si fa giustizia da soli. E, nel caso dell&#8217;assalto al campo rom di Torino, è un&#8217;ingiustizia fatta da soli. Nulla, neppure la rabbia, l&#8217;emarginazione, i pregiudizi, possono giustificare episodi come quello che è successo sabato sera alle Vallette&#8221;. E poi ha aggiunto che non si deve tollerare: &#8220;Ogni azione violenta, giustizialista e razzista, in qualsiasi parte del Paese&#8221;. &#8220;Non può, non deve e non faremo passare l&#8217;idea &#8211; ha proseguito il ministro &#8211; che c&#8217;è qualcuno, o qualche gruppo, che sta al di sopra degli altri&#8221;.</p>
<p>Le indagini sembrano complicate. Poco prima del raid è circolato un volantino realizzato non si capisce a che titolo da uno dei gruppi di tifosi della Juventus. Il foglio con la scritta &#8220;Adesso basta, ripuliamo la Continassa&#8221; era stato infilato nelle buche delle lettere dei condomini della zona in cui risiede la famiglia dei due ragazzi bugiardi.</p>
<p>I carabinieri hanno arrestato due uomini per danneggiamento aggravato, ma questi ultimi non farebbero parte del tifo organizzato.</p>
<p>Intanto le organizzazioni per i diritti civili Gruppo EveryOne e Nazione Rom hanno denunciato presso il Parlamento e il Consiglio dell’Unione europea &#8220;l’azione violenta perpetrata da un corteo di intolleranti contro il campo Rom di zona Cascina Continassa, a Torino&#8221;.</p>
<p>Nel documento delle associazioni si legge ancora: &#8220;La maggior parte delle famiglie ha perduto durante l’aggressione, che ricorda i pogrom del passato, tutti i propri averi, nonchè l’unico riparo contro le intemperie e l’ostilità di parte della popolazione&#8221;.</p>
<p>La spedizione torinese è un segnale avvilente di degrado e mostra come le propaganda xenofoba e razzista abbia penetrato a fondo la società. Così come appare fuori dal tempo il pregiudizio sessista che impone ad una donna di non avere rapporti sessuali prima del matrimonio.</p>
<p>Il mix delle due cose, come si vede, è esplosivo.</p>
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		<title>Il gioco delle parti del vertice europeo</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 07:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Merkel e Sarkozy alla spallata finale per imporre la leadership dell&#8217;asse Berlino-Parigi. Ma Cameron annuncia battaglia. Tutti mostrano nervosismo, ma un accordo &#8216;minimo&#8221; potrebbe essere stato già scritto. In attesa di tempi migliori, per ora ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/europa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28384" title="europa" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/europa-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Merkel e Sarkozy alla spallata finale per imporre la leadership dell&#8217;asse Berlino-Parigi. Ma Cameron annuncia battaglia. Tutti mostrano nervosismo, ma un accordo &#8216;minimo&#8221; potrebbe essere stato già scritto. In attesa di tempi migliori, per ora c&#8217;è troppo da perdere.</p>
<p>In queste ore i capi dei Paesi che fanno parte dell&#8217;Unione europea dovrebbero decidere il futuro dell&#8217;Euro e dell&#8217;istituzione sovrannazionale.</p>
<p>Pur con marcate differenze tra loro il cancelliere tedesco Angela Merkel ed il presidente francese Nicholas Sarkozy vogliono imporre una &#8216;riforma dei Trattati&#8217; ed un nuovo sistema di vincoli di bilancio propedeutici per la formazione di un futuro sistema a due velocità. Parigi e soprattutto Berlino non pensano all&#8217;Europa, ma ai propri interessi nazionali.</p>
<p>Il cancelliere, però, continua a non capire che la sua linea di intransigenza ha indotto, a partire dalla vicenda greca, un gravissimo aumento dell&#8217;instabilità in tutta l&#8217;area dell&#8217;Euro e che i continui scossoni che coi suoi comportamenti impone alla moneta unica (e quindi dell&#8217;Unione) non stanno procurando danni solo ai &#8216;deboli&#8217; (Italia, Irlanda, Spagna, Portogallo e Grecia). L&#8217;epidemia, di questo passo, si potrebbe estendere anche alla sua &#8216;fortissima&#8217; Germania. Il default generale, poi, priverebbe in un sol colpo la Repubblica federale di quasi tutti i mercati più interessanti per la propria produzione industriale. C&#8217;è da scommettere che qualcuno più intelligente non mancherà di farglielo notare.</p>
<p>In questa situazione da presunta roulette russa si inserisce la posizione inglese, tanto per cambiare euroscettica. Il premier Cameron, con un Paese in guai seri e pressato dal suo partito e dai conservatori, ha annunciato di non voler accettare le condizioni di Parigi e Berlino per nessun motivo, facendo scrivere al New York Times che comunque vada il vertice, il Regno Unito rischia di uscirne sconfitto. &#8220;Se l’euro cade &#8211; ha sostenuto il quotidiano &#8211; la Gran Bretagna affonderà come gli altri. Ma se si riesce a realizzare una più stretta unità tra i 17 Paesi della zona euro, allora Londra rischia ancora di più di essere marginalizzata sulle decisioni che riguardano l’intero continente&#8221;.</p>
<p>Sarkozy, inoltre, dato per sicuro sconfitto alle elezioni presidenziali previste per il prossimo anno, per sperare di invertire i pronostici deve ottenere un successo almeno mediatico, visto che dal punto di vista finanziario la Francia è già iscritta al club dei candidati al fallimento. Per questo motivo ieri ha sostenuto con enfasi che &#8220;il rischio di esplosione dell&#8217;Ue rimarrà concreto fino a quando l&#8217;accordo di lunedì scorso tra Francia e Germania per un nuovo trattato Ue non diventerà effettivo&#8221;.</p>
<p>La realtà potrebbe però essere meno complicata del previsto. Un cedimento dell&#8217;Euro in questo momento non farebbe il gioco di nessuno, tantomeno della &#8216;speculazione&#8217; internazionale. Il problema al momento non è la fine della moneta unica, ma la definizione di un equilibrio temporaneo tra i diversi soggetti che stanno tentando di risolvere il caos della finanza mondiale.</p>
<p>Probabilmente con l&#8217;accordo (e la pressione) degli Usa, Germania e Francia hanno già disegnato uno scenario possibile ed il vertice di Bruxelles, drammatizzato quanto basta per offire alla fine all&#8217;opinione pubblica un happy end risotratore, renderà effettiva una mediazione che potrebbe essere già stata firmata in qualche segreta stanza nella quale la maggior parte dei presenti non era costituita da capi di governo, ma da banchieri e finanzieri. E forse anche da qualche killer in veste di suggeritore.</p>
<p>Le prossime settimane diranno quanto l&#8217;accordicchio di questi giorni riuscirà a reggere. Un fatto, infine, non deve essere dimenticato.</p>
<p>I cosidetti leader che oggi stanno mettendo mano alla crisi sembrano essere tutti in via di uscita dalla scena. Merkel da due anni perde tutte le elezioni intermedie nel suo Paese, Sarkozy è dato per sicuro sconfitto ed Obama ha dato così pessima prova di sè che potrebbe essere riconfermato solo se i conservatori riusciranno a far più pasticci di lui.</p>
<p>I destini del mondo, allora, sembrano essere sempre più saldamente nelle mani della gerontocrazia cinese, che non solo dispone di denari a palate, ma che sa anche saggiamente aspettare sul bordo del fiume il passaggio di chi si è fatto fuori da solo.</p>
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		<title>Pensionati nel freezer e frequenze in regalo</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 07:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[Monti spinge gli italiani verso la povertà per &#8216;salvare l&#8217;Italia&#8217; e non si accorge del maxi regalo regalo fatto dallo Stato a Berlusconi (e alla Rai). 16 milardi di euro in fumo.
Il professore che vuole ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/frequenze-tv.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-28374" title="frequenze tv" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/frequenze-tv.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Monti spinge gli italiani verso la povertà per &#8216;salvare l&#8217;Italia&#8217; e non si accorge del maxi regalo regalo fatto dallo Stato a Berlusconi (e alla Rai). 16 milardi di euro in fumo.</p>
<p>Il professore che vuole congelare le pensioni si è distratto e non si è accorto che nel 2009  L&#8217;Autorità garante per le Comunicazioni decise di &#8216;regalare&#8217; alle principali aziende televisive (Mediaset e Rai) le frequenze di trasmissione piuttosto che venderne i diritti di concessione come sarebbe stato logico fare.</p>
<p>In queste ore alcuni stanno cercando di far presente ai &#8216;tecnici&#8217; una stramberia pensata ben tre anni fa, ma sulla quale nessun &#8216;politico&#8217; ha mai voluto alzare più di tanto la voce.</p>
<p>Filippo Rossi, direttore de &#8216;il futurista&#8217;, di area finiana, ha spiegato: &#8220;Frequenze tv: il problema è economico ma non solo. È anche morale. Ed etico. E di buon senso. Mettetela così: tutti noi siamo proprietari di un “tesoro” da sedici miliardi di euro. Un tesoro vero, verissimo, non astratto. Sono frequenze (Mherz) ma nel mondo della comunicazione è come se fossero lingotti d&#8217;oro, come se fossero grano, come se fossero gioielli preziosi. Per intenderci, con quei sedici miliardi nella casse dello stato, il governo oggi potrebbe pensare seriamente a un grande piano per la crescita economica del paese. E invece niente&#8221;.<span id="more-28346"></span></p>
<p>Poi, Rossi ha ricordato un&#8217;altro dei tanti giochi di prestigio del centrodestra: &#8220;Il governo Berlusconi aveva preso una decisione tanto stupida quanto criminale: invece di metterlo in vendita aveva deciso di regalare (sì, regalare) quel tesoro ai più belli del reame, a chi avesse dimostrato di meritarselo. Nessuna contropartita, nessun esborso finanziario. Niente di niente. Sedici miliardi di euro (di tutti gli italiani) regalati a Rai e Mediaset &#8211; e a chi se no? &#8211; come se fossero bruscolini, come se fosse una mancia a un cameriere zelante. La verità è questa: il precedente governo ha provato a rubarci 16 miliardi di euro. Uno scippo in piena regola. Meglio: una truffa&#8221;</p>
<p>Anche il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, è infuriato: “No alla fiducia se non sarà possibile possibile introdurre nella manovra la vendita all’asta delle frequenze tv del digitale oltre a tagli consistenti alle spese militari, riducendo così la portata dell’intervento sulle pensioni”.</p>
<p>L&#8217;Fnsi, la Federazione nazionale della stampa, da parte sua ha affermato: “Al governo si chiede di avere il coraggio e la saggezza per cancellare i regali sulle frequenze tv facendone pagare il giusto valore in un’asta veramente aperta”.</p>
<p>Riemersi da un lungo sonno (non ristoratore) anche alcuni esponenti del Pd. Con passo felpato ben tre democratici hanno sentito il bisogno di intervenire sull&#8217;argomento.</p>
<p>Veltroni, l&#8217;ex segretario del partito che voleva il dialogo col Cavaliere, ha detto &#8216;pacatamente&#8217; che il nuovo governo &#8220;dovrebbe annullare l&#8217;asta sulle frequenze televisive e rifarla per reperire le risorse che servano a fronteggiare la correzione della deindicizzazione delle pensioni. Così si eviterebbe anche di regalare le frequenze a Rai e Mediaset&#8221;. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del partito ha aggiunto: &#8220;Penso che la manovra possa essere migliorata agendo sui grandi patrimoni, sulla dismissione dei beni dello stato e sulle frequenze televisive&#8221; e Paolo Gentiloni ha continuato: &#8220;Nessun ostacolo giuridico impedisce al governo di azzerare il beauty contest con il quale frequenze Tv di valore miliardario verrebbero regalate ai soliti noti&#8221;.</p>
<p>La questione è stata rimossa per anni e probabilmente tornerà nel dimenticatoio. Ma in Italia i misteri quando riguardano &#8216;Papi Silvio&#8217; non mancano mai.</p>
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		<title>L&#8217;amministratore delle Ferrovie svela l&#8217;Italia del futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 07:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un commento di Mario Moretti la sintesi della confusione che regna nel Paese e l&#8217;apologia di un modello liberista che ignora modernità, competitività e solidarietà e ricorda i tempi dei &#8216;padroni delle ferriere&#8217;.
A proposito ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/pendolari.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28365" title="pendolari" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/pendolari-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>In un commento di Mario Moretti la sintesi della confusione che regna nel Paese e l&#8217;apologia di un modello liberista che ignora modernità, competitività e solidarietà e ricorda i tempi dei &#8216;padroni delle ferriere&#8217;.</p>
<p>A proposito del nuovo orario di Trenitalia, all&#8217;Ad è stato chiesto: &#8220;Come mai da Bari a Roma ci sono pochi, pochissimi treni, peraltro a distanza di cinque-sei ore l&#8217;uno dall&#8217;altro?&#8221;.</p>
<p>Moretti invece di giustificare il diservizio ha risposto senza alcuna esitazione: &#8220;I Frecciargento sono treni di mercato, non ricevono alcuna sovvenzione pubblica. Quindi la frequenza e il numero di fermate le fa il mercato, ossia la domanda effettiva, reale e potenziale&#8221;.</p>
<p>Il Capo delle Ferrovie italiane, si scopre, ha inventato il &#8216;treno pubblico di mercato&#8217;, quello che va dove c&#8217;è chi paga ed ignora tutto il resto.</p>
<p>A Moretti, con tutta evidenza, nessuno ha spiegato che esiste il diritto alla mobilità, descritto con grande efficacia dall&#8217;articolo 16 della nostra Costituzione: &#8220;Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche&#8221;.</p>
<p>Insomma, non è il &#8216;mercato&#8217; a stabilire dove andare, ma la volontà dei cittadini. Quelle che si chiamavano Ferrovie dello Stato sono state costituite per trasportare proprio chi non dispone delle risorse sufficienti per comperarsi un&#8217;auto, prendere l&#8217;aereo, affittare un taxi.</p>
<p>Se fosse per Moretti tra le numerose riforme previste alla nostra Carta si dovrebbe al più presto emendare il testo dell&#8217;articolo 16 in questo modo: &#8220;Ogni cittadino può circolare a piedi e soggiornare liberamente&#8230;&#8221;.</p>
<p>Sempre più lo Stato dei cittadini, inteso come strumento gestito dai rappresentanti del popolo per garantire a tutti servizi a costi sostenibili, assistenza sanitaria, istruzione, decoro durante la vecchiaia, libertà civili e, naturalmente, orgoglio di appartenenza ad un comunità civile sta diventando una giungla, nella quale i sudditi del &#8216;mercato sovrano&#8217; debbono comprare quello che secondo il valvassore di turno produce reddito. Salvo, come è a tutti noto, lasciare speculatori ed evasori fiscali felici di nuotare come Paperon de&#8217; Paperoni in vasche piene di denaro guadagnato illecitamente.</p>
<p>L&#8217;Ad di Trenitalia, poi, crede che i supertreni costruiti coi soldi di tutti debbano essere belli e velocissimi (si fa per dire) sulla Milano-Roma per offrire confort ai manager e possano rimanere scomodi e sporchi sulle altre tratte perchè su quelle viaggiano i poveracci ed a pagare sono le Regioni.</p>
<p>Nel corso di questa crisi con sempre maggior vigore si sente parlare di &#8216;privatizzazioni&#8217;. Acquedotti, autobus urbani, servizi vari ai cittadini &#8211; secondo i sostenitori dello Stato leggero &#8211; debbono essere affidati ai &#8216;privati&#8217; e costare il &#8216;prezzo che richiede il mercato&#8217;, che poi altri non è se non il nuovo proprietario.</p>
<p>Eppure, a proposito dell&#8217;inefficienza del pubblico, negli ultimi trenta anni la lista lunga lista dei corrotti e dei corruttori contiene allo stesso tempo i nomi di politici e di imprenditori (privati) in cerca di affari facili e molto remunerativi.</p>
<p>La buona gestione delle imprese, pubbliche o private, è legata alla capacità e all&#8217;onestà di chi le amministra. Lo Stato ha il dovere di  sostenere i cittadini, in particolare quelli meno fortunati e di difenderne le proprietà, tra le quali ci sono i beni che adesso si vorrebbero vendere.</p>
<p>Certo, il debito italiano è immenso, ma l&#8217;attacco finanziario al nostro Paese rende visibile un fallimento che è già nei fatti da anni e che comprende il tradimento da parte di politici ed impreditori della fiducia dei cittadini.</p>
<p>Presto le ferrovie di Moretti saranno come le navi dell&#8217;inizio del Novecento, dove sui ponti ricchi signori giocavano a tennis sorseggiando champagne e sottocoperta miseri migranti combattevano con topi affamati quanto loro.</p>
<p>Eppure come erano belli i treni di una volta, lenti e rumorosi, con la terza classe e coi sedili di legno duro, ma dove il controllore fingeva di non vedere il migrante meridionale senza biglietto in viaggio per Torino alla ricerca di una vita da vivere.</p>
<p>Moretti e chi per lui li avrebbe fatti scendere.</p>
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		<title>Il pericolo pubblico numero uno? Angela Merkel</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 07:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si alzano i toni critici nei confronti della politica del cancelliere tedesco. Romano Prodi e Der Spiegel hanno cominciato. Quando faranno lo stesso i governi europei?
Secondo l&#8217;ex presidente del Consiglio italiano &#8220;la politica tedesca è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/angela-merkel.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28334" title="angela-merkel" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/angela-merkel-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Si alzano i toni critici nei confronti della politica del cancelliere tedesco. Romano Prodi e Der Spiegel hanno cominciato. Quando faranno lo stesso i governi europei?</p>
<p>Secondo l&#8217;ex presidente del Consiglio italiano &#8220;la politica tedesca è spesso di una durezza e irragionevolezza straordinaria&#8221;.</p>
<p>Ma se questo è l&#8217;assunto, per il  professore bolognese il resto del ragionamento non è meno caustico: &#8220;Si è rischiato di mettere in crisi l&#8217;euro, ma farlo non è nemmeno nell&#8217;interesse tedesco visti i dati della sua bilancia commerciale. La Germania deve usare se non la propria saggezza, almeno la propria convenienza, perchè qui si sta veramente giocando col fuoco&#8221;.</p>
<p>Prodi conosce bene l&#8217;Europa, tuttavia, ed ha capito bene il nodo della questione. Il fatto è che l&#8217;Unione è &#8220;completamente divisa, non ha in sè la forza per agire, anche se rimane la più grande forza economica del mondo&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Merkel &#8211; ha spiegato  il professore &#8211; non cambia linea di una virgola, non vuole nessuna forma di collaborazione, non vuole rimedi che potrebbero risolvere i problemi, ha aderito al Fondo salvastati all&#8217;ultimo minuto e a stento. Sul fronte della crisi greca, ad esempio, si è perso tempo, si doveva risolvere in fretta e in silenzio, si poteva risolvere in cinque minuti ed invece è diventata una tragedia. Da allora si è continuato con provvedimenti inferiori alle necessità e presi in ritardo&#8221;.</p>
<p>Fin qui il giudizio impietoso dell&#8217;ex presidente della Commissione europea sulla incapacità del cancelliere tedesco ad affrontare la situazione.</p>
<p>Nel capitolo &#8216;rimedi&#8217; Prodi la pensa come un gran numero di analisti: &#8220;O chiudiamo bottega o la Bce deve fare la Bce, ovvero diventare prestatore di ultima istanza. La Francia è favorevole, ma la Germania irremovibile. Un altro tema è quello degli eurobond&#8221;. E su questo l&#8217;ex premier ha aspiegato: &#8220;La situazione della California è più grave di quella della Grecia, ma nessuno pensa ad aggredirla perchè il debito degli Stati Uniti è difeso dalla massa critica. Il dollaro è un cane molto grosso. La Germania ha come bestia nera l&#8217;inflazione ma non aiuta per nulla il riequilibrio europeo&#8221;.</p>
<p>Ma nei riguardi del cancelliere della Repubblica federale anche la stampa tedesca comincia ad alzare la voce.</p>
<p>In un articolo dal titolo emblematico, &#8220;La cancelliera rovinosa&#8221;, sulla crisi della cosiddetta eurozona il prestigioso &#8216;Der Spiegel&#8217; ha scritto: &#8220;La chance per un salvataggio dell&#8217;euro sostenibile finanziariamente è andata sprecata. E colpevole è il cancelliere&#8221;. &#8220;Angela Merkel ci rovinerà tutti &#8211; ha continuato l&#8217;autore, Wolfgang Muenchau &#8211; perchè lei con la sua titubanza inasprisce la crisi. Adesso ha soltanto due opzioni politiche: la bancarotta o la rovina&#8221;.</p>
<p>Al settimanale è ben chiaro che le chiusure di Merkel, se continueranno, invece di tutelare gli interessi tedeschi produrrano il collasso dell&#8217;economia di quel Paese.</p>
<p>Ma sugli Eurobond il settimanale ha una posizione ancor più ottusa e protezionista di quella del cancelliere.  Il corsivista, infatti, sotiene che nel caso alla fine Merkel li accettera questi produrranno &#8220;una specie di conto corrente comune&#8221;, dove tutti garantiranno per tutti, ma tenendo comunque in piedi la struttura tradizionale dell&#8217;autonomia degli stati sovrani.</p>
<p>Secondo Muenchau, quindi, gli Eurobond produrrebbero comunque il fallimento dell&#8217;Euro. Tuttavia, ha aggiunto i notista, se Merkel rimarrà ferma nella sua opposizione ai titoli europei, l&#8217;euro crollerebbe comunque &#8220;nei prossimi due tre mesi&#8221;.</p>
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