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	<title>InviatoSpeciale &#187; politica</title>
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	<description>InviatoSpeciale è un giornale scritto insieme. Tutti possono inviare articoli, reportage, filmati, servizi fotografici, materiali di informazione. Noi li pubblicheremo.</description>
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		<title>L&#8217;Italia s&#8217;è persa le idee</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 07:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il professor Sartori in un articolo sul Corriere della Sera ha analizzato la crisi italiana e citato la &#8216;casta&#8217;. Ma in realtà il Paese è nelle mani di un&#8217;oligarchia, che è cosa ben diversa.
Il Belpaese ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/idea.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28435" title="idea" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/idea-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Il professor Sartori in un articolo sul Corriere della Sera ha analizzato la crisi italiana e citato la &#8216;casta&#8217;. Ma in realtà il Paese è nelle mani di un&#8217;oligarchia, che è cosa ben diversa.</p>
<p>Il Belpaese non è solo stato colpito, ma è anche affondato. L&#8217;operazione &#8216;Salvare l&#8217;Italia&#8217;, per nostra sfortuna, non servirà a nulla perchè le malattie che ci hanno afferrato richiedono ben altre misure da quelle varate e previste per il futuro dal governo Monti.</p>
<p>Non è complicato spiegare in poche righe quello che sta accadendo. Lo Stato non funziona ed assicura lavoro e servizi pessimi a costi impressionanti. Per pagarli non serve tagliare le spese, privatizzare ed aumentare le imposte, perchè la macchina produttiva nazionale si è bloccata da anni ed è ormai fuori servizio, per cui nessuna lotta all&#8217;evasione o prelievo di imposte genereranno la quantità di denaro indispensabile per tenere in piedi un meccanismo irrimediabilmente scassato. L&#8217;Italia è pessima, a qualsiasi straniero è chiaro, per questo fuori dai nostri confini nessuno crede ad una nostra ripresa. <span id="more-28434"></span></p>
<p>L&#8217;Europa, poi, non esiste più. E&#8217; una ex Unione monetaria, senza alcuna coesione politica e nella quale i bulli, anzi la bulletta tedesca, il cancelliere Merkel, urla, impone idee da dilettante della politica e rende di giorno in giorno la sistuazione sempre più insostenibile.</p>
<p>Uno scenario così difficile richiederebbe scelte radicali prima di tutto a Bruxelles ed alla Bce e poi nelle capitali dei Paesi che contavano alla fondazione della Comuinità: Roma, Parigi, Berlino. Invece nulla.</p>
<p>Sartori sul quotidiano milanese ha del tutto ignorato lo scenario complessivo e, barricatosi nell&#8217;orticello nazionale, ha affermato: &#8220;Forse esagero, ma è da cinquant’anni che dalla politica italiana non nasce una sola idea&#8221;.</p>
<p>Il professore argomenta la sua tesi per centrare tutto sulla mancanza del voto di preferenza. &#8220;Lo avevamo &#8211; ha scritto il politologo &#8211; ma a furor di popolo venne cancellato da due referendum. Non era un secolo fa, eppure ce ne siamo dimenticati. E ci siamo anche dimenticati perché non funzionò allora, e perché funzionerebbe ancora peggio se ripristinato. In passato la prassi costante, tra gli scrutatori dei seggi, era di controllare attentamente i voti di lista ma di consentire a sé stessi di aggiungere crocette di preferenza ai raccomandati del proprio partito. Oggi siamo più smaliziati. Così è ancora più sicuro che il votante non riuscirà quasi mai a eleggere chi voleva&#8221;.</p>
<p>La &#8220;prassi costante&#8221; del broglio evocata da Sartori è tutta da dimostrare, così come è verissimo che il votante non &#8220;riuscirà quasi mai a eleggere chi voleva&#8221;.</p>
<p>Per il professore il problema è che &#8220;da noi con una virulenza inedita che ci assegna tra i Paesi più corrotti al mondo (al 69° posto)&#8221; mancano anche &#8220;le controforze politiche, manca un vero pluralismo politico. Il fascismo ha favorito lo sviluppo di quelle che oggi ci siamo abituati a chiamare lobbies, ovvero corporazioni di interessi economici&#8221;.</p>
<p>Sartori, dimenticando le gabbie salariali, il sindacalismo &#8216;giallo&#8217;, lo sfruttamento massivo dei lavoratori e dei contadini, l&#8217;esistenza del latifondo, la violenza (anche sessuale) cui erano sottoposte le poche donne con un&#8217;occupazione, lo Statuto dei lavoratori (quasi del tutto liquidato) e confondendo epoche molto differenti tra loro ha continuato: &#8220;Dopodiché il dopoguerra ci ha restituito un sindacalismo largamente massimalista. Mentre nel 1959 i sindacati tedeschi ripudiavano a Bad Godesberg il sindacalismo rivoluzionario e da allora collaborano con le aziende, noi continuiamo il rito di inutili e dannosi scioperi. Il punto è, allora, che lo strapotere della nostra casta di politici di professione non si imbatte in vere controforze che lo combattono&#8221;.</p>
<p>Sartori, che non deve aver mai visto una &#8216;ferriera&#8217; del 1950 o un campo di pomodori pugliese nel 1960 ed al quale non è mai stata consegnata la paga giornaliera da un caporale, pensa che il Italia si continui col rito di &#8220;scioperi inutili&#8221; anzi &#8220;dannosi&#8221;, ma forse ignora che un salario già buono non supera i 1200 euro al mese (per i fortunatissimi), che i contratti &#8216;veri&#8217; sono diventati una rarità, che non si assume quasi più nessuno a tempo indeterminato, che le condizioni tra un tedesco ed un italiano sono talmente differenti &#8220;da almeno 50 anni&#8221; che se ad un nostro operaio si racconta come funziona l&#8217;organizzazione di una azienda &#8216;germanica&#8217; non ci crede.</p>
<p>Insomma, il professore che lamenta la mancanza di idee, sembra averne di suo molte, ma abbastanza confuse.</p>
<p>Il problema italiano è che, come dopo la caduta del fascismo e con la fine della guerra, il Paese è stato raso al suolo. Il fascismo lasciò le macerie di un sistema politico dittatoriale, corrotto ed antidemocratico, la Seconda Repubblica ed i ladri responsabili dello smantellamento della Prima hanno lasciato un Paese corrotto, antidemocratico e controllato da una oligarchia e non di una casta (a tenere le mani in pasta non ci sono solo i politici, ma anche industriali, giornalisti, crimine organizzato, ecc).<br />
La guerra, inoltre, ci aveva restituito un&#8217;Italia distrutta dalle fondamenta, mentre la crisi ci ha lasciato un Paese senza case e ponti demoliti, ma anche senza ricerca di rilievo, capacità di innovazione, infrastrutture moderne e soprattutto senza cultura diffusa della &#8216;modernità&#8217;.</p>
<p>Rifondare la Repubblica, allora, oggi richiede non un &#8216;meccanismo elettorale&#8217; nuovo, ma prima di tutto il riaffermarsi degli ideali, che i responsabili di questa rovina hanno prima definito &#8216;ideologie&#8217; e poi liquidato nel dimenticatoio (caso unico tra tutti i Paesi democratici del mondo).</p>
<p>Il nuovo millennio impone la definizione di un modello nuovo di società sul quale fondare l&#8217;economia planetaria e quella dei singoli stati. Che non sia un aggiornamento del pensiero liberale o di quello marxista (in tutte le loro sfumature), ma che piuttosto rappresenti un modo reale per riaffermare prima di tutto tre questioni di fondo: il rispetto assoluto per i diritti civili individuali e collettivi, l&#8217;eguaglianza sociale e la sconfitta definitiva della povertà e dello sfruttamento, la protezione dell&#8217;ambiente, delle specie viventi, del pianeta.</p>
<p>Sono queste le idee che mancano e sulle quali genereare le strategie per affrontare la crisi mondiale e quella italiana. La ripresa della crescita, da noi come altrove, è necessaria, ma per produrre cosa? E come? E per chi?</p>
<p>Se non si risponderà a queste domande l&#8217;operazione &#8216;Salvare l&#8217;Italia&#8217; non raggiungerà mai alcun obiettivo e la fine del 2012 ci vedrà piangere, dilaniati da un esercito di disoccupati e di poveri alla ricerca di qualche avanzo da rubare nei cassonetti dei quartieri residenziali delle città.</p>
<p>Uno scenario per nulla impossibile, ma del quale è ancora &#8216;vietato parlare&#8217;.</p>
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		<title>Super Giorgio in difesa di Super Mario</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 07:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Napolitano difende il governo Monti e si autoinveste sovrano pro tempore di un Paese ben oltre la follia.
Secondo il capo dello Stato &#8220;bisognava evitare uno scontro elettorale devastante. Ma non c&#8217;è stato tradimento della volontà ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/Monti-Napolitano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28428" title="Monti-Napolitano" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/Monti-Napolitano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Napolitano difende il governo Monti e si autoinveste sovrano pro tempore di un Paese ben oltre la follia.</p>
<p>Secondo il capo dello Stato &#8220;bisognava evitare uno scontro elettorale devastante. Ma non c&#8217;è stato tradimento della volontà popolare&#8221;.</p>
<p>Ogni frase, estrapolata dal contesto, induce colpevoli defromazioni, ma nelle parole del presidente una affermazione appare evidente al di là di ogni ragionevole dubbio: &#8220;Bisognava evitare uno scontro elettorale devastante&#8221;.</p>
<p>Il vecchio cuore togliattiano batte ancora nel petto del migliorista di un tempo e così la &#8216;pedagogia rivoluzionaria stalinista&#8217; ha colpito ancora, inducendo un uomo solo ad assumersi il compito di stabilire cosa fosse giusto per un popolo intero.</p>
<p>Napolitano ha insistito nella sua tesi &#8216;monarchica&#8217; difendendo la nomina del governo dei tecnici: &#8220;E&#8217; una leggerezza dire che la democrazia è stata sospesa. Con il governo Monti non c&#8217;è stato alcuno strappo costituzionale&#8221;. Per il presidente &#8220;la lunga, irriducibile contrapposizione, al limite dell&#8217;incomunicabilità&#8221; che divideva il centro destra ed il centro sinistra &#8220;ha reso impraticabile ogni ipotesi di larga coalizione di governo come il presidente incaricato ha potuto ben presto constatare&#8221;.</p>
<p>Per il Capo dello Stato &#8220;la fiducia accordata al governo Monti è avvenuta perchè occorreva scongiurare in una fase così critica una paralisi dell&#8217;attività di governo e parlamentare e uno scontro elettorale devastante&#8221;. Quindi ha aggiunto: &#8220;Non mi risulta che ci sia stato un tradimento della volontà popolare. La data limite per il ritorno alle elezioni, in Italia, è già segnata dal termine naturale della legislatura&#8221;.</p>
<p>Napolitano infine ha per l&#8217;ennesima volta tessuto le lodi delle &#8216;formule magiche&#8217; escogitate dal suo governo dei tecnici: &#8220;L&#8217;ampiezza e la continuità dello sforzo appena avviato, prova di un condiviso senso di responsabilità&#8221; delle forze politiche, &#8220;è ciò che più rafforza e può rafforzare la credibilità dell&#8217;Italia&#8221;.&#8221;L&#8217;ampio sostengo al governo &#8211; ha sottolineato &#8211; rafforza il Paese&#8221;. &#8220;La strada è in salita, ma l&#8217;Italia può farcela&#8221;.</p>
<p>Al presidente, forse sfuggono non poche cose. Sebbene Berlusconi ed il centro destra avessero portato il Paese sull&#8217;orlo (e forse anche oltre) del baratro e che la speculazione internazionale si accanisse contro l&#8217;Italia, il ruolo del Presidente della Repubblica non è quello di scegliere la strada a suo parere più opportuna per il governo del Paese. Come chiarisce la Costituzione, il Capo dello Stato ha il solo compito di nominare dopo opportune consultazioni il presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri ed infine accogliere il giuramento del governo e le eventuali dimissioni.</p>
<p>Insomma, il presidente ha un ruolo di garanzia e non di indirizzo politico. Evitare quello che a suo giudizio potrebbe essere uno &#8220;scontro elettorale devastante&#8221; non rientra nelle prerogative dell&#8217;inquilino del Quirinale, così come non è prevista in nessuna democrazia compiuta la necessità di formare &#8220;larghe coalizioni di governo&#8221;, che tradotto in linguaggio semplice vuol dire &#8216;tutti insieme appassionatamente&#8217;, a prescindere dal fatto che i partiti chiamati all&#8217;unità forzosa abbiano in modo evidente ideali e scopi del tutto inconciliabili tra loro.</p>
<p>L&#8217;operazione Monti voluta da Napolitano sta mostrando la sua debolezza non solo perchè al di fuori della prassi costituzionale, ma anche per un altro motivo.</p>
<p>La crisi finanziaria mondiale che sta distruggendo quel che resta della nostra da tempo disastrata economia non può essere affrontata da una squadra di &#8216;pensionati&#8217; o &#8216;pensionandi&#8217;. Napolitano e Monti, in due, hanno più di un secolo e mezzo ed alcuni esponenti dell&#8217;esecutivo sono indiscutibilmente sospettabili di conflitto di interessi al pari dell&#8217;ex premier Berlusconi.</p>
<p>Il ricorso alla saggezza degli anziani è un valore importante per i popoli civili, ma la capacità di saper comprendere quando si è  in grado di affrontare e risolvere un problema è un dovere per chi governa.</p>
<p>La crisi strutturale del capitalismo e le trasformazioni profonde legate alla ricerca ed alla tecnologia impongono oggi leader in grado di distinguere un transistor da un chip.</p>
<p>La debolezza del nuovo governo Napolitano-Monti non si limita quindi alla forzatura imposta alle regole costituzionali, ma comprende anche il non possesso delle chiavi per interpretare la sfida del nuovo millennio.</p>
<p>Ben pochi hanno la volontà di aprire un dibattito di questo genere e chi lo fa preferisce ricorrere ad argomentazioni ideologiche piuttosto che denunciare l&#8217;assoluta  inadeguatezza dei protagonisti dell&#8217;operazione &#8216;salavare l&#8217;Italia&#8217;.</p>
<p>Si annuncia bufera e non si ha notizia di dove siano le scialuppe di salvataggio.</p>
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		<title>Italia in malora? La soluzione è licenziare</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 07:00:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I disoccupati abbondano, non solo giovani come raccontano i media. Le tasche sono vuote, le tasse impazzano e le aziende chiudono. Ma si discute di articolo 18.
Il nostro è sempre più il Paese della follia. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/lavoro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28421" title="lavoro" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/lavoro-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a>I disoccupati abbondano, non solo giovani come raccontano i media. Le tasche sono vuote, le tasse impazzano e le aziende chiudono. Ma si discute di articolo 18.</p>
<p>Il nostro è sempre più il Paese della follia. La incapacità produttiva del sistema Italia è ormai evidente. Tutto sembra andare in malora rapidamente, come accade per quelle vecchie auto che dopo anni di onorato servizio e cure amorevoli si disfano nel giro di una settimana.</p>
<p>Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, vuole &#8216;riformare&#8217; il lavoro e quindi anche &#8216;sistemare&#8217; l&#8217;articolo 18, quello che rende più difficile licenziare.</p>
<p>I sindacati, che per anni hanno fatto finta di non vedere quello che stava accadendo, tra finti cococo, finti cocopro, truffe della formazione per il reinserimento nel mondo del lavoro, pasticci dei lavori &#8216;interinali&#8217;, sfruttamento in nero, totale assenza di un sistema di offerta del lavoro trasparente ed immune da raccomandazioni, adesso sono infuriati.</p>
<p>Confindustria, l&#8217;associazione di rappresentanze delle imprese (impegnate in questi anni non ad inventare nuovi prodotti, ma nuovi contratti capestro) non si oppone alle intenzioni del nuovo ministro.</p>
<p>Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, molto &#8216;cauto&#8217; durante il berlusconismo, con la defenestrazione del Cavaliere ha riscoperto la verve antigovernativa: &#8220;Questa storia di voler mettere mano all&#8217;articolo 18 proprio non la capisco. Sembra si voglia aizzare la gente alla protesta. Sono molto preoccupato per quello che sta accadendo, a 12 ore dall&#8217;approvazione della manovra già si aizza la gente su una materia così complessa. La precarietà è il frutto della flessibilità pagata male. L&#8217;esecutivo si deve rendere disponibile a pagare di più il lavoro flessibile&#8221;.</p>
<p>Susanna Camusso della Cgil non è da meno: &#8220;L&#8217;articolo 18 è una norma di civiltà. Questa norma dice che nessun  datore di lavoro può licenziare qualcuno perché gli sta antipatico, perché non ha opinioni, perché è iscritto a un sindacato o fa politica. E&#8217; importante che rimanga perché è un deterrente&#8221;.</p>
<p>Il ministro, però, non sembra affatto turbata dagli strali dei sindacati: &#8220;Rammarica e preoccupa la reazione dei sindacati. Sull&#8217;articolo 18 c&#8217;è il rischio di implicazioni per il Paese. Siamo pronti al dialogo, anche prima di gennaio, ma senza preclusioni&#8221;.</p>
<p>Ma le cose dette al ministro non sono piaciute: &#8220;Sono rimasta dispiaciuta e sorpresa per un linguaggio che pensavo appartenesse a un passato del quale non possiamo certo andare orgogliosi. La personalizzazione dell&#8217;attacco che non fa merito a chi lo ha condotto&#8221;.</p>
<p>Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha esternato anche lei: &#8220;Nessun tabù sull&#8217;articolo 18. La riforma del mercato del lavoro va affrontata con molta serietà, pragmatismo e senza ideologia&#8221;, ha detto. Poi la rappresentante degli imprenditori si è rivolta ai sindacati ed ha chiesto &#8220;grande spirito di collaborazione e atteggiamento costruttivo&#8221;.</p>
<p>Le parole della Marcegaglia arrivano dopo le parole della Fornero che ha annunciato la riforma del mercato del lavoro a cui il governo sta lavorando<br />
Stupita per la bagarre, Fornero ha replicato ai suoi detrattori: &#8220;Sono rimasta dispiaciuta e sorpresa per un linguaggio che pensavo appartenesse a un passato del quale non possiamo certo andare orgogliosi. La personalizzazione dell&#8217;attacco che non fa merito a chi lo ha condotto&#8221;.</p>
<p>In realtà il nuovo titolare del Lavoro non ha torto a spiacersi. Dopo anni di dichiarazioni sopra le righe dei ministri berlusconiani Sacconi e Brunetta e soprattutto dopo l&#8217;azione devastante del centro destra, Fornero fino ad ora non si è certo distinta per aggressività.</p>
<p>Per altro alcuni sindacati sono stati favorevoli a qualsiasi riforma, a prescindere, per cui oggi appare bislacco vedere chi firmava accordi separati sulle barricate.</p>
<p>E comunque, se così continuano le cose, alla fine ci sarà da chiedersi chi sarà rimasto da licenziare. Argomento sul quale nessuno è in grado di dire qualcosa di sensato.</p>
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		<title>Cgil, l&#8217;ultima opposizione</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 07:00:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8221;ex sindacato &#8216;rosso&#8217; dopo anni di letargo critica il governo dei professori. Camusso avverte: &#8220;In piazza anche a Natale&#8221;. Non è mai troppo tardi.
Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha le idee chiare sul ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2010/06/cgil2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19230" title="cgil2" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2010/06/cgil2-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a>L&#8221;ex sindacato &#8216;rosso&#8217; dopo anni di letargo critica il governo dei professori. Camusso avverte: &#8220;In piazza anche a Natale&#8221;. Non è mai troppo tardi.</p>
<p>Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha le idee chiare sul governo Napolitano-Monti: &#8220;Bisogna cambiare strategia per dare un futuro al Paese&#8221; perchè &#8220;non ci sono salvatori della patria con ricette giuste&#8221;.</p>
<p>La sindacalista è intervenuta ieri al presidio permanente dei lavoratori del pubblico impiego in sciopero davanti alla Camera, a Roma ed ha avvertito: &#8220;Continueremo il presidio durante l’approvazione della manovra. Il 24 saremo in piazza, non per rovinare il Natale a qualcuno, ma perchè per i lavoratori colpiti dalla manovra non sarà un Natale sereno&#8221;.</p>
<p>Poi Camusso ha aggiunto: &#8220;Si guardi a questa piazza e si cancelli la parola fannulloni, questa è l&#8217;Italia che lavora. Fannulloni sono quelli che, negli anni, ci hanno portato fino a qui [...]. Questa manovra è insopportabile&#8221;.<span id="more-28418"></span></p>
<p>Piazza Montecitorio era piena di manifestanti. Non solo della Cgil, ma anche di Cisl, Uil e Ugl, che fino a poche settimane fa non sembravano particolarmente ostili all&#8217;attività del governo Berlusconi,</p>
<p>Tra i lavoratori si notavano quelli della sanità e della scuola. Sui cartelli si leggeve: &#8220;Più equità nella manovra&#8221;, &#8220;Per salvare l’Italia bisogna salvare i servizi pubblici&#8221;.</p>
<p>Massimo Cozza, segretario Fp Medici della Cgil, ha detto: &#8220;L’esito di questa manovra sarà quello di avere medici sempre più anziani e turni di lavoro notturni sempre più massacranti, senza prospettive per migliaia di giovani e precari. Così si strangola il servizio sanitario nazionale. Un terzo dei medici del servizio sanitario nazionale ha già tra i 55 e i 65 anni, solo un medico su dieci ha tra i 40 e i 50 anni&#8221;.</p>
<p>Lorenzo Mazzoli, della Fp Cgil del Lazio, ha aggiunto: &#8220;La manovra deve cambiare disegno perchè continua a chiedere sacrifici a chi ha già dato tanto in questi anni e in molti casi non è più in grado di dare&#8221;. «</p>
<p>Rossana Dettori, segretario generale della Fp Cgil, infine ha dichiarato:  &#8220;Scioperiamo non solo per le pensioni e per il contratto nazionale, ma affinchè i servizi pubblici non vengano smantellati, perchè i servizi pubblici non sono differenti dai lavoratori&#8221;.</p>
<p>Le &#8216;nuove&#8217; posizioni della Cgil sono del tutto condivisibili, salvo che non si capisce dove fosse negli ultimi quindici anni il sindacato oggi guidato da Camusso. E soprattutto cosa abbia fatto per evitare che il mondo del lavoro italiano diventasse il Far West dei &#8216;contratti atipici&#8217;, ovvero il paradiso dello sfruttamento.</p>
<p>Ma l&#8217;Italia rimane pur sempre il Paese dei misteri insoluti.</p>
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		<title>I combattenti padani</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 07:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Lega si scopre improvvisamente partito di lotta. Dopo anni di amorevoli intese con Berlusconi e di dolci serate romane è ripartita la demagogia celodurista.
Il partito del Senatùr ha deciso di non guardare più in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2008/10/padania.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2911" title="padania" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2008/10/padania.jpg" alt="" width="220" height="154" /></a>La Lega si scopre improvvisamente partito di lotta. Dopo anni di amorevoli intese con Berlusconi e di dolci serate romane è ripartita la demagogia celodurista.</p>
<p>Il partito del Senatùr ha deciso di non guardare più in faccia a nessuno. Salvo che &#8216;al trota&#8217;, naturalmente,  Renzo, il figlio del lìder maximo sempre più spesso al fianco del padre nelle manifestazioni pubbliche e nonostante le numerose boocciature gli esami di maturità premiato con l&#8217;elezione a consigliere lombardo, la stessa Regione che dà da vivere alla ex igienista dentale Nicole Minetti.</p>
<p>I senatori del Carroccio, dopo aver votato leggi al personam, contribuito alla devastazione del bilancio dello Stato, imposto inutili &#8216;sedi distaccate&#8217; di ministeri in &#8216;padania&#8217; (con relativi affitti),voluto &#8216;ronde&#8217; mai viste in realtà (altri soldi al vento), essersi convinti che Rubi era la nipotina spaurita dell&#8217;ex presidente egiziano Mubarak ed aver difeso &#8216;Papi Silvio&#8217; in tutti i modi possibili, ieri hanno scatenato una bagarre surreale a Palazzo Madama contro la manovra proposta dal governo innalzando cartelli con la scritta &#8216;Basta tasse&#8217;.</p>
<p>Un paio di giorni fa Bossi aveva annunciato il possibile conio della moneta padana e l&#8217;aggancio di quella che a suo parere è &#8216;terra celtica&#8217; alla Germania.</p>
<p>Come se al governo del Paese negli ultimi anni ci fossero stati i marziani, i leghisti sono stati colti da amnesia ed hanno deciso di dissotterrare l&#8217;ascia di guerra.</p>
<p>Durissima la lotta del Carroccio al &#8216;governo delle banche&#8217;. In una inchiesta dell&#8217;Espresso, rilanciata da &#8216;Liberacittadinanza&#8217; l&#8217;anno scorso si leggeve: &#8220;I suoi uomini (di Bossi) sono saldamente piazzati nelle fondazioni che controllano le più importanti banche del Piemonte e del Lombardo-Veneto. LOMBARDIA: rispondono direttamente a Giancarlo Giorgetti e Roberto Maroni: Massimo Ponzellini (Popolare di Milano); Luca Galli (Fondazione Cariplo); Rocco Corigliano (Fondazione Cariplo); Marcello Sala (Intesa Sanpaolo). PIEMONTE: è Calderoli a comandare, la cui consorte Gianna Gancia, presidente della provincia di Cuneo ha piazzato una sua collaboratrice, Giovanna Tealdi, nel Consiglio generale della Fondazione Caricuneo, socia dell&#8217;importante gruppo Ubi Banca. Rispondono direttamente a Roberto Calderoli e Roberto Cota: Giovanna Tealdi (Fondazione Cr Cuneo); Giovanni Quaglia (Fondazione Crt Torino); Domenico De Angelis (Popolare Novara). VENETO: sono il governatore Zaia e l&#8217;ambizioso Flavio Tosi a farla da padrone sulle nomine nel Consiglio di amministrazione della Fondazione Cariverona, che ha quasi il 5 per cento di Unicredit e che ha avuto un ruolo di punta nella cacciata di Profumo, tanto da aver suscitato i malumori dei loro compagni di merende lumbard che l&#8217;hanno presa come un&#8217;invasione di campo. Rispondono direttamente a Luca Zaia e Flavio Tosi: Amedeo Piva (Fed. Bcc Veneto); Giovanni Maccagnani (Fondazione Cariverona); Cesare Locatelli (Fondazione Cariverona); Damiano Monaldi (Fondazione Cariverona); Giuliano Lunardi (Fondazione Cariverona); Serena Todescato Serblin (Fondazione Cariverona); Michele Romano (Fondazione Cariverona); Paolo Richelli (Fondazione Cariverona); Claudio Ronco (Fondazione Cariverona); Sergio Genovesi (Fondazione Cariverona)&#8221;.</p>
<p>Calderoli, l&#8217;ideatore della legge elettorale da lui stessa definita &#8216;porcellum&#8217;, avrebbe detto: &#8220;La Lega taglia la casta&#8221;. C&#8217;è da chiedersi a questo punto se tutti i personaggi vicini al suo partito che sono finiti in consigli di amministrazione, posti di responsabilità, direzioni generali, ecc si siano già dimessi in massa.<br />
Insomma, la politica italiana non solo è ormai incapace di governare, tanto da aver dovuto accettare un governo del presidente della Repubblica (fatto irrituale) guidato da un &#8216;tecnico&#8217; nominato senatore a vita poche ore prima di ricevere l&#8217;incarico, ma riesce ad inventare un partito di opposizione (al momento l&#8217;unico in Parlamento) che pensa alla moneta padana e fa finta di non essere stato il pilastro sul quale si è fondato il centro destra.</p>
<p>Se la manovra del nuovo governo tecnico con ogni probabilità peggiorerà nel tempo medio la situazione, non c&#8217;è da fidarsi dei partiti. Almeno fino a quando ci sarà chi, come il Carroccio, è capace di operazioni di trasformismo senza precedenti ed i cittadini non troveranno il coraggio di denuciare l&#8217;immoralità di pratiche così smaccatanente demagogiche.</p>
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		<title>Al via la manovra che non risolve nulla</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 07:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Monti ed i suoi collaboratori varano l&#8217;operazione &#8216;Salva Italia&#8217;. Produrrà più danni che vantaggi ed annuncia l&#8217;arrivo di quella che un tempo si chiamava carestia e che colpiva solo i poveri.
Il nuovo governo in perfetto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/rubare-ai-poveri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28408" title="rubare ai poveri" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/rubare-ai-poveri-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Monti ed i suoi collaboratori varano l&#8217;operazione &#8216;Salva Italia&#8217;. Produrrà più danni che vantaggi ed annuncia l&#8217;arrivo di quella che un tempo si chiamava carestia e che colpiva solo i poveri.</p>
<p>Il nuovo governo in perfetto stile berlusconiano espropria il Parlamento e presenta il superdecrteto delle follie senza opzioni di miglioramento: ennesima fiducia, o prendere o lasciare.</p>
<p>E siccome si dovà prendere, perchè il &#8216;lasciare&#8217; significa il fallimento immediato, il nostro Paese di troverà nella situazione di chi si è assicurato il default differito.</p>
<p>Le misure, tra l&#8217;altro, prevedono il ritorno dell&#8217;Ici, che adesso si chiama Imu. Ci sarà una detrazione di 50 euro nel caso il proprietario dell&#8217;appartamento abbia un figlio convivente di non più di 26 anni. Che il ragazzo sia precario, disoccupato o titolare di una gioielleria non importa. Perchè andare troppo per il sottile?</p>
<p>Come non si va di fioretto sulle pensioni. Per il 2012 saranno indicizzate totalmente se di circa 1.400 euro. Per il 2013 invece saranno difese dall&#8217;infrazione solo quelle di circa  935 euro.</p>
<p>Per essere &#8216;equi&#8217; è stato previsto un contributo di solidarietà del 15 per cento per le pensioni oltre i 200 mila euro. Il prelievo è previsto per la parte eccedente i 200mila euro e varrà fino al 31 dicembre 2014. Insomma un cittadino ricco pagherà spiccioli o quasi, mentre chi a mala pena arriva alla fine del mese ci rimetterà quei 50 euro che fanno la differenza.</p>
<p>Poi ci sono le rendite catastali, il cui coefficiente si rivaluta a &#8217;80&#8242;.</p>
<p>Quindi i regali alle banche. Gli estratti conto annuali dei conti correnti bancari, di quelli postali e dei libretti di risparmio costeranno di più. Alle gabelle già applicate si aggiungeranno i 34,20 euro di una nuova tassa. L&#8217;imposta verrà rimossa dai cc inferiori ai 5000 euro, un meccanismo pensato per proteggere da prelievi i conti che verranno aperti per gestire le transazioni in formato elettronico. Negli altri casi l&#8217;imposta è di 100 euro.</p>
<p>Quindi c&#8217;è l&#8217;improbabile abolizione province. Un emendamento pervede che gli organi in carica delle province decadranno il 31 marzo 2013, mentre slitta dal 30 aprile al 31 dicembre 2012 il termine entro il quale le funzioni delle province dovranno essere trasferite ai Comuni o alle Regioni.</p>
<p>Peccato che l&#8217;articolo 114 della Costituzione reciti: &#8220;La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato&#8221;. Come si possa liquidare un organo rappresentativo con un decreto di legge è un mistero assoluto.</p>
<p>Per gli stipendi della pubblica amministrazione ci sarà un tetto massimo: il trattamento economico del primo presidente della Corte di Cassazione.</p>
<p>Inoltre, siccome c&#8217;è la crisi, come è ampiamente noto, e siccome commercianti ed artigiani sono tra quelli che se la vedono peggio per loro aumenteranno i contributi pensionistici: fino ad arrivare nel 2018 al 24 per cento. L&#8217;aumento è dell&#8217;1,3 per cento dal 2012 e dopo di 0,45 punti ogni anno fino appunto a raggiungere il 24 a regime. Il testo iniziale prevedeva un&#8217;aliquota del 22.</p>
<p>Sul piano delle corporazioni c&#8217;è il nulla di fatto. Rimangono tranquilli i soliti costosissimi taxi: &#8220;Il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea&#8221; viene escluso &#8220;dall&#8217;ambito di applicazione&#8221; dalle misure di liberalizzazione delle attività economiche previste dall&#8217;articolo 34 della manovra. Lo prevede un altro emendamento del governo.</p>
<p>Monti e colleghi, sebbene in molti abbiano obiettato che si tratta di una cosa impossibile da farsi, insistono col prelievo del 2 per cento sui soldi rientrati dall&#8217;estero. Finirà tutto nel nulla.</p>
<p>Interessante la &#8216;guerra delle farmacie&#8217;. L&#8217;esecutivo vuole permettere la vendita dei farmaci di fascia C nelle cosiddette parafarmacie. Federfarma è pronta alla serrata.</p>
<p>Prevista per i ricchi una imposte sugli immobili e le attività finanziarie detenute all&#8217;estero da cittadini italiani. Aria in gran parte fritta, perchè chi si diletta in queste cose sa come fare e quindi difficilmente sarà rintracciato. Mentre &#8216;l&#8217;onesto&#8217; si affretterà a vendere la casa ad una società appositamente costituita ed a scegliere la strada dell&#8217;evasione.</p>
<p>E per i Parlamentari? Si è scelta la singolare logica della media europea, nessuno sa perchè, visto che ogni Paese ha le sue logiche ed i suoi costi.</p>
<p>E siccome questa &#8216;media&#8217; sembra complicata da definire se ne dovranno occupare Camera e Senato. Avvieranno uno &#8216;studio&#8217; a gennaio, probabilmente sarà costituita una commissione, dovranno a lungo dibattere. Sarà interessante vedere come andrà a finire.</p>
<p>Di certo, comunque sia, sorridono i consigieri di circoscrizione. Per loro e per quelli delle Comunità montane rimangono i &#8216;gettoni&#8217; di presenza.</p>
<p>La titanica opera per salvare l&#8217;Italia non prevede neppure una parola sullo sviluppo e sulla rifondazione del sistema produttivo nazionale. Sarà per la prossima volta.</p>
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		<title>Il gioco delle parti del vertice europeo</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 07:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Merkel e Sarkozy alla spallata finale per imporre la leadership dell&#8217;asse Berlino-Parigi. Ma Cameron annuncia battaglia. Tutti mostrano nervosismo, ma un accordo &#8216;minimo&#8221; potrebbe essere stato già scritto. In attesa di tempi migliori, per ora ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/europa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28384" title="europa" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/europa-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Merkel e Sarkozy alla spallata finale per imporre la leadership dell&#8217;asse Berlino-Parigi. Ma Cameron annuncia battaglia. Tutti mostrano nervosismo, ma un accordo &#8216;minimo&#8221; potrebbe essere stato già scritto. In attesa di tempi migliori, per ora c&#8217;è troppo da perdere.</p>
<p>In queste ore i capi dei Paesi che fanno parte dell&#8217;Unione europea dovrebbero decidere il futuro dell&#8217;Euro e dell&#8217;istituzione sovrannazionale.</p>
<p>Pur con marcate differenze tra loro il cancelliere tedesco Angela Merkel ed il presidente francese Nicholas Sarkozy vogliono imporre una &#8216;riforma dei Trattati&#8217; ed un nuovo sistema di vincoli di bilancio propedeutici per la formazione di un futuro sistema a due velocità. Parigi e soprattutto Berlino non pensano all&#8217;Europa, ma ai propri interessi nazionali.</p>
<p>Il cancelliere, però, continua a non capire che la sua linea di intransigenza ha indotto, a partire dalla vicenda greca, un gravissimo aumento dell&#8217;instabilità in tutta l&#8217;area dell&#8217;Euro e che i continui scossoni che coi suoi comportamenti impone alla moneta unica (e quindi dell&#8217;Unione) non stanno procurando danni solo ai &#8216;deboli&#8217; (Italia, Irlanda, Spagna, Portogallo e Grecia). L&#8217;epidemia, di questo passo, si potrebbe estendere anche alla sua &#8216;fortissima&#8217; Germania. Il default generale, poi, priverebbe in un sol colpo la Repubblica federale di quasi tutti i mercati più interessanti per la propria produzione industriale. C&#8217;è da scommettere che qualcuno più intelligente non mancherà di farglielo notare.</p>
<p>In questa situazione da presunta roulette russa si inserisce la posizione inglese, tanto per cambiare euroscettica. Il premier Cameron, con un Paese in guai seri e pressato dal suo partito e dai conservatori, ha annunciato di non voler accettare le condizioni di Parigi e Berlino per nessun motivo, facendo scrivere al New York Times che comunque vada il vertice, il Regno Unito rischia di uscirne sconfitto. &#8220;Se l’euro cade &#8211; ha sostenuto il quotidiano &#8211; la Gran Bretagna affonderà come gli altri. Ma se si riesce a realizzare una più stretta unità tra i 17 Paesi della zona euro, allora Londra rischia ancora di più di essere marginalizzata sulle decisioni che riguardano l’intero continente&#8221;.</p>
<p>Sarkozy, inoltre, dato per sicuro sconfitto alle elezioni presidenziali previste per il prossimo anno, per sperare di invertire i pronostici deve ottenere un successo almeno mediatico, visto che dal punto di vista finanziario la Francia è già iscritta al club dei candidati al fallimento. Per questo motivo ieri ha sostenuto con enfasi che &#8220;il rischio di esplosione dell&#8217;Ue rimarrà concreto fino a quando l&#8217;accordo di lunedì scorso tra Francia e Germania per un nuovo trattato Ue non diventerà effettivo&#8221;.</p>
<p>La realtà potrebbe però essere meno complicata del previsto. Un cedimento dell&#8217;Euro in questo momento non farebbe il gioco di nessuno, tantomeno della &#8216;speculazione&#8217; internazionale. Il problema al momento non è la fine della moneta unica, ma la definizione di un equilibrio temporaneo tra i diversi soggetti che stanno tentando di risolvere il caos della finanza mondiale.</p>
<p>Probabilmente con l&#8217;accordo (e la pressione) degli Usa, Germania e Francia hanno già disegnato uno scenario possibile ed il vertice di Bruxelles, drammatizzato quanto basta per offire alla fine all&#8217;opinione pubblica un happy end risotratore, renderà effettiva una mediazione che potrebbe essere già stata firmata in qualche segreta stanza nella quale la maggior parte dei presenti non era costituita da capi di governo, ma da banchieri e finanzieri. E forse anche da qualche killer in veste di suggeritore.</p>
<p>Le prossime settimane diranno quanto l&#8217;accordicchio di questi giorni riuscirà a reggere. Un fatto, infine, non deve essere dimenticato.</p>
<p>I cosidetti leader che oggi stanno mettendo mano alla crisi sembrano essere tutti in via di uscita dalla scena. Merkel da due anni perde tutte le elezioni intermedie nel suo Paese, Sarkozy è dato per sicuro sconfitto ed Obama ha dato così pessima prova di sè che potrebbe essere riconfermato solo se i conservatori riusciranno a far più pasticci di lui.</p>
<p>I destini del mondo, allora, sembrano essere sempre più saldamente nelle mani della gerontocrazia cinese, che non solo dispone di denari a palate, ma che sa anche saggiamente aspettare sul bordo del fiume il passaggio di chi si è fatto fuori da solo.</p>
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		<title>La manovra ucciderà l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 07:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro Paese, affamato da trent&#8217;anni di partitocrazia truffaldina, è stato suicidato dal &#8216;governo dei tecnici&#8217;. Nessuno ha chiesto all&#8217;Europa di diventare per davvero un&#8217;Unione e di essere non un alieno amorfo. La sinistra, tutta ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/crisi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28326" title="crisi" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/crisi-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>Il nostro Paese, affamato da trent&#8217;anni di partitocrazia truffaldina, è stato suicidato dal &#8216;governo dei tecnici&#8217;. Nessuno ha chiesto all&#8217;Europa di diventare per davvero un&#8217;Unione e di essere non un alieno amorfo. La sinistra, tutta e non solo quella di di Bersani, ormai non esiste più.</p>
<p>I tassi di interesse sui titoli italiani producono ogni anno interessi giganteschi. La debolezza politica del nostro Paese ed una strategia più ampia anti-Euro hanno fatto si che la speculazione internazionale (la finanza liberista) attaccasse senza pietà, facendo crescere ancor di più quella montagna di soldi che dobbiamo a chi ci presta il denaro.</p>
<p>Abbiamo dovuto far ricorso ad emissioni pesanti di titoli perchè da anni ed anni nel Palazzo e nelle sue depandance (Comuni, Province, Regioni, municipalizzate, società miste, enti di ogni genere e natura) non pochi personaggi da film dell&#8217;orrore hanno gestito il patrimonio pubblico con l&#8217;unico scopo di arricchire se stessi, i propri amici e clienti, i partiti di riferimento.<span id="more-28325"></span></p>
<p>Un assessorato deve acquistare uno stock di tonner per stampanti? Prezzo al consumo 60 euro a confezione, presso all&#8217;istituzione 80. E via così, dalla Salerno-Reggio Calabria agli autobus, dagli ospedali costruiti ed abbandonati (con sale operatorie nuove di zecca comprese) ai ponti lasciati a metà alle Bmw da decine di migliaia di euro dei ministri.</p>
<p>Un Paese devastato insomma, che si inonda alle prime piogge d&#8217;autunno e chiude gli aeroporti quando un po&#8217; di nevischio imbianca le piste. Un posto nel quale le ferrovie chiamano (e fanno pagare) &#8216;treno ad alta velocità&#8217; un convoglio che per fare 400 chilometri ci mette 4 ore, se va bene. Per non parlare della cuccagna delle tariffe, dalle assicurazioni per l&#8217;auto a quelle telefoniche, a quelle per la  gestione dei conti correnti.</p>
<p>L&#8217;Associazione artigiani piccole imprese di Mestre (Cgia) ha studiato il fenomeno del momento: la da tutti santificata strategia delle liberalizzazioni (in parole povere vendere a privati il patrimonio dello Stato, ovvero la proprietà di tutti i cittadini).</p>
<p>L&#8217;azione non di Berlusconi, ma del &#8216;democratico&#8217; Bersani, dal 2006 fino ad oggi, a detta sempre della Cgia, ha &#8220;beffato i consumatori&#8221;.</p>
<p>Il segretario della Associazione, Giuseppe Bortolussi, è stato chiaro: &#8220;I prezzi o le tariffe sono cresciute con buona pace di chi sosteneva che un mercato più concorrenziale avrebbe favorito il consumatore finale. Purtroppo, in molti settori si è passati da una situazione di monopolio pubblico a vere e proprie oligarchie controllate dai privati”.</p>
<p>Ma il popolo italiano adesso deve immolarsi sull&#8217;altare di una ormai sicura deflazione per &#8216;salvare&#8217; se stesso, ma soprattutto l&#8217;Euro.</p>
<p>E cosa c&#8217;entra la &#8216;ristrutturazione della spesa improduttiva della pubblica amministrazione&#8217; (gli sperchi) con le pensioni? Perchè se qualcuno ha rubato per anni sugli appalti dell&#8217;Enav la signora Rossi che ha lavorato una vita potrà starsene a casa coi nipoti solo dopo aver sgobbato per più di 40 anni in fabbrica?</p>
<p>Perchè i soldi pagati dai lavoratori per assicurarsi la vecchiaia debbono servire per ripianare i furti perpetrati dai partiti in trent&#8217;anni di scempi.</p>
<p>Nello stesso tempo, mentre non si assume più nessuno, ci si scandalizza per la disoccupazione giovanile (e quella di chi è stato licenziato a 40-50 anni?) e si inventa la fesseria secondo la quale risparmiando sulle pensioni aumentano i posti di lavoro.</p>
<p>La botte piena e la moglie ubriaca è l&#8217;ultima delle beffe propagandata urbi et orbi ad un popolo ormai rimbecillito dagli show televisivi prodotti dagli strateghi del Cavaliere. Un&#8217;altro che si è arricchito (proprio negli stessi trent&#8217;anni di malgoverno assoluto) riempiendo programmi di gossip con tonnellate di pubblicità di pannolini e salami.</p>
<p>Monti avrebbe dovuto richiamare la Commissione europea al suo ruolo di garanzia e governo dell&#8217;Unione, imponendo una svolta radicale della politica dell&#8217;Europa. Certo, varando una manovra, ma prima di tutto smontando il tabù del pareggio di bilancio in due anni e favorendo la costruzione di un fronte in grado di imporre alla Merkel una linea di collaborazione (invece di lasciarla libera di lanciare un diktat al giorno). Il professore avrebbe dovuto condizionare i nostri &#8216;sacrifici&#8217;  alla concessione alla Bce dello stesso ruolo che ha la Federal Reserve americana, l&#8217;unica operazione seria per superare la bufera.</p>
<p>Invece gli interessi nazionali hanno continuato e continuano a prevalere ed i cittadini italiani, pur responsabili come quelli greci di aver eletto dei ladri in Parlamento, dovranno pagare per poi trovarsi comunque in braghe di tela.</p>
<p>La crisi italiana è nella crisi dell&#8217;Euro, non è un fatto autonomo. Ed oggi è un dramma senza autore, trama, attori, regista e scenografia. Le voci di dissenso sono flebili e imbarazzate e se ci sono, come quelle dei sindacati, rappresentano realtà che hanno profonde responsabilità in questo sfascio.</p>
<p>Un&#8217;Apocalisse prevedibile ed annunciata e stata negata per poter continuare lucrare un minuto di più. Un solo minuto di più. Un crimine imperdonabile che tra qualche ora provocherà un incubo tanto violento da far dimenticare le difficoltà della ricostruzione dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Allora c&#8217;erano i soldi del Piano Marshall, la Dc, il Pci, De Gasperi, Nenni e Togliatti. Oggi ci sono partiti senza ideali e con leader da saldi di fine stagione. E non c&#8217;è un soldo sa spendere. Tanto vale prenderne atto.</p>
<p>PS: alcuni giornali hanno festeggiato ieri con titoli come &#8216;La borsa vola&#8217;. Anche la signora Rossi sarà stata altrettanto felice?</p>
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		<title>Manovra: Ave Monti, morituri te salutant</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 07:00:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Altri miliardi di tasse in gran parte sulle spalle dei soliti noti. Il governo del professore &#8216;grecizza&#8217; l&#8217;Italia ed in nome di Merkel e dell&#8217;Europa ci condanna ad una recessione certa e probabilmente senza ritorno.
Le ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/patibolo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28313" title="patibolo" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/patibolo-300x258.jpg" alt="" width="300" height="258" /></a>Altri miliardi di tasse in gran parte sulle spalle dei soliti noti. Il governo del professore &#8216;grecizza&#8217; l&#8217;Italia ed in nome di Merkel e dell&#8217;Europa ci condanna ad una recessione certa e probabilmente senza ritorno.</p>
<p>Le misure che il nuovo governo  ha deciso di prendere per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 sono state in larghissima misura anticipate dalla stampa e sono ormai note a tutti.</p>
<p>Dalla tassa sulla prima casa all&#8217;Irpef, dalle pensioni all&#8217;Iva, la mannaia colpirà senza pietà. Ma senza risolvere assolutamente nulla, perchè non si può curare un infarto ingessando il piede destro del paziente.</p>
<p>Quello che alcuni membri del governo definiscono un sacrificio &#8220;necessario&#8221; perchè &#8220;la catastrofe incombe&#8221; sono generati da alcuni  fattori sostanziali e richiedono qualche precisazione.</p>
<p>Prima di tutto non è vero che l&#8217;Italia è in condizioni peggiori degli Stati Uniti, della Gran Bretagna o della Francia. Il nostro debito è molto grave, 1900 miliardi, ma quello americano (fatte le debite proporzioni tra i due Paesi) al 28 febbraio di quest&#8217;anno aveva raggiunto la cifra di oltre 14.194 miliardi di dollari. Ed ancora: l&#8217;area Euro ha un debito pubblico in rapporto al Pil dell&#8217;88 per cento quest&#8217;anno, inferiore al dato statunitense, che è il 101 per cento, ed a quello giapponese, ben al 206 per cento. L&#8217;Italia ha un rapporto debito Pil intorno al 119 per cento e quindi di certo un problema di &#8216;liquidità&#8217;, ma nello stesso tempo ha un sistema bancario forte, di certo più solido, per fare un esempio, di quello francese. Questo handicap può trovare soluzione (come avrebbe dovuto essere già per tutti gli altri Paesi dellUnione caduti nella rete della crisi) solo per via &#8216;politica&#8217;, ovvero grazie ad un ruolo nuovo della Banca centrale europea, reale braccio finanziario dell&#8217;Unione, e ad una cintura difensiva unitaria e solidale messa in piedi da tutti gli altri Paesi riuniti nel Parlamento di Strasburgo.</p>
<p>In secondo luogo è noto che da anni nel nostro Paese la politica è assente, finita nelle mani di dilettanti, ladri, nani e ballerine. Ed in questo prima Craxi, Forlani e Andreotti nella Prima Repubblica e poi Berlusconi ed i cittadini che lo hanno sostenuto nella Seconda hanno responsabilità innegabili.</p>
<p>Gli scandali di Papi Silvio hanno declassato il nostro ruolo internazionale e la cosidetta speculazione finanziaria ha trovato una breccia per attaccarci con facilità.</p>
<p>Tuttavia, se non è tra i mandanti dell&#8217;aggressione, Angela Merkel, il peggior cancelliere che la Germania abbia mai avuto dal dopoguerra, è tra i responsabili dell&#8217;agguato, perchè per difendere gli interessi nazionali non ha voluto prima sostenere la pur colpevole Grecia e poi gli altri, impendendo il varo degli Eurobond che avrebbero sconfitto la speculazione.</p>
<p>Certo, lo scenario generale adesso è spaventoso e qualcosa si deve fare per difendere il nostro Paese e l&#8217;intera Unione dalla morte della moneta unica e dal successivo conseguente default di tutte le economie ad essa legate, non solo di quelle deboli. Super Germania compresa.</p>
<p>La soluzione &#8216;ragionieristica&#8217; non è in grado di produrre effetti. La sola via praticabile è &#8216;politica&#8217;. Lo scopo dell&#8217;azione, forte della garanzia politica fornita da tutta l&#8217;Europa, deve imporre nuove regole alla finanza, alle attività delle banche e agli operatori di borsa in modo da distruggere gli spazi di impunità che la deregulation imposta dal presidente Usa Reagan e dal primo ministro inglese Thatcher e l&#8217;epidemia prodotta dal neoliberismo continuino ad infestare i mondo.</p>
<p>Nessuno si illuda che dopo aver raso al suolo o quasi le economie di Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo ed ora Italia, l&#8217;Euro potrà reggere grazie alla &#8216;virtuosa&#8217; strategia pensata dai contabili di Bruxelles (Berlino) e l&#8217;Italia salvarsi dal fallimento.</p>
<p>Non solo il nostro Paese, ma un intero continente è nelle mani di gestori di fondi di investimento, banche di affari, broker e speculatori che per raggiungere utili immediati stanno distruggendo tutto quello che possono per via di una impunità assoluta.</p>
<p>Certo, il problema italiano in quanto tale esiste. Ma non può essere risolto come pensa Monti aumentando la pressione fiscale. Perchè svuotando i portafogli dei cittadini diminuisce la capacità di spesa e si paralizza il sistema produttivo. La conseguenza sarà la recessione. In parole povere: licenziamenti, esercizi commerciali che chiudono, paradossale crescita della microevasione fiscale (perchè per difendersi dalle tasse si nasconde tutto), tensioni sociali pericolose ed imprevedibili.</p>
<p>La crescita si cui parla il professore giustificando la sua manovra è una pura invenzione, così come l&#8217;equità dei provvedimenti è ridicola, perchè non c&#8217;è un solo cenno a misure efficaci per la difesa dei più deboli.</p>
<p>E Monti, tra l&#8217;altro, per nulla sembra aver pensato al grande rebus, ben più osceno dei cosiddetti costi della politica. La riforma dei partiti, che impedisca a chi detiene il potere in Comuni, Province e Regioni, possa continuare a sperperare quotidianamente immense risorse. Per smettere di costruire ospedali fantasma, ponti inesistenti, edifici dimenticati nel nulla. E per evitare che una penna acquistata da una Asl costi il doppio di quella comperata in un negozio qualunque.</p>
<p>Susanna Camusso, segretario generale Cgil, ha detto: &#8220;Con gli interventi annunciati per la manovra correttiva rischia di esserci una continuità  sui comportamenti con il governo precedente. Questo ci rovinerebbe la festa per la caduta di quel governo&#8221;.</p>
<p>Ed ha aggiunto:  &#8220;Mi sembra che il governo cerchi di fare cassa sui poveri del nostro Paese&#8221;.</p>
<p>Un tempo i lavoratori francesi, inglesi, italiani, greci, spagnoli, irlandesi, ecc avrebbero saputo proporre una strategia comune per superare la logica dei numeri e per imporre il primato della politica non solo al cancelliere Merkel, ma anche a Bruxelles ed ai propri governi nazionali.</p>
<p>Oggi non accade. In Italia Bersani e compagnia, senza idee e comunque messi con le spalle al muro, hanno mendicato qualche &#8216;aggiustino&#8217; sapendo bene che la prossima mazzata arriverà presto, forse già a gennaio se nel frattempo l&#8217;intero edificio dell&#8217;Euro non sarà crollato.</p>
<p>Non si ha altresì notizia di qualcuno dotato di coraggio in grado di affermare che il capitalismo e l&#8217;economia liberale sono ormai malati terminali. Qualcuno che non proponga i vecchi arnesi del novecento, le falci, i martelli e la dialettica impolverata di un comunismo fuori dal tempo, ma che sappia disegnare un nuovo assetto planetario nel quale le richezze del Nord e del Sud possano restituire ai cittadini democrazia, pace e dignità del vivere.</p>
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		<title>L&#8217;Europa dei sordi verso la dissoluzione</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 07:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I leader dell&#8217;Unione insistono nella strategia dei &#8216;conti prima di tutto&#8217;. Dopo aver devastato la Grecia adesso è la volta dell&#8217;Italia. Per noi si avvicinerebbe l&#8217;ennesima manovra, questa volta da 20 miliardi.
L&#8217;obiettivo sarebbe sempre lo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/11/Unione-europea.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28284" title="unione europea" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/11/Unione-europea-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a>I leader dell&#8217;Unione insistono nella strategia dei &#8216;conti prima di tutto&#8217;. Dopo aver devastato la Grecia adesso è la volta dell&#8217;Italia. Per noi si avvicinerebbe l&#8217;ennesima manovra, questa volta da 20 miliardi.</p>
<p>L&#8217;obiettivo sarebbe sempre lo stesso, quello del pareggio di bilancio entro il 2013. Traguardo, secondo i leader ormai fuori di senno che si sono riuniti a Bruxelles ieri, ispensabile per &#8216;salvare&#8217; l&#8217;Euro.</p>
<p>A nulla è servito il pasticcio greco, che da più di un anno sta trascinando un popolo intero verso la più cupa povertà senza che un solo elemento positivo sia stato realizzato.</p>
<p>E la stessa incertezza ha coinvolto Spagna, Irlanda, Portogallo, Ungheria, Italia e non solo.</p>
<p>Perchè solo due giorni fa gli esperti dall&#8217;agenzia statunitense Moody&#8217;s hanno sostenuto in un &#8216;rapporto speciale&#8217; sull&#8217;Europa che il rapido aggravamento della crisi del debito nella zona euro minaccia le valutazioni di solvibilità di tutti i Paesi del Vecchio continente.</p>
<p>Tra le pretese germanocentriche del cancelliere Merkel, i giochi di prestigio di un Sarkozy ormai prossimo all&#8217;iscrizione al club dei disastrati e la sostanziale passività degli altri, l&#8217;Unione non comprende che l&#8217;unica difesa credibile è la definizione di un patto di ferro che trasformi una alleanza fondata sulla moneta e sugli affari (falliti) in un fronte politico compatto che imponga al mondo una revisione profonda delle regole che organizzano l&#8217;attività delle banche e del mondo finanziario.</p>
<p>Inoltre, un rapporto dell&#8217;Unione sul nostro Paese afferma che &#8220;la legislazione sul lavoro continua a offrire elevata protezione a chi è dentro, mentre a chi è fuori, soprattutto a donne e giovani, restano lavori precari e nessun sussidio di disoccupazione&#8221;. Per questo Bruxelles raccomanda una riforma del mercato del lavoro per eliminare le &#8220;differenze&#8221;, visto che &#8220;le passate riforme hanno affrontato solo parzialmente la rigidità del mercato ed hanno aumentato l’occupazione al costo di aumentarne la frammentazione&#8221;. Insomma, l&#8217;Unione non propone l&#8217;aumento delle tutele per i meno garantiti, ma ulteriori forme di &#8216;flessibilità&#8217; da applicare a chi ha un lavoro a tempo determinato. Una maggiore facilità a licenziare per essere sintetici.</p>
<p>Si tratta come è facile capire di ipotesi deliranti, ancor più preoccupanti se si pensa che un fondo di investimento americano o giapponese con la propria azione speculativa può influenzare la politica interna di uno Stato sovrano fino al ridimensionamento dei diritti dei lavoratori.</p>
<p>Sulla prossima possibile manovra italiana, inoltre,  peserà la questione pensioni. Secondo alcune indiscrezioni l&#8217;età per smettere di lavorare sarà innalzata e potrebbero essere necessari dai 41 ai 43 anni per ottenere il meritato riposo.</p>
<p>Chi invece è già in pensione potrebbe vedere l&#8217;assegno mensile bloccato e non più legato all&#8217;inflazione.</p>
<p>Non si spiega come possa riprendersi l&#8217;economia se da una parte l&#8217;allungamento abnorme degli anni di lavoro bloccherà inevitabilmente l&#8217;occupazione dei giovani  e dall&#8217;altro se gli anziani pensionati saranno sempre più poveri e quindi non in condizione di sostenere i consumi e quindi la produzione.</p>
<p>La giostra dei &#8216;risanatori&#8217;, poi, ha di nuovo rilanciato il ritornello demagogico della &#8216;stretta&#8217; nei confronti dei parlamentari. Le nuove disposizioni dovrebbero limitare i vitalizi dei parlamentari ed anticipare il passaggio al sistema pensionistico contributivo già al 2012.</p>
<p>Anche in questo caso la propaganda nasconde una realtà molto più complessa:  un eletto &#8216;ricco&#8217; dopo la fine del mandato torna al suo lavoro, mentre per un deputato o senatore &#8216;povero&#8217; si ritrova disoccupato. Per questi ultimi i costituenti avevano previsto le tutele ed quando non ci saranno più garanzie la politica sarà sempre di più un affare per pochi.</p>
<p>Come si vede il vuoto politico di questi mesi sta producendo danni gravissimi. Non si capisce fino a che punto recuperabili.</p>
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