Trump, la Siria e le bugie

Usa-missili

E’ drammatico, ma è diventato impossibile leggere i giornali o guardare la tv. Le notizie ormai sono drogate dalla propaganda di guerra.

La vicenda siriana ha riaperto due problemi immensi. Il primo è il rispetto del diritto internazionale e la rinata vocazione di Washington di essere il gendarme del mondo. Il secondo è la correttezza dei giornalisti.

Trump il bugiardo per tutta la campagna elettorale si è presentato come l’uomo ‘fuori dall’establishment di Washington e di Wall Street’ in realtà ne è il più fedele rappresentante.

Ripresa delle spese militari, cancellazione delle strategie per il contrasto dell’inquinamento, autorizzazione alla costruzione dei due oleodotti Dakota Access e Keystone XL, alleggerimento delle regole nel settore finanziario…ed ora bombardamenti senza non solo l’autorizzazione dell’Onu, ma anche senza il consenso del Congresso.

Il lancio dei 59 missili Tomahawk contro la base aerea siriana vicino ad Homs è costato 100 milioni di dollari ed è stato giustificato dal presunto uso di gas in una incursione aerea governativa contro il paesino di Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib.

Gli aerei di Damasco avrebbero attaccato un territorio sotto il controllo di milizie addestrate e finanziate da Stati Uniti, Regno Unito, Arabia Saudita e Turchia e dove gli israeliani, in funzione anti Iran, forniscono assistenza militare sebbene si tratti di formazioni islamiste.

A proposito dell’incursione dell’aviazione di Damasco non si spiega la valenza strategica dell’uso di gas, perchè con un ‘normale’ lancio di bombe i jet avrebbero prodotto danni equivalenti, se non maggiori, ed avrebbero evitato di scatenare un putiferio internazionale.

Inoltre, e questo è un fatto importantissimo, non ci sono riscontri da parte di commissioni di indagine indipendenti sull’uso di Sarin, mentre le autopsie effettuate su tre delle vittime sono state eseguite in Turchia, ovvero un uno dei Paesi finanziatori delle milizie e notoriamente guidato da un despota manipolatore.

L’esperto di armi chimiche Matteo Guidotti, dell’Istituto di Scienze e Tecnologie molecolari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istm-Cnr), ha sostenuto: “Ho già visto in passato immagini e video di persone colpite con il Sarin e i segni erano molto più evidenti: i corpi sono madidi di sudore, lacrime, saliva ma soprattutto escrementi. I soggetti intossicati generalmente vengono colpiti da fortissime convulsioni. E dai video diffusi localmente non si vede tutto questo”. “Ma i dubbi maggiori vengono – ha detto ancora il ricercatore – dalla disinvoltura con cui gli operatori sanitari maneggiano i corpi delle vittime. Molti sono senza guanti e non indossano neanche le mascherine. C’è una serie di protocolli da rispettare per evitare che anche i soccorritori vengano contaminati dall’agente tossico”.

Guidotti ha avvertito: “Il fatto è che è in atto una guerra di immagini con cui si fa propaganda per cui bisogna avere molta cautela”.

Inoltre, gli americani hanno sostenuto di avere le prove dell’uso di gas grazie ad immagini rilevate dai loro satelliti, ma ‘stranamente’ non hanno mostrato nessuno dei filmati che dicono di possedere.

Insomma, lo ‘sdegno internazionale’ contro la presunta azione siriana è stato manifestato dai sostenitori delle milizie che occupano Khan Sheikhun e le notizie del presunto uso di Sarin arrivano da una delle parti belligeranti.

La ‘rappresaglia’ è, poi, stata effettuata dal uno dei Paesi più seriamente impegnati nel finanziamento e nell’addestramento delle forze islamiste presenti in Siria.

Questo è il quadro della situazione. Non vi è quindi alcuna certezza sul reale svolgimento dei fatti, mentre è chiaro che lanciare 59 missili contro un Paese il cui governo, piaccia o non piaccia, è rappresentato legittimamente all’Onu è una violazione molto grave del diritto internazionale.

Paradossalmente al momento le prove di un crimine sono a carico degli americani per l’aggressione ad uno stato sovrano, mentre nessun organismo internazionale ha condannato la Siria per uso di gas in assenza di una inchiesta indipendente.

Inoltre, a sostenere i siriani ci sono russi e iraniani.

Anche se il regime degli ayatollah o Putin non sono dei campioni di democrazia è altrettanto evidente che l’uso della forza militare contro un loro alleato a seguito di un fatto che con molte probabilità è da classificarsi come un casus belli pretestuoso vuol dire rendere gli equilibri geopolitici planetari (non solo quelli regionali) incandescenti.

I russi prima o poi reagiranno. Non con un bombardamento, ma più probabilmente con una operazione di intelligence che colpirà senza troppo clamore uno dei Paesi che hanno appoggiato Trump. Perchè così funziona la politica internazionale. Ovviamente la già precaria pace mondiale ne risentirà.

I media italiani non hanno raccontato nulla di tutto questo. Le redazioni di esteri di giornali e telegiornali sono sempre più piene di giovanotti del tutto impreparati o di persone politicamente schierate che invece di raccontare i fatti rilanciano le veline dei loro referenti politici.

La violenza, che sia quella delle guerra guerreggiata o piuttosto quella del terrorismo si alimenta di ignoranza. La non conoscenza dei fatti genera l’odio, ovvero il carburante necessario per ottenere il consenso dell’opinione pubblica quando si pensa di risolvere problemi complessi con l’uso delle armi e della morte.

Lo sappia il lettore italiano. E ci pensi prima di schierarsi con l’uno o con l’altro dei contendenti. La pace non ha bandiere se non quella della verità dei fatti. E la verità dei fatti in questo dossier siriano è nascosta da una falange di bugiardi.

1 commento

  1. Rosanna dice:

    Analisi perfetta!

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