La morte di Emanuele Morganti non nasconda la realtà

violenza

Il terribile massacro del ragazzo di Alatri è diventata la perfetta riproduzione di come vanno le cose in Italia. Sarebbe il caso di rifletterci su.

Siamo da tempo il Paese dei retroscena, delle bufale giornalistiche, delle storie inventate di sana pianta. Ed anche siamo il Paese degli intransigenti a parole, dei ‘definitivi’, di quelli che pur respirando a pieni polmoni aria di corruzione, favoritismi, raccomandazioni, piccole e grandi violazioni delle regole si mostrano, mentendo, come integerrimi cittadini arruolati in servizio permanente effettivo nell’esercito degli ‘etici a tutti i costi’.

La sceneggiata napoletana è una grande forma d’arte, ma la sua trasformazione in sceneggiata italiota è diventata la rappresentazione tragica ed avvilente di un degrado nazionale che impone risposte rapide e serie prima che il gorgo risucchi tutto definitivamente.

Nel centro della cittadina del Frusinate, come ormai tutti sanno, si è consumato un delitto atroce. Alcuni idioti, riuniti in branco, hanno picchiato Emanuele fino ad ucciderlo, mentre tutto intorno molti altri imbecilli stavano a guardare. Durante il pestaggio nessuno è intervenuto per salvare la vittima, se non un ragazzo che per questo è stato colpito duramente ed è finito in ospedale.

Oggi la cronaca dei ‘giornaloni’ sembra oscurare una notizia diffusa dalla stampa locale. Scrive ‘Ciociaria Oggi’: “…sul territorio pare si sia scatenata una vera caccia all’uomo che vede protagoniste bande contrapposte, territorialmente legate al centro della città e quindi, si presume, ai presunti assassini del giovane, e della popolosa frazione di Tecchiena, al contrario vicina alla vittima del brutale pestaggio […] voci, non confermate da parte dei carabinieri, parlano infatti di spedizioni punitive nei confronti di presunti partecipanti o comunque testimoni passivi del pestaggio. Si parla anche di due feriti”.

Insomma, il tanto propagandato ‘diritto alla difesa’ così amato dal leader leghista Matteo Salvini e da altri esponenti politici esiste ed ha trovato una sua ‘dimensione speciale ad Alatri’, dove alcuni avrebbero deciso di farsi giustizia da soli.

Ma anche un’altra cosa racconta il giornale ciociaro: “Tale situazione si è già palesemente manifestata su Facebook dove, su diverse bacheche, sono comparsi numerosi post in cui si racconta di queste presunte spedizioni punitive e di ferimenti di alcuni degli ipotetici assassini”.

Ed ecco allora che dal microcosmo di un fattaccio di cronaca locale si passa allo sterminato spazio digitale rendendo chiaro quanto ormai ‘la provincia’ non esista più, divorata senza rimedio dalle ‘tendenze metropolitane’ e come allo stesso tempo i piccoli centri siano contaminati come i grandi da un sistema di comunicazione non solo fuori controllo, ma del tutto privo di regole civili che ne definiscano il funzionamento.

Gian Paolo Minnucci, attivista del M5S che già ieri con gran lucidità aveva cercato di dare una spiegazione ‘politica’ agli eventi, oggi ha lasciato spazio al suo cuore ed ha inviato alla rete un messaggio fulminante: “Rivoglio Alatri come era, il paese più bello del Mondo!!!”.

A lui ha risposto Erika, sua compagna di Movimento, che si descrive “grillina fino al midollo. Se nn mi fai male… Posso essere un’amica vera…”.

La ragazza ‘amica vera’ e ‘grillina’ ha risposto al desiderio del suo amico con poche parole inequivocabili: “Temo che nn sarà mai più possibile…”.

Stamattina, mentre i ‘giornaloni’ rilanciano le interviste di amici, parenti e fidanzate il quadro generale del problema sembra sfuggire. Quello che è accaduto ad Alatri succede con preoccupante frequenza in tutti i comuni italiani, la violenza del branco è un fenomeno in espansione, la ‘giustizia fai da te’ è diventato un tema del dibattito nazionale, l’influenza dei ‘social’ nel costruire tendenze in settori specifici del mondo giovanile è sempre più pesante.

E poi la politica, o meglio i partiti.

I partiti sono assenti, non esistono più e nulla dicono o quasi su vivere quotidiano dei cittadini. Però sempre pù si scopre che la cosiddetta ‘antipolitica’, ovvero il M5S e simili, si mostrano nel Web e fuori dal Web e sono capaci di coinvolgere attraverso la rete ed i meetup altri cittadini in riflessioni profonde su argomenti trascurati dagli altri.

Il mondo globalizzato è anche allo stesso tempo un mondo glocal. Viviamo ormai in un immenso frullato nel quale le donne islamiche in fila sul ponte di Londra dopo l’attentato sono vicine, nella memoria dei cittadini, al povero Emanele Morganti ammazzato senza pietà da un branco del sabato sera.

I media italiani, gran parte della politica, i tinelli zeppi di intellettuali e commentatori non sembrano essersi accorti di questa sovrapposizione e raccontano altro. E per altro lo fanno anche male ed in modo noioso.

Le conseguenze sono sono facili da capire e le hanno riassunte con la tenerezza tragica della loro età Erika e Marco su Facebook.

Erika: L’animo umano è cattivo…
Marco: Giusto stella della notte.

 

Rispondi