Roma: Marra, misteri e saldi di corruzione

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Secondo i magistrati il funzionario romano avrebbe incassato denaro per comperarsi casa. Nel centro storico? No, in semi-periferia.

La Repubblica informa che “il Rasputin del Campidoglio”, per quanto si sa fino ad ora, “avrebbe ricevuto una una maxi tangente da 367mila euro dall’immobiliarista Sergio Scarpellini (arrestato anche lui). Due assegni circolari da 250mila e 117mila euro per l’acquisto di una casa Enasarco in via Prati Fiscali 258, a Roma, intestata alla moglie di Marra, Chiara Perico nel giugno del 2013”.

Roma, la capitale italiana, città dalle mille opportunità di corruzione, quindi, varrebbe una casa in una zona semi periferica. Non un appartamento con vista sul Colosseo, come accadde per Scajola, e neppure i ‘massaggi rilassanti’ (e non solo) pare offerti a Bertolaso dalla ‘Banda del terremoto’ e tanto meno lo stipendiuccio mensile a vita di Luca Odevaine.

Gli inquirenti hanno fatto sapere che Marra in una intercettazione ha detto: “Io sto a sua disposizione, lui lo sa… Se Sergio potesse intervenire su Gaetano Calta, per farmi dare una mano sui giornali… Tanto lo sai, io sto a disposizione, diglielo”. Il collaboratore di Raggi cercava aiuto per difendersi dagli attacchi di stampa.

Quel “a sua disposizione” sarebbe la pistola fumante, una delle prove regina della colpevolezza dell’imputato.

Il gip, Maria Paola Tomaselli vede “una notevole spregiudicatezza e pervicacia nel porre in essere gli illeciti comportamenti, contraddistinti, per quanto attiene a Marra, da un assoluto evidente disprezzo per la pubblica funzione svolta e da una totale assenza di scrupoli nel porla al servizio del proprio e dell’altrui privato interesse”.

L’arresto del funzionario fedelissimo del sindaco Raggi è avvenuto perchè, scrive Tomaselli, l’indagato ha “rapporti evidentemente collaudati instaurati all’interno dell’amministrazione comunale”.

Questi rapporti sono stati confermati, secondo il gip, “dalla circostanze che egli ha mantenuto intatta la propria posizione di potere nonostante l’avvicendarsi di diverse amministrazioni, pure di diverso colore politico”.

Marra, capo dell’ufficio del personale del Comune, sempre secondo il magistrato, per il ruolo ricoperto indica “la sussistenza di un concreto e attuale pericolo” di reiterazione del reato. Anche perchè “al ruolo attualmente rivestito da Marra in Campidoglio e dell’indubbia fiducia da parte del sindaco Virginia Raggi”.

In qualche modo carburante per l’inchiesta sarebbero state le dichiarazioni di Carla Romana Raineri, ex strettissima collaboratrice di Raggi, e l’esposto contro Marra di Roberta Lombardi, parlamentare del M5S e nemica giurata del sindaco. In gergo militare si potrebbe definire fuoco ‘quasi’ amico.

Comunque, questi fino ad ora sono i fatti noti, per la verità abbastanza confusi e per nulla convincenti, riguardanti l’indagine.

Eppure una cosa sembra essere ‘sfuggita’ ai valenti cronisti all’opera. Un particolare dell’intercettazione ‘madre di tutte le prove’. Si tratta di quel “Io sto a disposizione, diglielo”, laddove uno dei destinatari di quella ‘generosità’ potrebbe essere Gaetano Caltagirone, uno dei Re di Roma.

La richiesta di aiuto di Marra apre uno scenario complesso e pone domande: qual’è il ruolo del mega costruttore negli attuali equilibri romani? E perchè pensare a lui? Solo per avere un trattamento benevolo dal Messaggero? Le notizie di stampa escludono successivi contatti con Caltagirone, ma la ragnatela del potere romano è intricata. Anche solo per sgombrare il campo da dubbi, che al momento appaiono motivati dall’allusione fatta nell’intercettazione, un supplemento di chiarezza sarebbe utile.

Caltagirone infatti non è un ‘immobiliarista’ come Scarpellini, ma molto, molto, di più. E non solo nella capitale.

Per comprendere il ruolo di Caltagirone a Roma e l’attività delle amministrazioni del passato (Rutelli e Veltroni) una vecchia inchiesta di Report di Milena Gabanelli può essere interessante. (GUARDALA)

L’indagine in corso, insomma, apre molti dubbi e convince poco. E vista la caratura dei personaggi più o meno coinvolti il punto debole resta quella casa in via Dei Prati Fiscali. Una capitale da saccheggiare vale molto di più.

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