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Spagna: la destra alla rincorsa del franchismo

Autore: . Data: martedì, 31 luglio 2012Commenti (0)

Il Paese affonda nei debiti e il governo conservatore di Rajoy ha deciso di riaprire il tempio del franchismo, l’Abadía de la Santa Cruz del Valle de los Caídos. E di guadagnarci sopra.

La basilica, gestita dei Benedittini, è uno dei più sconcertanti ‘musei’ d’Europa. Fu costruita fra il 1940 e il 1958, dopo la fine della Guerra Civile, per magnificare il regime fascista del generalissimo Franco.

Per edificarla il dittatore spagnolo schiavizzò i prigionieri superstiti delle forze repubblicane. L’intento del regime era quello di “perpetuare la memoria dei caduti della nostra gloriosa Crociata [...] La dimensione della nostra Crociata, gli eroici sacrifici che la Vittoria comporta e la trascendenza che ha avuto per il futuro di Spagna quest’epopea, non possono restare perpetuati dai semplici monumenti con cui sogliono commemorarsi in paesi e città i fatti salienti della nostra storia e gli episodi gloriosi dei suoi figli”. In seguito, ma solo per opportunismo, il Caudillo decise che la chiesa dovesse ricordare anche i morti delle forze repubblicane, ma nella coscienza diffusa il complesso architettonico è ‘il mausoleo del cattolicissimo Franco’.

Molti dei carcerati impiegati per la costruzione morirono durante i lavori. Il maneggio di enormi blocchi di pietra, la mancanza di norme di sicurezza, la violenza delle guardie e gli stenti procurarono numerosi incidenti, che in molti casi risultarono mortali. Le fonti ‘franchiste’ hanno sempre minimizzato, parlando ‘solo’ di 27 morti in tutto il periodo della costruzione, ma c’è chi ha ipotizzato la drammatica cifra di 27mila vittime.

Oggi la basilica conserva le spoglie del generalissimo e del fondatore della Falange, Primo de Rivera.

Tre anni fa il governo socialista di Zapatero dichiarò parte del ‘monumento’ pericolante, dopo che un blocco marmoreo si era staccato dal complesso scultoreo della Pietà e a causa dei lavori di ristrutturazione, l’accesso fu limitato.

Adesso i conservatori di Rajoy hanno riaperto tutta la Valle del los Caidos al pubblico e si apprestano a farne un’attrazione turistica.

In un misto di restaurazione e calcoli di bottega, il governo vorrebbe guadagnare sul ‘rilancio dell’immagine della dittatura’ e prevede di incassare oltre due milioni di euro l’anno grazie alla vendita dei biglietti ai nostalgici che vanno lì in pellegrinaggio.

Secondo quanto riferisce la stampa iberica, il piano ‘di marketing’ prevederebbe oltre al ticket di ingresso di 5 euro anche e l’apertura di un ‘negozio’ di souvenirs e di una caffetteria-ristorante.

La decisione del premier è particolarmente grave in quanto rigetta il parere della Commissione di esperti, istituita dalla legge di ‘Memoria storica’ approvata dal governo Zapatero nel 2007, che stabiliva fra l’altro la rimozione in tutto il Paese dei simboli del franchismo e l’apertura della fosse comuni per censire il numero reale delle vittime della dittatura e della repressione franchista.

La principale raccomandazione cui era giunta la Commissione, che il 30 novembre scorso aveva consegnato il suo rapporto all’esecutivo socialista uscente, era che le spoglie del criminale dittatore fossero spostate dalla basilica e poste “in un luogo indicato dai familiari” o comunque un un sito “più degno ed adeguato”.

La decisione, tuttavia, era subordinata all’autorizzazione da parte della Chiesa, grande sostenitrice del regime fascita di Franco, e non aveva trovato il consenso della figlia del Caudillo, Carmen Polo.

Fra le raccomandazioni della Commissione anche quella di non trasferire dalla Valle la salma di Primo de Rivera, togliendo però al fondatore della Falange il rango ‘superiore’ che Franco aveva voluto per lui.

Dopo il cambio di governo e la svolta di centro destra alle elezioni di 8 mesi fa l’aria in Spagna è cambiata e Rajoy invece di pensare ad una strategia efficace per contrastare la crisi gravissima che sta travolgendo il Paese tenta di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica lanciando patetiche operazioni di restaurazione.

Difficile, però, che i cittadini spagnoli cadano nel tranello, considerando che fino a questo momento il centro destra non ha mantenuto una sola delle promesse fatte durante la campagna elettorale. Resuscitare il ricordo del franchismo difficilmente rafforzerà il consenso in picchiata nei confronti dell’esecutivo.

Ma rimane comunque sconcertante che Rajoy voglia non solo rispolverare il mito del Caudillo, ma che pensi di poterci anche guadagnare sopra.

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