Sicilia: di male in peggio
Monti si accorge che la Regione potrebbe ‘fallire’ e chiede al governatore Lombardo di dimettersi. Fino a pochi giorni fa la sua giunta era appoggiata da una ammucchiata alla quale partecipava anche il Pd.
Il premier ‘tecnico-professore’ ha scoperto che in Sicilia qualcosa non funziona ed ha diffuso una nota: “Il presidente del Consiglio [...] facendosi interprete delle gravi preoccupazioni riguardo alla possibilità che la Sicilia possa andare in default a causa del proprio bilancio, ha scritto una lettera al Presidente della Regione per avere conferma dell’intenzione, dichiarata pubblicamente, di dimettersi il 31 luglio”.
Nel comunicato si leggeva anche: “Infatti, le soluzioni che potrebbero essere prospettate per un’azione da parte dell’esecutivo non possono non tener conto della situazione di governo a livello regionale ma anzi devono essere commisurate ad essa, in modo da poter utilizzare gli strumenti piu efficaci e adeguati”.
Forse a destare l’interesse di Palazzo Chigi sono state le parole del dirigente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che due giorni fa aveva sostenuto con il Corriere della Sera di vedere la sua regione “sull’orlo del fallimento”.
Tuttavia, la catastrofe siciliana ha del grottesco. Dopo un lungo sostegno le forze politiche che appoggiavano Lombardo il 20 giugno scorso avevano diffuso un documento di sfiducia contro di lui.
Nel documento, assolutamente surreale, si leggeva: “La formazione del governo regionale costituito da personalità esterne ai partiti è stato condiviso da una larga maggioranza parlamentare, in particolare dai gruppi del Pd, Udc, Fli e Mpa anche per dare vita ad una stagione riformatrice in grado di aggredire quei nodi strutturali che ostacolano il processo di modernizzazione della nostra isola”.
“Valutato il progressivo deterioramento della capacità innovativa dell’azione di governo e le difficoltà crescenti ad attuare quelle riforme approvate dal parlamento, riducendo l’azione del governo della regione a mera attività gestionale – continuava il testo -. Preso atto della decisione assunta unilateralmente dal presidente della Regione di sostituire alcuni assessori con esponenti del mondo politico e parlamentare, mutando il profilo dello stesso governo da tecnico a elettorale che, non solo, contraddice l’esperienza sono qui attuata, ma appare distante dalle esigenze della Sicilia che vive un momento difficilissimo dal punto di vista economico e sociale come tra l’altro recentemente testimoniato da tutte le forze sociali e del lavoro della Sicilia, esprime sfiducia nei confronti della Regione”.
Insomma, dopo essere stato eletto dal centro destra, aver rinnegato Berlusconi ed aver goduto dell’appoggio del Pd, tra scandali e sospetti di collusioni mafiose, adesso si scopre che il Governatore starebbe conducente la sua Regione nel baratro.
In questo vergognoso esempio di malcostume politico, del quale non solo Lombardo appare responsabile, ci sarebbe da chiedere a Bersani come mai il suo partito abbia appoggiato una giunta il cui operato è stato così nefasto.


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