Punito dai prezzi anche chi resta in città
I vacanzieri sono ormai una netta minoranza e i cittadini che non potranno permettersi di partire saranno comunque costetti a spendere di più a causa degli aumenti.
La crisi colpisce duramente e appena un cittadino su tre, solo il 34 per cento degli italiani, partirà per fare almeno una settimana di vacanze estive.
Tutti gli altri rimarrano in città e per non dover rinunciare a tutto probabilmente cercheranno di sfruttare le occasioni che fornisce il ‘mercato del tempo libero’. Per loro, tuttavia si annunciano amare sorprese.
Per chi non è in condizioni di raggiungere una spiaggia e vuole combattere il caldo africano c’è la possibilità di andare in piscina. Inoltre i più trendy possono regalarsi un trattamento in una spa, gli sportivi un giro in bicicletta o una cavalcata, le famiglie una giornata in un parco divertimento.
Secondo l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori (O.N.F.), che ha monitorato i costi di queste attività, però le cose non vanno per nulla bene. Le ‘opportunità di svago’ negli ultimi 5 anni hanno subito una crescita di prezzi notevolissima: dal 2007 ad oggi, ad esempio, l’ingresso in un museo è aumentato mediamente del 56 per cento.
Secondo i calcoli elaborati dagli esperti, una giornata tipo per una famiglia di 4 persone (2 adulti + 2 ragazzi) in un parco divertimenti, a patto di portarsi qualche panino da casa e non andando al ristorante, può costare 90 euro, ben il 25 per cento in più rispetto al 2007.
Anche trascorrere una semplice giornata in un parco cittadino, con l’affitto di biciclette e consumazione al bar, non è di certo una soluzione economica: mediamente 86 euro per una famiglia, cioè il 16 per cento in più rispetto a 5 anni fa.
Insomma, con questi prezzi forse la cosa migliore sarebbe guardare la tv. Se almeno ci fossero programmi vedibili. Ma anche quelli sono una rarità.


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