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In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

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Il governo e le scelte politiche illegittime

Autore: . Data: lunedì, 9 luglio 2012Commenti (0)

I tecnici della squadra Monti stanno ‘riformando’ il Paese. Tagliano, eliminano, tassano. Ma non hanno avuto da nessuno la delega per farlo. Ed i partiti che sostengono l’esecutivo sono minoranza nella società reale.

Da mesi l’Italia distrutta da Berlusconi e dalla partitocrazia è sottoposta da un governo non eletto dal popolo a ‘cure’ da cavallo che sul piano pratico sembrano dare risultati irrilevanti.

Tra pensioni, leggi sul lavoro, tasse, tagli ulteriori a sanità, scuola, ricerca, giustizia e chi più ne ha ne metta la struttura dell’ex Belpaese sta cambiando.

Intendiamoci, prima della terapia Monti nulla andava bene. Sia il centro sinistra che il centro destra nella cosiddetta seconda Repubblica hanno gestito al peggio, senza una strategia ed una idea precise di società, ma piuttosto ispirati da una unica intenzione: la cura dei propri interessi.

Poichè si proveniva da almeno un altro decennio di sciagure, quello della grande abbuffata dei nani e delle ballerine di Craxi, Forlani e soci degli anni ’80, concretamente l’Italia è ‘senza testa’ da almeno 30 anni.

Se si abbandona una auto in strada per un periodo tanto lungo, lasciandola preda di vandali ed intemperie, la sola scelta possibile ‘dopo’ è quella di cambiare vettura.

E chi deve ‘comperare’ la nuova macchina ha l’obbligo di sapere cosa cerca, quando vuol spendere e se intende pagare in contanti subito o a rate.

Questa è la situazione nella quale si trova l’Italia. Che società si vuol costruire? Un modello ‘fortemente solidale’, nel quale tutti si sentono responsabili non solo del proprio destino ma anche di quello di chi è in difficoltà o un modello ‘modernista’ o ‘liberista’, nel quale a ciascuno è affidato il compito di far come meglio crede e dove chi non ce la fa ‘si arrangia per i fatti propri’?

Non esistono vie intermedie tra questi due ‘sistemi’, poichè la fame di un affamato è una sola, la povertà di un povero è una sola, la solitudine di un abbandonato è una sola. Non esiste il ‘riformismo’ nello stato sociale: o si coesiste e soccorre o non si soccorre e si pensa a se stessi.

La giustificazione secondo la quale ‘i soldi non bastano’ è una menzogna. Qualsiasi cittadino metta piede in un ufficio pubblico, in un ospedale, in una scuola o, peggio, in una sede delle cosiddette istituzioni, vede cose singolari: spesso sedie, mobili, infissi o altro sono in rovina, ma anche è frequente vedere allestimenti faraonici e rendersi conto della follia di spese inaccettabili e vergognose.

Sono, poi, noti gli stipendi irraggiungibili di alcuni, le liquidazioni miliardarie, l’esistenza di opere pubbliche finanziate, finanziate e mai ultimate, persino le penne biro pagate il doppio, ecc.

L’Italia, pur nella sua crisi, è un Paese ricco e se fossero colpite evasione fiscale, corruzione e sprechi ci sarebbe benessere per tutti, in abbondanza.

Il governo Monti, come l’Unione europea che in realtà non esiste, l’Fmi e la Bce, sono ormai nelle mani del ‘ libero mercato’, ovvero della speculazione internazionale, alla quale interessa poco ‘l’ordine’ dei bilanci.  Per i piccoli gruppi che manovrano la finanza mondiale se interi Paesi o milioni di esseri umani finiscono sul lastrico non è un problema.

I responsabili diretti di questa dittatura della finanza sono i ‘pensatori liberisti’ che hanno distrutto le regole, imposto il primato del mercato sulla società e di fatto provocato il caos che sta devastando il pianeta. Non è più il caso di nascondere gli errori di personaggi come la signora Thatcher o Ronald Reagan.

In Italia, dopo Olgettine, Bunga Bunga ed anni di ubriacatura berlusconiana, i partiti ormai screditati, non avendo alcuna strategia e consapevoli della situazione ormai tragica, hanno affidato ad un ‘professore’ il destino della nazione, lasciando a lui le decisioni sulle scelte ‘impopolari’ e sperando in questo modo di salvare il paziente quel tanto che basta per potersi ricollocare ‘al più presto’ nella stanza dei bottoni senza essere individuati dagli elettori come i colpevoli dei tagli e delle sofferenze.

Peccato che il Paese stia morendo lo stesso, soprattutto perchè Monti ed i suoi stanno mettendo in atto scelte ‘di destra’. Alcuni, quelli di ‘sinistra’, non dovrebbero condividere la sua politica, ma invece di porre rimedio alla demolizione definitiva dell’Italia sono paralizzati dal non saper cos’altro fare. Un assordante silenzio circonda la scomparsa della Repubblica italiana nata dalla Resistenza e che i Padri fondatori vollero solidale e democratica.

Per fare un esempio, il presidente Usa, Barak Obama, non certo da considerarsi come un pericoloso ‘eversore di estrema sinistra’, nonostante la situazione economica americana sia molto grave, ha favorito l’allargamento della sanità pubblica ai più deboli, arrivando a rischiare la carriera, e preme per l’intervento massiccio dello Stato federale in programmi di sviluppo che favoriscano la ripresa, il lavoro ed i consumi.

In Italia si ‘modernizza’ non razionalizzando le spese folli (quindi cacciando via gli amministatori incapaci nominati dai partiti), ma tagliando a più non posso.

Lo si fa senza che sia stato spiegato ai cittadini che questa politica ha un colore, è di destra appunto, e comporta una scelta di fondo: poca solidarietà sociale ed ognuno se la veda per sé se le cose gli vanno male.

E soprattutto poco Stato e molto privato. Un esempio: se le telecomunicazioni non fossero state vendute e fossero oggi proprietà dello Stato (come in Francia o Germania) e fossero state gestite da manager capaci, invece di licenziare si assumerebbe e non solo in Italia, ma anche in altre parti del mondo dove l’azienda pubblica fosse in grado di investire e competere. Invece oggi Telecom ha buttato fuori decine di migliaia di persone. E il servizio di telefonia o internet non è di certo più vantaggioso e sicuramente non è più efficiente e la concorrenza tra diversi operatori produce utili miliardari per le proprietà (tutte non italiane).

Insomma, la condizione dell’Italia è grave e non è possibile affrontare una crisi forse senza via di uscita ‘a prescindere’ dall’obiettivo che si vuol raggiungere. L’obiettivo non è ‘conti in pareggio’, ma quale modello di vita offrire ai cittadini.

Il governo Monti non è legittimato ad operare ed oggi è più chiaro che mai. Se la società civile non troverà la forza di far sentire la propria voce impedendo ad esecutivo e partiti in coma di operare in modo dissennato, alla fine della ‘missione dei tecnici’ ci troveremo un Paese senz’anima, cosa che per millenni l’Italia non è mai stata. E saremo comunque morti, ma coi conti ‘in ordine’.

Roberto Barbera

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