cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » esteri
Regola la dimensione del carattere: A A

Haiti, le foto della tragedia. Due anni e mezzo dopo il sisma

Autore: . Data: mercoledì, 4 luglio 2012Commenti (0)

Luciana Giani, fotoreporter e volontaria della onlus Fratelli dimenticati, presenta qui alcune delle sue foto realizzate a Port-au-Prince, ad oltre due anni di distanza dal terremoto (250mila morti, un milione e mezzo di sfollati). Immagini ‘dentro’ la tragedia, nelle tendopoli. Tra le vittime dell’indifferenza.

Rabbia ed emozione. E’ forse la ‘normalità’ della tragedia haitiana, scovata nei volti dei suoi protagonisti involontari, a suscitare un mix di sentimenti difficilmente spiegabili con le parole.

La galleria fotografica di Luciana Giani ri-immerge il lettore (quello più attento al mondo dei derelitti, dei senza voce abbandonati all’ipocrisia, al mercimonio politico, agli esiti inumani della disuguaglianza strutturale) nel buco nero di una tragedia epocale, segnata sul calendario del 2010 alla data del 12 gennaio: il sisma devastò mezzo Paese, il più povero dei Caraibi. Morirono 250mila esseri umani, un milione e mezzo furono gli sfollati.

Luciana Giani si è già recata quattro volte sull’isola di Hispaniola, trattenendosi lunghi periodi: ha scritto, raccontato, fermato la dramma con la durezza delle fotografie, immortalando con grande mestiere (e altrettanta umanità) i volti della normale disperazione. Che ossimoro ignobile.

L’Occidente che si strugge imbattendosi nelle immagini dei bambini maltrattati, deprivati o abbandonati nelle bidonville di mezzo mondo dovrebbe comunque riflettere un po’ di più, persino sulla propria commozione. Dovrebbe chiedersi dove vanno a finire i soldi degli sms solidali, dovrebbe porsi qualche domanda sull’attività degli organismi di solidarietà internazionale (anche non governativi), dovrebbe guardarsi intorno e aderire alla denuncia di chi ha il coraggio di opporsi. Dovrebbe informarsi, quando non sa e magari intuisce soltanto.

L’Italia, in particolare, sul caso-Haiti non diede gran prova di sé. Su InviatoSpeciale raccontammo le demagogiche speculazioni date in pasto alla stampa dal governo di allora, che promise impossibili adozioni facili (articolo leggibile qui), e poi ci soffermammo sul rapporto perverso tra dramma umanitario e macchina degli aiuti (qui).

La speranza è l’ultima a morire. La riaccendiamo oggi con la luce delle immagini, che fanno seguito al reportage (firmato dalla stessa Luciana) che abbiamo pubblicato due giorni fa (e che si può leggere qui).

Testo di Paolo Repetto
Foto di Luciana Giani

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008