Europa: i soci di Merkel all’arrembaggio
Olanda e Finlandia mettono in discussione i risultati dell’ultimo vertice Ue. I due Paesi impediranno gli acquisti di bond sui mercati obbligazionari da parte del fondo permanente di salvataggio della zona euro.
Nonostante la decisione dei leader europei della scorsa settimana di mettere a disposizione i fondi di salvataggio per stabilizzare i mercati, Helsinki e Amsterdam non intendono sostenere le misure da adottarsi per limitare i costi di finanziamento per la Spagna e l’Italia.
Per decidere l’acquisto di titoli di stato sul mercato secondario da parte del Meccanismo Europeo di Stabilità (European Stability Mechanism, ESM) è necessaria l’unanimità.
Condizione questa che al momento non si verificherà vista l’opposizione dei due governi nordici.
Nonostante questa nuova tegola sul futuro dell’unione monetaria, i mercati azionari sono positivi e sembrano apprezzare la nuova linea del Consiglio europeo, che fortemente voluta da Francia, Italia e Spagna, per l’appunto ha sconfitto la posizione di Berlino e dei suo alleati Finlandia e Olanda.
Adesso gli operatori si aspettano una mossa della Banca centrale europea che il 5 luglio, come ogni primo giovedì del mese, si riunirà per orientare la politica monetaria. Cè chi ipotizza che Mario Draghi possa far scendere per la prima volta nella storia dell’euro il tasso di riferimento sotto l’attuale minimo storico dell’1 per cento.
C’è da chiedersi ora se i due governi ‘riottosi’ siano in realtà ‘agenti’ per conto della Merkel sconfitta o solo siano in cerca di qualche vantaggio da contrattare in cambio di un mutamento loro mutamento di rotta.
Una cosa rimane chiara: l’Europa politica è lontana come la luna.


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