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Confindustria avverte, nessuna ripresa per il 2012

Autore: . Data: venerdì, 27 luglio 2012Commenti (0)

L’associazione degli industriali pessimista sulla situazione del Paese. Ma la notizia quasi non trova spazio sui media. Continua la dissennata operazione di mimetizzazione della crisi.

Dalla ricerca Congiuntura Flash del Centro Studi di Confindustria emerge che lo scenario dell’economia globale “è ulteriormente peggiorato” e che di conseguenza in Italia “la diminuzione del PIL proseguirà”.

Secondo lo studio dopo che ”il secondo trimestre si è chiuso con tutti gli indicatori congiunturali in ribasso, soprattutto i nuovi ordini, si annullano le probabilità di rilancio nella seconda metà dell’anno”.

I ricercatori hanno aggiunto: “C’è qualche timido segnale di rallentamento della flessione a partire dall’estate inoltrata”, ma hanno anche evidenziato come “quasi tutto ora dipende dall’evoluzione del quadro in Eurolandia, che sempre più appare intrappolata in una spirale depressiva, a causa non tanto di aggiustamenti ineluttabili (sgonfiamento delle bolle immobiliari, riduzione della leva delle banche, più parsimonia delle famiglie) quanto dell’incertezza e dei danni che la gestione europea della crisi provoca, tra l’altro con politiche di risanamento troppo restrittive”.

In Italia il Centro Studi ha previsto un calo della produzione a giugno dell’1,3 per cento rispetto al mese precedente. Sempre a giugno, prosegue l’indagine, ”sono migliorate le attese su produzione (meno 5, da meno 8) e ordini (meno 2, da meno 6) ma resta forte il ritmo di contrazione indicato dalla componente ordini del PMI manifatturiero (41,9, da 40,3). La necessità di ricostituire le scorte, ritenute molto basse, potrà sostenere l’attivita”’.

Pessima la situazione dei consumi, calati dello 0,9 per cento secondo l’indicatore ICC di maggio. Male anche le immatricolazioni di auto in giugno, scese del 3,1 per cento.

Il rapporto ha anche rilevato un ulteriore inasprimento della stretta del credito. Nel nostro Paese a maggio le banche hanno ulteriormente ridotto i prestiti alle imprese, scesi dello 0,7 per cento. Dopo il recupero di aprile che aveva interrotto sei mesi di cali consecutivi, gli istituti di credito hanno di nuovo chiuso i cordoni della borsa ed ora siamo dell’1,8 per cento sotto il livello di settembre 2011.

Il lavoro del Centro Studi di Confindustria ha un grande valore per la comprensione dello stato dell’economia nazionale, ma inspiegabilemente questo tipo di notizie scompare quasi del tutto dai titolo dei tg e dei quotidiani. Il risultato è una sempre maggiore inconsapevolezza da parte dei cittadini sulla reale consistenza della crisi.

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