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Thyssenkrupp, gli ex dipendenti a Fassino: “Ricollocaci”

Autore: . Data: giovedì, 28 giugno 2012Commenti (0)

Un anno fa il sindaco di Torino prese un impegno in tal senso, quattro anni dopo la strage che causò sette morti il 6 dicembre 2007. Un appello dei lavoratori licenziati.

“Disoccupazione, esuberi e precariato, così come i morti e gli infortuni sul lavoro altro non sono che il frutto dell’imbarbarimento delle condizioni materiali, sociali e culturali a cui ogni giorno veniamo sottoposti noi lavoratori: a ciò e per pretendere un posto di lavoro sicuro e dignitoso rispondiamo lanciando questo appello.

Ci rivolgiamo a tutti i lavoratori, i cassintegrati, i disoccupati, gli intellettuali, le personalità pubbliche del mondo dell’arte, dello spettacolo, della cultura e del mondo scientifico, gli esponenti sindacali, i giornalisti, i politici, i comitati di lotta, le associazioni, gli enti e gli organismi che si battono per promuovere la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro e singoli cittadini affinché prendano posizione pubblicamente, sottoscrivendo questa petizione: in solidarietà con gli ex lavoratori della ThyssenKrupp di Torino, impegnati da quattro anni in una dura battaglia per l’accertamento della verità e della giustizia e per la loro immediata ricollocazione lavorativa, così come promesso dal Sindaco Fassino il 30 giugno 2011; perché si costringano, attraverso la lotta e la mobilitazione popolare, Governo e Amministrazioni locali a mantenere i posti di lavoro (sicuri e dignitosi per tutti) esistenti e a crearne di nuovi come unica misura per uscire dalla crisi”.

Così gli ex dipendenti Thyssenkrupp di Torino, in grande difficoltà dopo la chiusura della loro fabbrica e intenzionati a far valere la promessa fatta loro dal primo cittadino torinese un anno fa.

L’impegno riguarderebbe il riassorbimento delle ex maestranze industriali (quelle che si costituirono parte civile al processo) presso il comune di Torino. Ciò accade in una città storicamente colpita dalle crisi del settore manifatturiero e che oggi deve cimentarsi con la ristrutturazione del piano Marchionne in Fiat.

“Il crescente attacco contro i diritti dei lavoratori con la massiccia introduzione di forme di precariato e quello sferrato allo Statuto dei lavoratori – scrivono gli ex operai nell’introduzione all’appello – nel tempo si è tradotto in una condizione generalizzata di ricattabilità e insicurezza di tutti i lavoratori e nel tentativo di estromettere dai luoghi di lavoro i sindacati più combattivi, come ad esempio il caso Fiom in Fiat”.

L’acuirsi della crisi si tradurrebbe anche, nei luoghi di lavoro, “in migliaia di morti e centinaia di migliaia di invalidi permanenti, senza dimenticare i malati ‘professionali’ in seguito all’esposizione a sostanze nocive per la salute. Questo problema è ormai una piaga sociale che minaccia quotidianamente la vita dei lavoratori e dei cittadini, mai affrontato dai Governi che si sono succeduti negli ultimi decenni”.

Il verdetto di primo grado della primavera scorsa con la condanna di tutti gli imputati, ottenuta grazie alla costante mobilitazione dei familiari, degli operai e dei tanti cittadini solidali, è stato un primo passo verso l’accertamento della verità e della giustizia, “nonostante questi criminali – denunciano i firmatari – non siano ancora in galera. Di fatto rimane una battaglia ancora aperta per cui occorrerà vigilare e mobilitarsi per impedire rischi quali la già avviata depenalizzazione dei reati legati ai morti sul lavoro, il tentativo di insabbiare le responsabilità dei morti sul lavoro attraverso la prescrizione con il Processo breve, lo smantellamento di pool di magistrati particolarmente competenti in materia di reati legati al mondo del lavoro come quello coordinato dal dottor Guariniello”.

La premessa si è rivelata utile a spostare l’attenzione più direttamente sulla vicenda-Thyssenkrupp: “Dopo aver lavorato senza le minime garanzie di sicurezza e rischiato la vita in uno stabilimento ormai condannato alla chiusura, dopo esserci costituiti coraggiosamente per la prima volta in Italia parti civili in una class-action al fianco degli enti locali nel processo, dopo il cordoglio delle istituzioni cittadine e le rassicurazioni (solo formali) per lavorare affinché venisse garantita la sicurezza nei luoghi di lavoro e svariate promesse di ricollocazione per tutti i lavoratori da parte del Comune durante e dopo le campagne elettorali (l’ultima risale al 30 giugno 2011 in un incontro con il neo eletto sindaco Fassino), dopo 4 anni siamo ancora senza un’occupazione. Quelle istituzioni che dovrebbero sostenerci oggi ci discriminano, dato che oltre 30 nostri ex colleghi sono stati ricollocati in società partecipate del Comune e che nessuno di loro era costituito come Parte Civile nel processo”.

La vicenda di ex lavoratori ThyssenKrupp di Torino ancora senza lavoro rappresenterebbe “uno degli esempi del disinteresse con il quale prima la giunta Chiamparino e poi la nuova giunta di Fassino abbiano trattato la situazione dell’occupazione nel capoluogo piemontese”. E’ possibile aderire alla petizione contattando i promotori dell’iniziativa al seguente indirizzo e-mail: maipiuthyssenkrupp@hotmail.it

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