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Renzi, il sindaco a fumetti

Autore: . Data: lunedì, 25 giugno 2012Commenti (0)

Il sindaco di Firenze, che si autodefinisce ‘il nuovo’, sembra sempre di più un politico della vecchia guardia. Annunci, proclami e promesse, ma nulla di concreto se non manovre.

Ne ha radunati un migliaio, tra militanti ed amministratori in occasione del Big Bang obiettivo Italia, un’assemblea chiamata all’americana (che fa più chic) ‘convention’ per lanciare la sua improbabile candidatura alle ancora non definite primarie pe scegliere il nuovo leader-presidente del Consiglio del centro sinistra.

I giovani del sindaco, che poi tanto giovani non sono, visto che la loro età media è 35 anni, sostengono che la scelta del nuovo candidato premier deve essere aperta a tutti.

Una proposta del genere, che farebbe inorridire un elettore degli Usa, invece nel nostro Paese appare come una cosa ‘normale’: mai un cittadino a stelle e strisce democratico parteciperebbe ad una elezione repubblicana e viceversa.

Di scarso rilievo nazionale i convenuti. Tra loro tale Federico Vantini, che alle ultime elezioni ha battuto un leghista nel piccolo comune di San Giovanni Lupatoto, 24.476 abitanti in provincia di Verona. Sentendosi un Carlo Magno del Veneto, il neo eletto ha detto: “Sono sindaco da un mese. Per vincere abbiamo ricompattato il centrosinistra convincendo i nostri ‘vecchi’ a farci largo. Ma nessuno credeva che ci saremmo riusciti: invece abbiamo fatto il miracolo”. Al povero Vantini sono sfuggite la caduta del governo Berlusconi-Bossi, i guai della famiglia del Senatur e la debacle dei celtico-padani ovunque e non ha capito che più del suo trionfo conta il tonfo del Carroccio. Tuttavia il primo cittadino di San Giovanni Lupatoto non ha dubbi sulle primarie: “Funzionano bene così da anni, non c’è motivo di cambiarle ora, e ovviamente starò con Matteo”.

Dello stesso avviso è Andrea Ballarè, sindaco di Novara: “Se non avessimo avuto primarie aperte, ci sarebbe sempre la Lega di Cota a comandare…”, ha detto con toni premonitori.

Ha parlato di primarie anche Barbara Paron, primo cittadino di Vigarano Mainarda, 6.967 abitanti in provincia di Ferrara: “Credo nello statuto del Pd, in cui spesso compare questo termine. Renzi incarna questa spinta, questo sentire”.

Molto renziano Paolo Russomando, che con una logica tanto stringente quanto oscura ha sostenuto: “Sono venuto da Giffoni, nel salernitano, per sostenere il programma di Renzi. Forse non ci crederete, ma quando il rinnovamento si fa davvero, le cose funzionano anche al Sud…”. Come se nel Mezzogiorno del Paese ci fosse una condizione per la quale l’efficienza è comunque un fenomeno quasi paranormale.

Sicuro di sé anche il poco più che ventenne consigliere comunale di Urbino, Federico Scaramucci. “Ora serve un colpo di reni, un cambio di prospettiva. Servono anche leader in grado di mettere, come diceva Weber, le dita negli ingranaggi della storia. O magari tutte le braccia, capito Matteo?”.

Fedele alla causa Andrea Sarubbi, deputato: “Mi avete ricordato perchè sono nel Pd, perchè a chi dice che il partito è tra il 24 e il 42 per cento dei consensi, rispondo che senza di voi ci fermeremmo al 24″.

Ma 18, 24 o 42%, al Pd a cosa serviranno secondo i rottamatori di Renzi?

Quando il sindaco ha cominciato a parlare sullo schermo è apparsa la foto di Dick Fosbury, il primo atleta a cimentarsi nel salto in alto all’indietro: “Lo definirono un pazzo – ha detto Renzi – ma migliorò del 25 per cento le sue prestazioni”.

Poi, durante il suo intervento, ha dato ordine alla ‘regia’ di far partire la canzone ‘The final countdown’, seguita da quella dei Righeira: ‘L’estate sta finendo’: secondo lui un modo per far capire ai suoi compagni di partito ‘attaccati’ alle poltrone che per loro tempo è finito.

E dopo il salto all’indietro e le canzoni, tra qualche ragionamento di ‘tattica rottamatoria’, un pensiero chiaro. La consapevolezza che lui da solo non potrà fare niente, che non è una specie di mago.

Ma subito dopo un altro colpo di scena. Sempre la ‘regia’ ha lanciato una scena di Mary Poppins, quando la ‘fata baby sitter’ con un semplice schioccare delle dita mette a posto la stanza dei due piccoli coprotagonisti.

Infine, prima di chiudere l’intervento, Renzi ha tirato fuori due macchine fotografiche Polaroid: una vecchia che stampa in almeno 10 minuti e in bianco e nero, e una nuova che, oltre a stampare più velocemente, lo fa a colori e in digitale. “Loro – ha concluso Renzi – si sono saputi rinnovare”. Nessuno ha spiegato al sindaco che l’ex colosso americano della fotografia a sviluppo istantaneo è quasi scomparso. Nel febbraio del 2008, la Polaroid Corporation ha annunciato la cessazione della produzione delle sue famose pellicole ed ha perso il suo stile inconfondibile e famoso da decenni in tutto il mondo. Nel 2010, per contrastare la concorrenza, l’azienda ha nominato la cantautrice americana Lady Gaga direttrice creativa.

Che Renzi stia pensando a Valerio Scanu o a Alessandra Amoroso come nuovi leader del Pd?

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