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La farsa Lusi-Margherita

Autore: . Data: lunedì, 25 giugno 2012Commenti (0)

Il parlamentare ex Margherita, arrestato perchè sospettato di essersi appropriato dei soldi del partito, sembra sempre di più uno degli ormai innumerevoli protagonisti dell’avanspettacolo politico nazionale.

L’ex tesoriere, secondo i suoi antichi compagni, avrebbe fatto tutto da solo e si sarebbe impossessato di almeno 25 milioni di euro. Una tesi apparentemente inverosimile. Prima di qualsiasi altra considerazione non si capisce perchè la Margherita, co-fondatrice del Pd, invece di far confluire il ‘tesoretto’ (finanziamento pubblico) nelle casse della nuova formazione, li abbia tenuti in un salvadanio sopravvissuto alla fusione con i Ds.

Inoltre, chiunque abbia un minimo di conoscenza dei partiti italiani, sa bene come nessun tesoriere decida da solo. Gli ‘amministratori’ sono fedeli esecutori di ‘ordini superiori’. Ed infatti nel suo primo interrogatorio da detenuto Lusi ha detto: “Tutti gli investimenti immobiliari dal 2007 in poi li ho fatti per conto della corrente rutelliana. C’era un preciso patto tra fiduciari”. Certo appare bislacco che la gran quantità di soldi ‘conservati’ dai margheritini siano stati ‘dimenticati’ e fossero tenuti ‘in sonno’. In attesa di cosa?

Anche se ‘fuori moda’, considerati i comportamenti intollerabili del Palazzo, la carcerazione del senatore non può essere giustificata. In precedenza, il 31 gennaio 2012, su segnalazione della Banca d’Italia, l’esponente politico era stato iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Roma con l’accusa di appropriazione indebita.

In Italia possono essere sottoposti a misura di ‘custodia cautelare’ gli imputati che potrebbero inquinare le prove, “purché si tratti di pericolo concreto e attuale”, che potrebbero fuggire (ma solo a patto che la pena irrogata in caso di condanna sia superiore a due anni), che rischiano di commettere ancora dei reati (anche qui, solo se l’indagato si suppone possa far ricorso ad armi o di altri mezzi di violenza personale o diretti contro l’ordine costituzionale, oppure delitti di criminalità organizzata, oppure della stessa specie di quello per il quale si procede. Comunque la custodia cautelare è permessa solo se la pena massima prevista per il reato in questione è uguale o superiore a quattro anni).

Dopo sei mesi di indagini risulta del tutto chiaro che non sussite alcuna possibilità di inquinamento delle prove (nel caso, il fatto sarebbe già avvenuto), è del tutto da escludersi la fuga e non si vede come Lusi possa reiterare il reato di appropriazione indebita o altri di natura violenta.

I diritti civili dei cittadini, quantunque possibili responsabili di reati, vanno rispettati. Anche se si tratta di cittadini-parlamentari, ovvero di persone che godono di privilegi spesso ingiustificati ed ingiustificabili. E nel caso di Lusi non solo la richiesta di arresto, ma l’autorizzazione del Senato a compierlo sono decisioni fortemente discutibili. La moralizzazione del Paese, infatti, non passa per l’uso delle manette.

Interrogato per sette ore e mezzo dal gip Simonetta D’Alessandro, dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Stefano Pesci nel carcere romano di Rebibbia, il senatore, difeso dagli avvocati Luca Petrucci e Renato Archidiacono, avrebbe raccontato con dovizia di particolari tutta la sua attività di tesoriere della Margherita. Inoltre il parlamentare avrebbe fatto molti nomi di colleghi, anche se non è noto a quale titolo e perchè.

Il detenuto avrebbe spiegato che dal 2001 al 2007 il controllo che operava sui bilanci del partito era “regolare e rigoroso e riguardava una verifica accurata di tutte le entrate e le uscite”. Dopo lo scioglimento del partito, poi, il suo controllo sui bilanci “è stato solo formale e non ha riguardato le entrate e le uscite”, quindi “era meno accurato”.

L’ex tesoriere avrebbe sostenuto che dopo la fusione con i Ds i ‘margheritini’ raggiunsero un accordo, del quale lui stesso Lusi era il garante, per la ripartizione dei fondi e delle spese tra Popolari (60 per cento) e Rutelliani (40 per cento).

Lusi ha quindi aggiunto “che tutti gli investimenti immobiliari” da lui compiuti, tracciabili e riconducibili appunto alla sua persona, “sono stati fatti per conto della corrente rutelliana e in virtù di un patto fiduciario con tale corrente per fare rientrare i soldi in questa maniera”.

Il senatore avrebbe anche ammesso di essersi appropriato di somme di denaro.

I suoi legali, dopo l’interrogatorio, hanno aggiunto che il loro cliente “ha parlato di come funzionava il sistema e di quello che era il suo ruolo” ed hanno chiarito che il detenuto ha fornito agli inquirenti materiale documentale ed indicato altro materiale che la procura potrebbe acquisire. “Luigi Lusi – hanno commentato gli avvocati Petrucci e Archidiacono – ha detto ai magistrati come funzionava il sistema. Sarà ora la Procura a fare i dovuti riscontri”. “L’interrogatorio – hanno aggiunto – è stato completo, Lusi ha risposto a tutte le domande ed è sereno”.

Come in tutte le commedie scontate, immediata è stata la replica degli altri protagonisti, ovvero degli ex esponenti della Margherita.

Francesco Rutelli ha affermato: “Se è vero che ha detto di aver concordato con la ‘corrente rutelliana’ le operazioni di ladrocinio a beneficio personale e dei suoi familiari, significa che Lusi vuol fare la fine di Igor Marini”.

Marini, un faccendiere svizzero diventato ‘gola profonda’ del misterioso affaire ‘Telekom Serbia’, è stato condannato a 10 anni per associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione di documentazione falsa e contraffatta e calunnia. A suo tempo aveva tirato in ballo (stando alle sentenze, in modo improprio) Francesco Rutelli, Donatella e Lamberto Dini, Walter Veltroni, Piero Fassino, Clemente Mastella e Romano Prodi, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio.

Giampiero Bocci, altro parlamentare Margherita ora Pd, da parte sua ha aggiunto: “Se ha detto questo è proprio andato fuori di testa”.

I magistrati dopo l’interrogatorio ritengono che “il quadro accusatorio” sia uscito rafforzato. Alcuni ‘ben informati’ avrebbero detto: “Quadro rinforzato e corroborato da dettagli che ora dovranno essere esaminati’.

I difensori di Lusi presenteranno istanza per la remissione in libertà. La richiesta sarà presentata la prossima settimana.

Quale sarà la conclusione del ‘mistero dei soldi dimenticati’?

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