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La Chiesa di Ratzinger, quanto disordine sotto il cielo

Autore: . Data: lunedì, 25 giugno 2012Commenti (0)

Due vicende riportano in primo piano l’ultimo successore di Pietro e la sua curia: la nomina di cronista americano al fianco dell’attuale portavoce vaticano e il gossip attorno ad un prelato argentino immortalato in dolci pose con una signora in spiaggia. Nel primo caso, il Vaticano ha deciso di ricostruire la sua immagine, nel secondo monsignor Bargallò ha probabilmente subìto una vendetta in seguito al suo sostegno ai preti più impegnati socialmente.

Santa madre chiesa non trova pace e oltretevere fa ancora più caldo che altrove. Dopo l’imbarazzante vicenda del ‘corvo’ e l’inquietante vicenda Ior-Gotti Tedeschi, il pontefice e la curia si sono accordati almeno sul capro espiatorio: padre Federico Lombardi, commissariato e affiancato da un giornalista statunitense (nonché uomo dell’Opus dei), Greg Burke, ufficialmente chiamato a “rafforzare il settore della comunicazione”.

Ma non è tutto. Il vescovo argentino Fernando Maria Bargallò, titolare della diocesi di Merlo-Moreno – alla periferia di Buenos Aires – e responsabile della Caritas latinoamericana (è succeduto nel 2007 ad un vescovo salvadoregno, poi riconfermato l’anno scorso fino al 2015) è stato fotografato in dolce compagnia su una spiaggia messicana. Le immagini ‘scandalose’ sono state diffuse dalla tv argentina e risalgono al gennaio 2011.

Il porporato ha inizialmente gridato al complotto politico, insinuando strumentalizzazioni malevole e sostenendo fosse in compagnia di una sua vecchia amica di infanzia. Che Bargallò sia rimasto vittima di un durissimo sgambetto politico è altamente probabile (come argomenteremo tra poco) per quanto sia vero che le immagini (pubblicate con ulteriori dettagli anche dal periodico ‘Clarin’) non lasciano spazio ad interpretazioni. Il porporato è stato comunque indotto a rassegnare le dimissioni nelle mani del nunzio apostolico locale, Emil Paul Tscherrig.

Cominciamo dalla prima rogna vaticana, che interviene sulla geografia interna a santa madre chiesa. L’americano Greg Burke, corrispondente in Italia della ‘Fox News’, è arrivato sotto il cupolone rapidamente – contravvenendo le consuete liturgie intrise di prudenza – per occuparsi dei rapporti con giornali e televisioni. Ufficialmente il portavoce rimane padre Lombardi, ma il rampante cronista sarà il suo ‘supervisor’, alle dirette dipendenze del cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone.

Inutile dire che è stata introdotta una figura del tutto inusuale, con lo scopo – restando ancora ai toni ufficiali – “di contribuire al miglioramento delle strategie di comunicazione”, in seguito alla vicenda-Vatileaks e all’ancor più inquietante storia della cacciata di Gotti Tedeschi dallo Ior, la chiacchieratissima banca vaticana.

Il messaggio diffuso da piazza San Pietro, in fondo, è abbastanza semplice: se siamo finiti nell’occhio del ciclone è accaduto perchè non siamo stati capaci di raccontare ‘meglio’ le vicende che turbano l’elettorato cattolico. Analisi piuttosto curiosa della realtà, ma tant’è. Lo conferma il fatto che la scelta di Burke non rappresenta certo un’inversione di tendenza all’insegna della carità cristiana più autentica. A meno che non si voglia definire il giornalista quarantacinquenne – membro dell’Opus dei – come espressione delle tendenze più umili e modeste della storia millenaria della Chiesa. Il nuovo guru della comunicazione vaticana dispone peraltro di un curriculum di tutto rispetto: proviene dalla rivista ‘Time’ ed è noto nell’ambiente per la sua professionalità e il suo stile diretto. Comunque un veterano, nonostante la (relativa) giovane età, abbondantemente testato nell’ambiente vaticano anche per aver seguito numerosi eventi di politica estera.

Padre Lombardi ha commentato con asciutto aplomb il suo sostanziale commissariamento: “Greg Burke assumerà presto servizio nell’ambito della Segreteria di Stato come ‘Advisor’ per la comunicazione. Questa nuova figura avrà la finalità di contribuire a integrare l’attenzione alle questioni della comunicazione nel lavoro della Segreteria di Stato e a curare il rapporto con il servizio della sala stampa e delle altre istituzioni comunicative della Santa Sede”.

Meno diplomatici i siti del tradizionalismo cattolico, molto infastiditi per le recenti vicende vaticane e per come sono state diffuse. Il portale ‘Pontifex’, noto per le sue posizioni rigidissime in materia di etica, rivendica infatti una sorta di primogenitura della critica e plaude alle scelte di cambiamento dopo aver “espresso educatamente dubbi – si legge in un articolo pubblicato sul sito – circa il modo di comunicare della Santa Sede e le tante, forse troppe, battute a vuoto; non è qui in discussione la bontà e l’onestà di Padre Federico Lombardi il gesuita che da qualche anno dirige la Sala Stampa. Padre Lombardi è retta persona, sacerdote integerrimo, ma si è dimostrato, per ora, poco adatto al compito. Non si contano le situazioni in cui la comunicazione vaticana ha mancato, con possibili rischi di crisi e di grane serie per il Pontefice”.

Ora che a risolvere le “grane” è arrivato “il supervisor laico Greg Burke, eccellente comunicatore, uomo di influenza e prestigio”, si legge ancora su Pontifex, sarà possibile “contribuire al miglioramento delle strategie di comunicazione della Santa Sede ultimamente in affanno. Ufficialmente si parla di affiancamento – si conclude l’articolo pubblicaro sul sito cattolico – ma è un ‘commissariamento’ di padre Lombardi la cui gestione si è oggettivamente rivelata modesta, insufficiente e poco adatta a tempi che si annunciano polemici e pericolosi”.

Così come pericolosa si è rivelata la scelta di monsignor Fernando Maria Bargallò di farsi accompagnare da una signora su una spiaggia messicana. Una volta caduta la strategia difensiva del prelato, lo stesso ha confessato tutto ai suoi sacerdoti. Ha dovuto farlo dopo che sono stati pubblicati tutti i dettagli del tour sentimentale del vescovo in Messico assieme a Maria de las Victoria Martinez Bo, un’imprenditrice gastronomica, nel gennaio del 2011.

Resta da capire chi abbia voluto danneggiare così fortemente l’immagine e la carriera del vescovo argentino. Ma un’ipotesi credibilissima già circola con insistenza e riguarda le inimicizie che Bargallò vanta proprio a casa sua, nella cittadina di Merlo: in primo luogo quella con il sindaco Raul Othacehé. La diocesi sarebbe entrata in conflitto con l’amministrazione locale per ragioni non strettamente religiose bensì politico-sociali, dopo che il vescovo avrebbe preso le difese di un gruppo di sacerdoti impegnati ad appoggiare le rivendicazioni salariali dei lavoratori della città. E si tratterebbe di preti vicini al ‘Movimento dei Sacerdoti per il Terzo Mondo’, associazione nata durante e contro la dittatura dei militari che ha oppresso l’Argentina tra il 1976 e il 1983.

Fatto sta che il sindaco non avrebbe gradito il sostegno del vescovo all’intervento dei ‘suoi’ preti e si sarebbe perciò vendicato passando alla televisione argentina immagini compromettenti ottenute chissà come.

Paolo Repetto

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