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Il Pd e l’operetta della Rai

Autore: . Data: mercoledì, 20 giugno 2012Commenti (0)

Bersani ha chiesto ai ‘movimenti della società civile’ di indicare i nomi da candidare per il consiglio di amministrazione. Proposti Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi. La lottizzazione continua.

L’incredibile vicenda della azienda pubblica non avrà mai fine. Mentre continua il balletto dei curricula (ne sono arrivati 300 alla Commissione parlamentare di vigilanza), il principale partito di opposizione ha deciso di designare i due nomi segnalati dalle associazioni.

Appare chiaro che la lottizzazione continua, con i partiti del centro destra (in maggioranza) e quelli dell’opposizione (in minoranza) che si dividono le poltone.

La nomina dei consiglieri, in ogni caso, non cambia nulla. La Rai è totalmente occupata dai partiti: direzioni, vicedirezioni, redazioni, strutture dei programmi sono occupate da personaggi designati dalle forze politiche.

Così i due candidati Tobagi e Colombo, la prima giornalista-scrittrice ed il secondo magistrato, a patto siano in grado di svolgere il ruolo di consiglieri, non potranno materialmente far nulla per smontare la complicata macchina della lottizzazione.

Antonio Di Pietro, intanto, ha dissotterrato l’ascia di guerra. ”Il nostro impegno – ha dichiarato – è che non si ripeta per il Cda della Rai quanto già accaduto con le authority su Privacy e Agcom. Per questo continuiamo a chiedere che vengano esaminati i curriculum giunti alla commissione di Vigilanza. Al più presto si superi la legge Gasparri ma intanto si usi un metodo trasparente per l’elezione del nuovo Cda della Rai”.

Il leader dell’Idv ha anche affrontato il problema del suo ex collega del pool di giudici milanesi anticorruzione: ”Sono orgoglioso dell’indicazione a favore di Colombo, vuol dire che la storia di Mani pulite continua. Lo abbraccio, ma anche lui poteva essere scelto in altro modo”. ”Nessuna logica spartitoria – ha insistito l’ex pm -. Abbiamo chiesto al senatore Zavoli, presidente della Vigilanza, di dare il tempo alla commissione per vagliare i curriculum”.

Tuttavia, anche Di Pietro sa di raccontare favole. I partiti non designeranno certo i nuovi consiglieri perchè onesti, capaci o meritevoli, ma solo in base alla loro collocazione politica. Il centro destra indicherà dei berlusconiani, il centro sinistra come si è detto i ‘segnalati’ dalla non meglio identificata ‘società civile’.

La Rai è ormai un baraccone irrecuperabile. Per risanarla sarebbe necessario azzerare totalmente l’intera struttura direttiva e questo, con l’attuale scenario politico, come appare chiaro, è assolutamente impossibile.

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