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I media, Grillo e la disinformazione

Autore: . Data: venerdì, 15 giugno 2012Commenti (0)

Il ‘Corriere della Sera’ ha pubblicato sul suo sito e con enfasi una notizia di cronaca. “Ha sterminato un’intera famiglia. Non farà un solo giorno di carcere”. Ma toni così violenti non sono mai stati usati nei confronti del comico genovese, anni fa condannato per omicidio colposo.

Nell’articolo del ‘Corriere della Sera’ si leggeva: “Ha sulla coscienza la vita di quattro persone, ma se l’è cavata con una pena di appena due anni e senza fare un solo giorno di carcere. Si chiude nel peggiore dei modi la triste storia della famiglia Quinci, interamente distrutta per colpa di un giovane che il 15 gennaio dello scorso anno sfrecciava con la sua Bmw per le stradine di Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, a 120 chilometri all’ora. Nell’impatto con una Fiat 600, sulla quale viaggiava la famiglia Quinci che stava rientrando a casa, morirono i piccoli Martina e Vito, di 12 e 10 anni e la madre Lidia Mangiaracina di 37 anni. L’unico a sopravvivere all’incidente fu il capofamiglia, Baldassare Quinci, 43 anni, maresciallo dell’aeronautica che ebbe appena il tempo di guarire dalle ferite riportate in quel terribile scontro. Al dolore si aggiunse la rabbia quando venne persino accusato di concorso di colpa. E così sei mesi dopo la tragedia decise di farla finita impiccandosi ad una trave”.

Una storia terribile, un capitolo di una lunga lista di episodi analoghi. Per alcuni romanì ‘colpevoli’ dello stesso reato, omicidio colposo, in epoca di ‘ronde padane’ alcuni hanno chiesto la pena di morte, altri sono arrivati ad organizzare spedizioni punitive ed assaltato i loro accampamenti.

Anche i partiti, non particolarmente attivi nel campo della difesa dei diritti, sono vicini alle vittime dei sinistri automobilistici e, proprio nei giorni scorsi, la Giunta e il presidente della Regione Toscana hanno votato una mozione con la quale si chiede al Parlamento di attivarsi per l’introduzione nel codice penale del reato di ‘omicidio stradale’. Il documento godeva di una maggioranza schiacciante: Pdl, Pd e Udc i firmatari.

Da settimane i media italiani analizzano il ‘fenomeno Grillo’ e non pochi mostrano una attenzione ‘benevola’ nei confronti del comico genovese diventato leader politico.

Il programma del M5S non è del tutto definito, il suo stesso leader ha di recente annunciato che richiede qualche modifica, ma su una cosa è chiarissimo: non debbono essere candidati inquisiti o condannati.

A prescindere dalla eleggibilità, tuttavia, sorge un problema. Un cittadino riconosciuto colpevole di un reato è comunque autorizzato a dedicarsi alla politica? La questione non è di poco conto, poiché i casi di ‘manovratori’ da dietro le quinte non debbono essere trascurati.

Comunque sia, che rapporto c’è tra la notizia del quotidiano milanese, i media in generale, Grillo e la politica?

Il 13 marzo 1985 la Corte d’Appello di Torino condannò il comico a un anno e 4 mesi (e al ritiro della patente). Nel dispositivo i giudici scrissero: “Si può dire dimostrato, al di là di ogni possibile dubbio, che l’imputato (Grillo, ndr) risalendo la strada da valle, poteva percepire tempestivamente la presenza del manto di ghiaccio (…). L’esistenza del pericolo era evidente e percepibile da parecchi metri, almeno quattro o cinque, e così non è sostenibile che l’imputato non potesse evitare di finirci sopra”. Per questo motivo il guidatore “disponeva di tutto lo spazio necessario per arrestarsi senza difficoltà”. Grillo, invece, decise “consapevolmente di affrontare il pericolo e di compiere il tentativo di superare il manto ghiacciato. Farlo con quel veicolo costituisce una macroscopica imprudenza che non costituisce oggetto di discussione”. L’8 aprile 1988 la Cassazione confermò la pena.

L’incidente aveva provocato tre morti. Renzo Giberti, di 45 anni, sua moglie Rossana Guastapelle, di 33 anni, e il loro figliolo, Francesco, di 8 anni.

All’epoca Grillo era difeso da un avvocato molto famoso, Alfredo Biondi. Il legale è anche un politico di primo piano. Eletto in Parlamento dal 1968 al 1972 e dal 1979 al 2008, è stato più volte ministro e vicepresidente della Camera. Ha ricoperto il ruolo di segretario del Partito Liberale Italiano nel 1985-1986. Insomma, un vero protagonista della partitocrazia. Ma quando si è nei pasticci una cosa sono gli ideali ed un’altra le contingenze. Forse.

Il leader del M5S ha dichiarato comunque di non volersi presentare alle elezioni, ma il problema non è questo. Come mai, secondo il ‘Corriere’, Fabio Gulotta, il ragazzo di 22 anni responsabile dell’incidente di Campobello di Mazara, è uno ‘sterminatore di famiglie’, mentre nessuno mai si sognerebbe di scrivere lo stesso per Grillo, che pur si è trovato in una condizione simile?

I media nazionali, sempre di più, sono diventati degli sgangherati oggetti che diffondono informazioni confuse, propagandistiche, sopra le note. Dalla cronaca alla politica non esiste più misura nella diffusione delle notizie ed il giusto lamento contro la demagogia della politica che si leva dalla società civile dovrebbe arrivare anche alle orecchie di non pochi direttori di quotidiani, settimanali o tg.

E dovrebbe indurre i Torquemada della cosiddetta ‘antipolitica’ a moderare i propri toni, perché come disse qualcuno anticamente: “Chi è senza peccato scagli la pietra”. Gli elettori riflettano, anche quelli fieramente grillini.

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