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Super Giorgio in difesa di Super Mario

Autore: . Data: mercoledì, 21 dicembre 2011Commenti (0)

Napolitano difende il governo Monti e si autoinveste sovrano pro tempore di un Paese ben oltre la follia.

Secondo il capo dello Stato “bisognava evitare uno scontro elettorale devastante. Ma non c’è stato tradimento della volontà popolare”.

Ogni frase, estrapolata dal contesto, induce colpevoli defromazioni, ma nelle parole del presidente una affermazione appare evidente al di là di ogni ragionevole dubbio: “Bisognava evitare uno scontro elettorale devastante”.

Il vecchio cuore togliattiano batte ancora nel petto del migliorista di un tempo e così la ‘pedagogia rivoluzionaria stalinista’ ha colpito ancora, inducendo un uomo solo ad assumersi il compito di stabilire cosa fosse giusto per un popolo intero.

Napolitano ha insistito nella sua tesi ‘monarchica’ difendendo la nomina del governo dei tecnici: “E’ una leggerezza dire che la democrazia è stata sospesa. Con il governo Monti non c’è stato alcuno strappo costituzionale”. Per il presidente “la lunga, irriducibile contrapposizione, al limite dell’incomunicabilità” che divideva il centro destra ed il centro sinistra “ha reso impraticabile ogni ipotesi di larga coalizione di governo come il presidente incaricato ha potuto ben presto constatare”.

Per il Capo dello Stato “la fiducia accordata al governo Monti è avvenuta perchè occorreva scongiurare in una fase così critica una paralisi dell’attività di governo e parlamentare e uno scontro elettorale devastante”. Quindi ha aggiunto: “Non mi risulta che ci sia stato un tradimento della volontà popolare. La data limite per il ritorno alle elezioni, in Italia, è già segnata dal termine naturale della legislatura”.

Napolitano infine ha per l’ennesima volta tessuto le lodi delle ‘formule magiche’ escogitate dal suo governo dei tecnici: “L’ampiezza e la continuità dello sforzo appena avviato, prova di un condiviso senso di responsabilità” delle forze politiche, “è ciò che più rafforza e può rafforzare la credibilità dell’Italia”.”L’ampio sostengo al governo – ha sottolineato – rafforza il Paese”. “La strada è in salita, ma l’Italia può farcela”.

Al presidente, forse sfuggono non poche cose. Sebbene Berlusconi ed il centro destra avessero portato il Paese sull’orlo (e forse anche oltre) del baratro e che la speculazione internazionale si accanisse contro l’Italia, il ruolo del Presidente della Repubblica non è quello di scegliere la strada a suo parere più opportuna per il governo del Paese. Come chiarisce la Costituzione, il Capo dello Stato ha il solo compito di nominare dopo opportune consultazioni il presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri ed infine accogliere il giuramento del governo e le eventuali dimissioni.

Insomma, il presidente ha un ruolo di garanzia e non di indirizzo politico. Evitare quello che a suo giudizio potrebbe essere uno “scontro elettorale devastante” non rientra nelle prerogative dell’inquilino del Quirinale, così come non è prevista in nessuna democrazia compiuta la necessità di formare “larghe coalizioni di governo”, che tradotto in linguaggio semplice vuol dire ‘tutti insieme appassionatamente’, a prescindere dal fatto che i partiti chiamati all’unità forzosa abbiano in modo evidente ideali e scopi del tutto inconciliabili tra loro.

L’operazione Monti voluta da Napolitano sta mostrando la sua debolezza non solo perchè al di fuori della prassi costituzionale, ma anche per un altro motivo.

La crisi finanziaria mondiale che sta distruggendo quel che resta della nostra da tempo disastrata economia non può essere affrontata da una squadra di ‘pensionati’ o ‘pensionandi’. Napolitano e Monti, in due, hanno più di un secolo e mezzo ed alcuni esponenti dell’esecutivo sono indiscutibilmente sospettabili di conflitto di interessi al pari dell’ex premier Berlusconi.

Il ricorso alla saggezza degli anziani è un valore importante per i popoli civili, ma la capacità di saper comprendere quando si è  in grado di affrontare e risolvere un problema è un dovere per chi governa.

La crisi strutturale del capitalismo e le trasformazioni profonde legate alla ricerca ed alla tecnologia impongono oggi leader in grado di distinguere un transistor da un chip.

La debolezza del nuovo governo Napolitano-Monti non si limita quindi alla forzatura imposta alle regole costituzionali, ma comprende anche il non possesso delle chiavi per interpretare la sfida del nuovo millennio.

Ben pochi hanno la volontà di aprire un dibattito di questo genere e chi lo fa preferisce ricorrere ad argomentazioni ideologiche piuttosto che denunciare l’assoluta  inadeguatezza dei protagonisti dell’operazione ‘salavare l’Italia’.

Si annuncia bufera e non si ha notizia di dove siano le scialuppe di salvataggio.

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