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Signora Ministra,‭ ‬mi tagli la testa

Autore: . Data: venerdì, 9 dicembre 2011Commenti (0)

La lettera di un carcerato a Paola Severnino. Una denuncia contro l’ergastolo ostativo, ovvero il ‘fine pena mai’. Un articolo per ‘Tu Inviato’.

Sarà pure un governo tecnico,‭ ‬ma il nuovo Ministro della Giustizia ha imparato presto a parlare politichese:

“‬L’Italia è in prima linea nella campagna contro la pena di morte.‭ ‬Lo ha detto il‭ ‬Ministro della Giustizia,‭ ‬Paola Severino,‭ ‬nel saluto rivolto in apertura del sesto Congresso‭ ‬internazionale dei ministri della Giustizia‭ “‬Dalla moratoria all’abolizione della pena capitale‭”‬,‭ ‬organizzato oggi a Roma dalla Comunità di Sant’Egidio.‭ ‬Quello della battaglia contro la pena di‭ ‬morte,‭ ‬ha ricordato il ministro,‭ ‬è un‭ “‬tema caro all’Italia,‭ ‬paese da sempre attento alla tutela‭  ‬dei diritti della persona‭” ‬e l’applicazione della pena capitale‭ “‬non dà nessuna garanzia di sicurezza‭”‬.‭  ‬(Fonte:‭ ‬Adnkronos,‭ ‬29‭ ‬novembre‭ ‬2011‭)

Ci vuole certo un bel coraggio a dichiarare che l’Italia è contro la pena di morte quando nel suo paese esiste la‭ “‬Pena di Morte Viva‭” ‬che è molto più disumana di quella di‭  ‬morte.

Signora Ministra,‭ ‬non me ne voglia se mi permetto di ricordarle che lo scrittore e politico Benjamin Constant‭ (‬Losanna‭ ‬1767-‭ ‬Parigi‭ ‬1830‭) ‬arrivò a giustificare la pena di morte,‭ ‬ma non la pena perpetua,‭ ‬nel quale vide‭ “‬un ritorno alle più rozze epoche,‭ ‬un consacrare la schiavitù,‭ ‬un degradare l’umana condizione‭”‬.

Fu tale nella Francia rivoluzionaria l’orrore di murare vivo un uomo per tutta la vita senza la compassione cristiana di ammazzarlo che l’Assemblea Costituente,‭ ‬mentre mantenne la pena capitale,‭ ‬vietò le pene perpetue.

E fu così che nel codice penale del‭ ‬28‭ ‬settembre del‭ ‬1791‭ ‬la pena più grave dopo la morte fu la pena di ventiquattro anni di detenzione.

Signora Ministra,‭ ‬molti‭ ‬uomini ombra,‭ ‬come sono chiamati dagli altri detenuti gli ergastolani ostativi a qualsiasi beneficio penitenziario,‭ ‬preferirebbero la ghigliottina che essere murati vivi fino all’ultimo‭  ‬dei propri giorni.

Signora Ministra,‭ ‬Lei non può immaginare cosa vuol dire‭  ‬essere vivi,‭  ‬ma dichiarati morti dallo Stato,‭ ‬dalle leggi e dalla Società.

E mi creda,‭ ‬l’ergastolo ostativo è una pena bestiale,‭ ‬perché molto più lunga,‭ ‬dura e inumana di quella di morte.

Signora Ministra,‭ ‬l’ergastolo ostativo senza nessuna possibilità di uscita è un inferno ancora più brutto dell’inferno perché quello dell’aldilà lo sconti da morto,‭ ‬ma questo lo sconti da vivo.

La nostra vita è già tanto difficile,‭  ‬non ci faccia sentire dichiarazioni‭  ‬a proposito della pena di morte:‭  “‬tema caro all’Italia,‭ ‬paese da sempre attento alla tutela‭  ‬dei diritti della persona‭”‬.

E adesso la lascio con una preghiera di Luigi Settembrini,‭ (‬Napoli‭ ‬1813-‭ ‬1876‭)‬,‭ ‬letterato e patriota italiano condannato dell’ergastolo:

O Dio Padre‭
Fammi la grazia della morte
Giacché gli uomini
Per tormentarmi
Mi hanno fatto la grazia della vita.

Le auguro Buon Natale con la speranza che lei mi auguri una buona morte.

Carmelo Musumeci
Carcere Spoleto,‭ ‬dicembre‭ ‬2011‭

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