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Merkel e Sarkozy sempre più impegnati a distruggere l’Europa

Autore: . Data: martedì, 6 dicembre 2011Commenti (0)

Il cancelliere tedesco ed il presidente francese pretendono di dettare le regole a tutta l’Unione per rafforzare gli interessi di Parigi e Berlino a scapito degli altri ‘soci’.

Sarkozy ha detto ieri dopo l’incontro con la sua collega germanica: “Vogliamo un nuovo trattato europeo, che sia un trattato a 27, perché nessuno si senta escluso”.

Non è noto il motivo in base al quale il presidente supponga di possedere il diritto per mettere in discussione le regole comuni che governano l’Unione. L’inquilino dell’Eliseo ha spiegato  anche di “essere d’accordo su tutto” con il cancelliere.

I due non vogliono un ruolo diverso per la Banca centrale europea e di conseguenza si oppongono all’emissione degli eurobond, indicati da numerosi economisti come il più sicuro strumento per contrastare la crisi dell’eurozona.

Invece di promuovere una politica di solidarietà sociale e di difesa degli interessi comuni, i due intendono imporre “sanzioni automatiche per gli Stati che sforano la regola del deficit al 3 per cento”.

Merkel e Sarkozy, forse colpiti da amnesia, non ricordano che proprio Francia e Germania si sono rese responsabili della violazione del Patto di stabilità nel 2002  (reiterando il fatto nel 2003 per quanto riguarda il parametro deficit/Pil) e non hanno presentato i piani di rientro dall’indebitamento al di sotto della soglia del 3 per cento nel 2004 e nel 2005. Per altro evitando le sanzioni previste per la trasgressione.

Sarkozy, di fatto ignorando il ruolo del Parlamento di Strasburgo ed il ruolo della Commissione, ha anche auspicato “una riunione dei capi di Stato e di Governo della zona Euro tutti i mesi, finchè la crisi durerà”.

Umiliando le istituzioni europee e tutti i gpverni dei Paesi associati all’Unione, il presidente francese poi ha aggiunto “che l’accordo franco-tedesco è il più completo possibile. Invieremo una lettera congiunta al presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy mercoledì”.

Il tentativo di impossessarsi del bastone del comando da parte del duo franco-tedesco è ormai più che evidente ed è un rischio non solo per la sopravvivenza dell’Unione, ma anche per la vita dei cittadini del Vecchio Continente.

Merkel, poi, ispirata da un preoccupante istinto centralizzatore, ha ipotizzato che la Corte di giustizia europea dovrebbe poter verificare “la conformità” delle azioni dei singoli governi ai vincoli europei.

Relativamente più sobrio, Sarkozy ha aggiunto: “La Corte di giustizia europea non potrà in alcun caso annullare i singoli bilanci degli Stati membri”, ma ha immaginato che i giudici possano “verificare se ogni Stato rispetta la regola d’oro iscritta nella Costituzione”, ovvero il rispetto del pareggio di bilancio.

Infine, in preda ad una vera e propria crisi di onnipotenza, i due leader hanno ribadito la necessità di inserire nelle costituzioni di tutti i Paesi membri dell’Unione monetaria una regola
che renda obbligatorio il pareggio di bilancio, violando la sovranità dei singoli Parlamenti nazionali.

Il cosiddetto asse franco tedesco sta diventando il vero problema dell’Europa, perchè Sarkozy e Merkel, nella disperata necessità di garantire la propria rielezione (molto incerta), ritengono di subordinare la sopravvivenza dell’Europa ai propri interessi nazionali.

Un nodo difficile da sciogliere, anche perchè nei ‘Paesi associati’ non si scorgono leader capaci di indicare una strada alternativa al neoliberismo franco tedesco che oggi sta condizionando la controversa vita della moneta unica e privando l’Europa di un dibattito indispensabile sul rilancio di una politica di unione dei popoli intorno ad un programma di libertà e conquiste e tutele sociali comuni.

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