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Le operazioni ‘salva Italia’ stanno mettendo in ginocchio i cittadini

Autore: . Data: giovedì, 15 dicembre 2011Commenti (0)

Secondo Adusbef e Federconsumatori, con la suspestangata Monti e con le precedenti manovre Berlusconi ogni famiglia perderà 3.160 euro.

Le associazioni dei consumatori hanno calcolato che con la manovra del nuovo governo  le ricadute al 2014 saranno pari a 1.129 euro l’anno a famiglia. Se a questa cifra si sommano le misure prese fino a novembre dal governo Berlusconi, gli euro spariti salgono a 3.160.L’impatto sulla capacità di consumo sarà del 7,6 per cento annuo.

Gli esperti di Adusbef e Federconsumatori ritengono che a regime le conseguenze della manovra in via di approvazione saranno pari a 197 euro di tagli e 932 euro di imposte.

I tagli riguardano il mancato adeguamento dell’indicizzazione delle pensioni oltre 1.000 euro (34 euro l’anno) e quelli agli enti locali (163 euro l’anno).

Per quanto riguarda invece le imposte, dovrebbero esserci 270 euro da aumenti dell’Iva, 405 euro per l’Imu prima casa, 120 euro per le accise sulla benzina, 47 euro per il bollo sui depositi, 90 euro per l’addizionale regionale allo 0,3 per cento.

Il totale ammonta così a 1.129 euro l’anno, che salgono a 3.160 euro se si sommano le misure varate nel 2011 dal governo Berlusconi, che hanno ricadute per 2.031 euro.

Pesante sarà anche l’impatto sui consumi: nel 2014, una famiglia di tre persone con una retribuzione netta nel 2011 di circa 32mila euro registrerà a seguito delle varie manovre correttive una caduta nella capacità di consumo di circa il 7,6 per cento annuo.

Secondo le due associazioni, quindi, “una delle conseguenze di mancati interventi a sostegno del potere di acquisto delle famiglie con redditi medio-bassi (attraverso politiche fiscali e sostegni sociali) sarà quello di accentuare la recessione economica e le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza”.

In parole più semplici per ‘salvare l’Italia’ si sacrificheranno migliaia di posti di lavoro, si distruggerà la classe media, si impoveriranno ancora di più le fasce sociali disagiate e, soprattutto, si darà un colpo quasi mortale al commercio.

Le conseguenze di trent’anni di malgoverno sono di certo responsabilità anche dei cittadini, che hanno scelto gruppi dirigenti inadeguati (se non corrotti), ma le conseguenze della insana gestione del patrimonio pubblico non può ricadere sempre sui soliti noti.

In questi anni alcuni personaggi si sono arricchiti in modo inaccettabile. Ci si domanda quando costoro pagheranno per i loro comportamenti.

Per esempio, quando si vedranno confiscate le liquidazioni e drasticamente tagliate le pensioni ai manager di Stato che per altro hanno portato alla rovina le aziende che guidavano?

Domanda da milioni di euro, nel vero senso della parola.

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