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Il pericolo pubblico numero uno? Angela Merkel

Autore: . Data: mercoledì, 7 dicembre 2011Commenti (0)

Si alzano i toni critici nei confronti della politica del cancelliere tedesco. Romano Prodi e Der Spiegel hanno cominciato. Quando faranno lo stesso i governi europei?

Secondo l’ex presidente del Consiglio italiano “la politica tedesca è spesso di una durezza e irragionevolezza straordinaria”.

Ma se questo è l’assunto, per il  professore bolognese il resto del ragionamento non è meno caustico: “Si è rischiato di mettere in crisi l’euro, ma farlo non è nemmeno nell’interesse tedesco visti i dati della sua bilancia commerciale. La Germania deve usare se non la propria saggezza, almeno la propria convenienza, perchè qui si sta veramente giocando col fuoco”.

Prodi conosce bene l’Europa, tuttavia, ed ha capito bene il nodo della questione. Il fatto è che l’Unione è “completamente divisa, non ha in sè la forza per agire, anche se rimane la più grande forza economica del mondo”.

“La Merkel – ha spiegato  il professore – non cambia linea di una virgola, non vuole nessuna forma di collaborazione, non vuole rimedi che potrebbero risolvere i problemi, ha aderito al Fondo salvastati all’ultimo minuto e a stento. Sul fronte della crisi greca, ad esempio, si è perso tempo, si doveva risolvere in fretta e in silenzio, si poteva risolvere in cinque minuti ed invece è diventata una tragedia. Da allora si è continuato con provvedimenti inferiori alle necessità e presi in ritardo”.

Fin qui il giudizio impietoso dell’ex presidente della Commissione europea sulla incapacità del cancelliere tedesco ad affrontare la situazione.

Nel capitolo ‘rimedi’ Prodi la pensa come un gran numero di analisti: “O chiudiamo bottega o la Bce deve fare la Bce, ovvero diventare prestatore di ultima istanza. La Francia è favorevole, ma la Germania irremovibile. Un altro tema è quello degli eurobond”. E su questo l’ex premier ha aspiegato: “La situazione della California è più grave di quella della Grecia, ma nessuno pensa ad aggredirla perchè il debito degli Stati Uniti è difeso dalla massa critica. Il dollaro è un cane molto grosso. La Germania ha come bestia nera l’inflazione ma non aiuta per nulla il riequilibrio europeo”.

Ma nei riguardi del cancelliere della Repubblica federale anche la stampa tedesca comincia ad alzare la voce.

In un articolo dal titolo emblematico, “La cancelliera rovinosa”, sulla crisi della cosiddetta eurozona il prestigioso ‘Der Spiegel’ ha scritto: “La chance per un salvataggio dell’euro sostenibile finanziariamente è andata sprecata. E colpevole è il cancelliere”. “Angela Merkel ci rovinerà tutti – ha continuato l’autore, Wolfgang Muenchau – perchè lei con la sua titubanza inasprisce la crisi. Adesso ha soltanto due opzioni politiche: la bancarotta o la rovina”.

Al settimanale è ben chiaro che le chiusure di Merkel, se continueranno, invece di tutelare gli interessi tedeschi produrrano il collasso dell’economia di quel Paese.

Ma sugli Eurobond il settimanale ha una posizione ancor più ottusa e protezionista di quella del cancelliere.  Il corsivista, infatti, sotiene che nel caso alla fine Merkel li accettera questi produrranno “una specie di conto corrente comune”, dove tutti garantiranno per tutti, ma tenendo comunque in piedi la struttura tradizionale dell’autonomia degli stati sovrani.

Secondo Muenchau, quindi, gli Eurobond produrrebbero comunque il fallimento dell’Euro. Tuttavia, ha aggiunto i notista, se Merkel rimarrà ferma nella sua opposizione ai titoli europei, l’euro crollerebbe comunque “nei prossimi due tre mesi”.

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