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Usa: repressione a tutto campo contro gli indignati. Ma non a Boston

Autore: . Data: venerdì, 18 novembre 2011Commenti (0)

Mentre in tutti gli States la polizia disperde i manifestanti un giudice del Massachusetts autorizza i contestatori a mantenere un presidio.

la stretta contro i giovani che contestano l’assetto economico capitalistico ed il dominio della finanza di Wall Steet sulla politica economica americana ha subito un piccolo ma significativo stop.

Un giudice di Boston, Frances McIntyre, ha concesso agli indignati il diritto – seppure temporaneo – di rimanere con tende e sacchi a pelo nel loro quartier generale di Dewey Square.

L’ordinanza si basa su diritto alla “libertà di parola” che, secondo McIntyre, comprende qualunque forma espressiva. Per il magistrato solo circostanze eccezionali come un incendio, un’emergenza medica o lo scoppio di incidenti gravi possono permettere gli sgomberi.

Adesso le autorità cittadine avranno bisogno di un provvedimento del tribunale per sfrattare gli attivisti.

I manifastanti hanno realizzato Dewey Squarea una piccola città formata da oltre 150 tende e sono ‘al sicuro’ almeno fino al primo dicembre, quando scadrà l’ordinanza temporanea che li autorizza a rimanere. A quel  punto il giudice si esprimerà in via definitiva sulla sorte dell’accampamento.

Le proteste continuano intanto il tutto il Paese. Gli studenti della University of California hanno organizzato una manifestazion davanti ad una filiale della Bank of America, a San Francisco e sono stati violentemente dispersi dalla polizia.  Cento giovani sono stati arrestati senza sebbebe non ci fosse stato nessun gesto di violenza da parte loro contro le forze dell’ordine.

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